Navaltecnosud sviluppa un nuovo sistema rack in Bulgaria
Realizzato al porto di Kraymorie in collaborazione con Deep Dive Systems, introduce una soluzione di appoggio carena alternativa agli standard di mercato

Navaltecnosud Boat Stand firma un nuovo impianto rack al porto di Kraymorie, in Bulgaria, sviluppato insieme al partner locale Deep Dive Systems. Il progetto risponde a esigenze operative tipiche dei cantieri navali, dove gestione degli spazi e affidabilità strutturale incidono direttamente sui flussi di lavoro e sui costi. La configurazione adottata prevede una struttura su due livelli, con una capacità di carico pari a 6 tonnellate per modulo. Ogni modulo è dimensionato per ospitare due imbarcazioni per piano, con ingombri di 6 m in larghezza, 4 m in profondità e 3,5 m in altezza complessiva. Si tratta quindi di una soluzione pensata per massimizzare la densità di stoccaggio mantenendo margini operativi adeguati.
Dal punto di vista tecnico, uno degli elementi distintivi riguarda il sistema di appoggio della carena. “A differenza delle soluzioni attualmente in commercio – spiega Roberto Spadavecchia, titolare di Navaltecnosud – che prevedono l’utilizzo di due barre orizzontali in legno, abbiamo sviluppato un sistema basato su barre in acciaio integrate con parabordi ad alta resistenza, in grado di avvolgere e sostenere la carena in totale sicurezza”. La scelta dei materiali e della configurazione mira a ridurre i punti di stress e a migliorare la distribuzione dei carichi. Tutti i rack sono progettati con verifica strutturale antisismica e certificazione CE.
Navaltecnosud mantiene inoltre un approccio modulare e personalizzabile: dimensioni, portate e configurazioni possono essere adattate alle specifiche esigenze del cliente, sia in ambito cantieristico sia nei marina con elevata rotazione di unità. Il progetto di Kraymorie si inserisce in una strategia più ampia dell’azienda, orientata allo sviluppo di sistemi di movimentazione e stoccaggio che integrino robustezza strutturale, flessibilità e attenzione alle sollecitazioni reali delle imbarcazioni. Un segmento tecnico che resta centrale per l’efficienza delle infrastrutture nautiche.
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