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Interviste

Andrea De Santis (D-Marin): “Per i superyacht il servizio conta quanto l’ormeggio”

Le aspettative della clientela sono cambiate e oggi Porto Mirabello punta su assistenza, accessibilità e una rete di supporto capace di accompagnare l’attività dello yacht tutto l’anno

di Alberto Mariotti
19 Giugno 2026
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Porto Mirabello è oggi uno dei principali punti di riferimento del Mediterraneo per l’accoglienza dei superyacht. Oltre alle infrastrutture dedicate alle grandi unità, il marina ha progressivamente ampliato la propria offerta puntando su servizi, supporto ai comandanti e integrazione con il distretto nautico di La Spezia, tra i più importanti in Europa per costruzione, refit e assistenza tecnica. SUPER YACHT 24 ne ha parlato con Andrea De Santis, chief operations officer di D-Marin, la rete di porti cui appartiene Porto Mirabello. 

Il marina è stato concepito fin dall’inizio pensando al mondo dei superyacht. Come si sono evolute le esigenze e le aspettative di armatori, capitani e società di gestione, e in che modo il porto turistico si è adattato?

“Porto Mirabello è stato progettato appositamente per i superyacht, con acque profonde, un bacino protetto e lo spazio necessario per accogliere imbarcazioni di grandi dimensioni. Ma le aspettative degli armatori e dei capitani sono cambiate radicalmente. Oggi desiderano un porto turistico tecnicamente solido, in grado di rispondere rapidamente e facile da gestire per il capitano, pur offrendo un ambiente accogliente per armatori e ospiti. Ci siamo adattati potenziando entrambi gli aspetti dell’esperienza. Sul fronte tecnico, abbiamo migliorato ogni aspetto, dalla capacità di alimentazione elettrica al rifornimento di carburante ad alta portata, fino alla sicurezza 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Dal punto di vista umano, abbiamo investito nell’atmosfera e nei servizi che semplificano la vita: elementi come le sale relax per l’equipaggio, una palestra, il servizio di concierge, la piscina e i ristoranti e negozi sul lungomare, che contribuiscono tutti alla meravigliosa atmosfera del porto turistico”.

Oggi il porto può ospitare yacht fino a 135 metri di lunghezza. Quali sviluppi o miglioramenti hanno avuto il maggiore impatto sull’aumento della disponibilità di posti barca e sulla flessibilità per le imbarcazioni di grandi dimensioni?

“La svolta è stata la realizzazione della penisola di 40.000 m². Ciò ha dato a D-Marin la libertà strutturale di progettare banchine in grado di supportare realmente imbarcazioni di oltre 100 metri, non solo in termini di lunghezza, ma anche di capacità portante, spazio di manovra e sicurezza. Da allora, abbiamo continuamente potenziato le infrastrutture con elementi quali sistemi di ormeggio rinforzati, alimentazione elettrica da terra ad alta capacità e stazioni di rifornimento ad alta portata, indispensabili per i grandi yacht. Questi miglioramenti ci hanno permesso di accogliere imbarcazioni fino a 135 metri, mantenendo al contempo il porto turistico sufficientemente flessibile da adattarsi alle variazioni stagionali delle dimensioni degli yacht e del traffico nautico”.

Quali caratteristiche tecniche ritiene essenziali nello sviluppo di nuove strutture dedicate ai superyacht? Con chi ha collaborato allo sviluppo di queste strutture?

“Per i superyacht, gli elementi fondamentali sono imprescindibili: occorrono resistenza strutturale, acque profonde e servizi affidabili. Le banchine devono sopportare carichi di ormeggio enormi e il porto turistico deve offrire quei sistemi di alimentazione elettrica, rifornimento di carburante e gestione dei rifiuti da cui dipendono le imbarcazioni di grandi dimensioni. Il robusto frangiflutti di Porto Mirabello è un perfetto esempio dell’ingegneria necessaria. Queste strutture sono state sviluppate in collaborazione con Ingemar, uno studio di ingegneri navali e architetti navali specializzati, che comprendono le esigenze degli yacht di oltre 100 metri. Oggi attingiamo anche alle competenze del più ampio gruppo D-Marin, compresi i team che stanno realizzando Marina Livorno e Camille Rayon, entrambi oggetto di un’importante riqualificazione. Ciò che rafforza ulteriormente il nostro approccio è la portata dell’infrastruttura per superyacht di D-Marin. D-Marin offre oltre 1.000 posti barca per yacht di oltre 24 metri, rappresentando una delle più grandi concentrazioni di posti barca per superyacht nel Mediterraneo. Questo ci offre una prospettiva operativa unica sulle esigenze degli yacht di grandi dimensioni e ci consente di applicare le migliori pratiche e le competenze acquisite in tutto il Gruppo”.

