Tensione a Marina di Carrara: visioni opposte sul rilancio di The Italian Sea Group
Alle preoccupazioni dei sindacati per la riduzione dei fornitori strategici per la prosecuzione delle commesse ha replicato il cantiere

La gestione della crisi presso The Italian Sea Group sta assistendo a un serrato confronto tra la dirigenza e i sindacati, separati da prospettive molto diverse sul futuro del polo nautico apuano. Gli ultimi aggiornamenti riguardano dichiarazioni delle segreterie provinciali di Fiom e Cgil, rappresentate da Umberto Faita e Nicola Del Vecchio, che hanno sollevato pesanti dubbi sulla concretezza della ripresa produttiva di Tisg. Secondo i due esponenti sindacali, nonostante le rassicurazioni ricevute in sede istituzionale lo scorso 12 marzo, il cantiere avrebbe subito una drastica riduzione dei fornitori strategici, tale da rendere difficile l’avanzamento delle commesse e da limitare l’attività degli stessi dipendenti diretti.
Il timore principale delle organizzazioni dei lavoratori è che la procedura negoziale possa agire più come una protezione legale per la stazione appaltante che come uno strumento di salvaguardia per l’intera filiera produttiva. I sindacati denunciano inoltre una persistente reticenza aziendale nel presentare un piano industriale solido, mettendo in dubbio la trasparenza della dirigenza anche in merito a comunicazioni esterne (una lettera anonima) su presunte richieste di integrazione di prezzo rivolte ad armatori che avrebbero già saldato le proprie imbarcazioni; fatti che, nonostante siano stati resi noti a più soggetti interessati, non verrebbero menzionati ufficialmente.
L’attivazione della Composizione Negoziata della Crisi, strumento utilizzato da Tisg per stabilizzare la propria situazione finanziaria, avvenuta formalmente il 16 marzo, secondo Cgil-Fiom sembra non corrispondere alla reale situazione operativa all’interno del cantiere; i sindacati denunciano forti preoccupazioni per la forza lavoro complessiva di oltre 1500 persone, la cui maggior parte appartiene alle ditte dell’indotto.
The Italian Sea Group ha risposto a stretto giro, con una nota ufficiale diffusa oggi 26 marzo e firmata dal presidente Giovanni Costantino, smentendo categoricamente le criticità sollevate dai rappresentanti dei lavoratori. La società rivendica la piena coerenza delle proprie azioni con quanto esposto davanti alle autorità cittadine e prefettizie, confermando che il riavvio graduale delle attività è previsto per la prima settimana di aprile. Secondo la ricostruzione di Tisg, la crisi attuale sarebbe il risultato di un piano fraudolento orchestrato da una passata gestione dirigenziale, ai cui effetti il gruppo sta rispondendo con una profonda riorganizzazione interna e un piano d’azione tempestivo. La dirigenza sottolinea inoltre il clima di collaborazione instaurato con i fornitori, molti dei quali avrebbero già sottoscritto accordi per garantire la continuità dei lavori nel rispetto degli equilibri finanziari reciproci.
Sul fronte economico e commerciale, l’azienda ha reso noto di aver avviato interlocuzioni con diciassette armatori per adeguare i costi delle navi in costruzione ai nuovi parametri, segnalando che i primi contratti in tal senso sono già stati conclusi. Tisg riferisce inoltre di un dialogo costruttivo con il sistema creditizio, finalizzato a supportare il percorso di risanamento.
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