Kkcg impugna il neo CdA Ferretti invocando il Golden Power
Chiesto il riconteggio dei voti dell’assemblea del 14 maggio per presunti accordi occulti. A rischio le tecnologie dual use

Il controllo di Ferretti, attualmente nelle mani di Fih/Weichai, sarà esaminato in tribunale. Kkcg Maritime, la holding d’investimento del miliardario ceco Karel Komárek, informa in data odierna di aver depositato un ricorso d’urgenza a Bologna per congelare la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione, puntando a bloccare il vertice del gruppo.
A seguito dei risultati dell’Assemblea degli Azionisti dello scorso 14 maggio, che ha visto la vittoria della lista cinese guidata da Weichai (che controlla il 39,5% tramite Fih), Kkcg – come era stato ventilato – ha lanciato un’accusa chiamando in causa direttamente il Governo italiano: la violazione delle norme sul Golden Power.
L’ipotesi accusatoria di Kkcg, presentata tramite ricorso ex art. 700 c.p.c. e art. 2378 c.c., è che Weichai non avrebbe rispettato gli obblighi di notifica previsti dal Golden Power. Secondo il socio europeo, la rilevanza strategica di Ferretti non si limita alla leadership nei superyacht di lusso, ma risiede nella progettazione di piattaforme marittime altamente sofisticate con applicazioni dual-use (civile/difesa), un patrimonio ingegneristico che ha valore per la sicurezza nazionale a prescindere dall’esistenza di una divisione difesa dedicata (e già formalmente riconosciuto più volte dalla Presidenza del Consiglio). La mancanza di notifica, da normativa, avrebbe dovuto congelare il diritto di voto dei cinesi, permettendo alla lista di Kkcg Maritime (sostenuta da 164 soci di mercato e dai proxy advisor Iss e Glass Lewis) di ottenere la maggioranza assoluta, assumendo così la guida del CdA e del Collegio Sindacale.
Inoltre, spiega la nota del gruppo ceco, non si tratta solo di una questione di voti ma anche di trasparenza. Se la lista di Kkcg ha capitalizzato il voto di un’ampia platea di soci indipendenti (pari al 45,11% del capitale), il blocco cinese ha blindato il 49,74% grazie al supporto di appena 15 grandi investitori. Per questo il ricorso ipotizza l’esistenza di presunti patti parasociali e non comunicati al mercato tra Weichai e altri soci legati a Pechino (tra cui la società Adtech Advanced Technologies Ag), che avrebbero agito in modo coordinato violando le regole delle società quotate.
L’urgenza di questo ricorso è motivata dal fatto che – secondo Kkcg – lasciare la gestione operativa in mano al nuovo board di Weichai espone l’azienda a un rischio imminente e irreversibile: quello del potenziale trasferimento o l’integrazione di dati, segreti industriali e tecnologie marittime sensibili verso l’estero. Un passaggio che, una volta compiuto, sarebbe impossibile da azzerare. I giudici della Sezione Imprese di Bologna sono dunque chiamati a decidere se bloccare subito l’operatività del CdA attuale e ordinare il riconteggio.
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