È online il nuovo numero di Yacht Upstream by SUPER YACHT 24
Nel terzo numero del 2026 analisi tecnica del Sanlorenzo SX120, test del nuovo Volvo Penta D13 IPS Hybrid e del Grand Soleil 80 Plus. Interviste al velista/armatore Roberto Lacorte e Francesco Pelizza di AMS. Focus dedicati al mondo dei luxury tender e stabilizzatori

È disponibile online il terzo numero di Yacht Upstream del 2026, il magazine B2B di SUPER YACHT 24 dedicato ai protagonisti e alle tendenze della filiera dello yachting italiano. Un progetto editoriale nato per offrire anche una prospettiva a monte del mercato, dove prendono forma le scelte strategiche, industriali e culturali che guidano l’evoluzione del settore.
Il nuovo numero si apre con l’analisi tecnica del Sanlorenzo SX120, che rappresenta l’evoluzione più recente della linea crossover del cantiere. Costruito in composito e sviluppato su quattro ponti, introduce per la prima volta l’Ips Professional Platform di Volvo Penta, con quattro motori D13 da 1.000 cv e sistema Scr per il trattamento dei gas di scarico.
La sezione Test si apre con la prova del Grand Soleil 80 Plus, 24 metri che si distingue per propulsione ibrida, chiglia telescopica e sistema idraulico che gestisce winch, piano velico e chiglia. La costruzione dello scafo prevede sandwich composito con resina vinilestere a base epossidica, laminazione in infusione sottovuoto e rinforzi di carbonio nelle aree più sollecitate. La sezione prosegue con la prova del nuovo sistema di propulsione ibrida di Volvo Penta, il D13 Ips Hybrid, che si è svolta a Krossholmen, in Svezia, a bordo di una delle imbarcazioni test del costruttore. Combinando propulsione, motori elettrici, batterie, gestione dell’energia e controlli in un unico pacchetto, il sistema riduce la complessità per armatori, comandanti, progettisti e cantieri.
La sezione People si apre con l’intervista all’imprenditore e armatore Roberto Lacorte, fondatore e amministratore delegato di Pharmanutra e fondatore della regata 151 Miglia Trofeo Cetilar. Velista con risultati importanti nelle regate d’altura, a costruito nel tempo una flotta eterogenea che spazia da barche one-off a quelle di serie per le crociere a motore. A seguire Francesco Pelizza, socio e fondatore di Ams Advanced Mechanical Solutions, racconta i segreti delle analisi Fem, finite element analysis, che permette di creare il modello digitale dello yacht e sottoporlo a condizioni di carico diverse per verificarne le reazioni. Infine, Gianbattista Di Muzio e Pervis Sekaj di Accu Italia raccontano a SUPERYACHT 24 caratteristiche e applicazioni della nuova gamma Energy Safe PzVm Marine, linea full gel sviluppata per rispondere alle esigenze energetiche delle imbarcazioni di medie e grandi dimensioni.
Il primo focus del numero è dedicato al mondo ai luxury tender e maxi rib che sta vivendo una fase di forte crescita, trainata dalla richiesta di unità capaci di coniugare design, prestazioni, personalizzazione e versatilità. Il tender non è più soltanto lo strumento per trasferire gli ospiti a terra, ma una vera estensione dello yacht, in grado di offrire esperienze autonome e di rispecchiare lo stile dell’armatore. Il focus comprende il test del nuovo Forte 47 GT; la presentazione del primo tender di FIM Fabrica Italiana Motoscafi, il ritorno di Gommoni Callegari dopo l’acquisizione del brand da parte del Gruppo Recchia con il nuovo maxi rib da 48 piedi e l’intervista a Jacopo Recchia; l’intervista ad Alberto Montaruli, direttore operativo di Spartivento e direttore commerciale di Highfield Italia. E poi ancora Anvera con le sue novità e le parole di Salvatore Ranieri di Ranieri International la cui linea di rib Cayman spazia fino ai luxury tender.
Segue il focus dedicato al mondo della stabilizzazione, che negli ultimi anni è passata da optional riservato a poche imbarcazioni a componente sempre più centrale nella progettazione di yacht e superyacht. La crescita delle dimensioni medie, l’aumento del tempo trascorso a bordo e aspettative più elevate in termini di comfort hanno trasformato un settore che oggi coinvolge pinne, giroscopi, interceptor, software, sensoristica, integrazione elettronica e gestione dei dati. Le interviste coinvolgono Pietro Cappiello di CMC Marine, Lorenzo Mongiardo di Quick Group, Gennaro Giliberti di Samos, Andrea Fabbri di Saim Marine e Claudio Locarno di Humphree.
Editoriale
L’innovazione invisibile
Beach area, volumi interni, stile e materiali degli arredi, décor, aperture verso il mare. Sono il risultato più visibile di un progetto, gli elementi che attirano clienti e visitatori a un salone nautico o stupiscono chi guarda lo yacht in rada. Ma a dare soddisfazione e comfort all’armatore e ai suoi ospiti, e a rendere più semplice la gestione per comandante ed equipaggio, sono spesso scelte e tecnologie meno evidenti. Si tratta di un lavoro che quasi mai si vede e che in genere viene poco raccontato. Una parte importante dell’evoluzione tecnologica riguarda infatti aspetti meno esposti: la distribuzione dei carichi, il rapporto tra propulsione e gestione dell’energia, lo spazio da riservare a impianti e manutenzione, il dialogo tra componenti diversi, la geometria delle pinne stabilizzatrici e gli algoritmi che ne regolano il funzionamento. Aspetti che incidono su affidabilità, sicurezza e consumi. È anche per questo che è nato Yacht Upstream: dare spazio a una parte dello yachting spesso nascosta e talvolta trascurata. In questo settimo numero se ne trovano esempi diversi. Nell’intervista a Francesco Pelizza di Advanced Mechanical Solutions, dedicata in parte al Cnb 62, l’analisi Fem – metodo degli elementi finiti – viene impiegata per simulare la risposta del ragno strutturale e del rollbar alle sollecitazioni reali. Sul Grand Soleil 80, la propulsione ibrida richiede più lavoro a monte ma permette navigazioni a motore più silenziose e confortevoli. Nel test del Volvo Penta D13 Ips Hybrid, propulsione, motori elettrici e termici, batterie, distribuzione dell’energia, software e plancia di comando sono concepiti come un sistema unico. Una scelta che non riguarda soltanto le prestazioni, ma anche assistenza e gestione delle anomalie, con un solo referente invece di una catena di fornitori con responsabilità difficili da scovare. Nel servizio tecnico sul Sanlorenzo SX120, grandi vetrate, terrazze apribili, piscina e beach area rimandano a strutture, movimentazioni, impianti e masse da gestire con attenzione. Infine, il focus sulla stabilizzazione chiude il cerchio e mostra come pinne, giroscopi e interceptor non vengano più valutati solo per ciò che fanno singolarmente, ma anche per il modo in cui si integrano con sensori, software, timoneria e propulsione. Anche questi sono nascosti, addirittura sott’acqua, ma il loro effetto è uno dei più importanti, richiesti e apprezzati a bordo di ogni imbarcazione tra 6 e oltre 100 metri di lunghezza.
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