Quanto è importante oggi, anche per un porto turistico ben consolidato come Porto Mirabello, essere in grado di adattare rapidamente gli spazi e le operazioni alle diverse fasi della stagione o alle mutevoli esigenze del mercato? Se sì, come si ottiene questa flessibilità?

“È essenziale. Il mercato dei superyacht è molto più dinamico rispetto al passato. I capitani pianificano itinerari più flessibili, i tempi di prenotazione sono più brevi e le dimensioni delle imbarcazioni variano notevolmente nel corso dell’anno: anche un porto turistico ben consolidato deve rimanere agile. Le strutture di banchina, i sistemi di ormeggio e le zone certificate Isps sono stati progettati per gestire carichi di grandi imbarcazioni, quindi adattarsi a diverse composizioni di yacht fa parte delle nostre operazioni quotidiane. Anche gli strumenti digitali fanno una grande differenza. Grazie all’app D-Marin e alla nostra rete di sensori intelligenti, monitoriamo l’occupazione, i consumi e i movimenti delle imbarcazioni in tempo reale, il che ci permette di anticipare la domanda anziché reagire ad essa. E, naturalmente, il team è abituato a cambiare marcia. In estate, organizziamo il porto turistico in funzione dei superyacht in sosta breve e delle attività degli ospiti; in inverno, ci riorganizziamo per gli ormeggi a lungo termine, gli interventi tecnici e l’accesso al cantiere navale. Questa capacità di adattarsi rapidamente è uno dei motivi per cui Porto Mirabello risulta così agevole per i capitani: ci stiamo già organizzando prima ancora che abbiano bisogno di chiedere”.

I servizi stanno diventando sempre più un fattore chiave di differenziazione. Su quali aree vi siete concentrati maggiormente negli ultimi anni per soddisfare le esigenze degli armatori, degli equipaggi e delle società di gestione?

Nel mondo dei superyacht, il servizio è ormai importante quanto l’ormeggio stesso, quindi ci siamo concentrati sul miglioramento dell’esperienza complessiva piuttosto che sul semplice aumento dei servizi. Ciò che distingue davvero Porto Mirabello è il modo in cui tutto questo si concentra in un unico luogo. È possibile scendere da uno yacht di 100 metri e trovarsi in un ambiente con servizi completi in pochi secondi: ristoranti, negozi, rifornimenti, assistenza tecnica e persino una nuova destinazione gastronomica che aprirà a breve. Lo chiamiamo ‘un porto turistico a servizio completo, tutto in un unico posto’, ed è esattamente l’esperienza che ci siamo impegnati a offrire: un’esperienza che risulti semplice per gli armatori e che sia di vero supporto per chi gestisce gli yacht”.

Al di là della lunghezza dell’ormeggio e del pescaggio, quali fattori influenzano oggi realmente la scelta del porto turistico da parte di un armatore o di un capitano?

“I fattori decisivi oggi sono l’accessibilità, i servizi su misura per l’equipaggio, le strutture e gli eventi dedicati a capitani ed equipaggi, la vicinanza ai principali cantieri navali e la capacità di supportare senza intoppi le operazioni di soggiorno prolungato, in particolare in inverno. In questo contesto, Porto Mirabello è ampiamente considerato un vero e proprio ‘porto di casa’, sia per gli yacht che per i loro armatori, dove le operazioni si svolgono senza intoppi per lunghi periodi e la vita a bordo è supportata con discrezione e precisione. L’accessibilità rimane un fattore chiave di differenziazione, con gli armatori che apprezzano sempre di più un accesso immediato e senza complicazioni al proprio yacht. Porto Mirabello offre un livello di collegamenti eccezionalmente raro nella regione, compreso un eliporto privato, che garantisce maggiore discrezione, flessibilità e facilità di arrivo. La sua posizione strategica, vicina ad alcuni dei principali cantieri navali e strutture di refit d’Italia, rafforza ulteriormente il suo fascino come base operativa per tutto l’anno. Parallelamente, continuiamo a potenziare la nostra offerta incentrata sull’equipaggio attraverso servizi, strutture ed eventi dedicati, ampliando al contempo la nostra capacità di accoglienza per soggiorni di lunga durata, al fine di garantire che le esigenze sia operative che di stile di vita siano costantemente soddisfatte durante tutto l’anno”.

A seguito dell’ingresso di Porto Mirabello nella rete D-Marin, quali sono le priorità chiave per lo sviluppo del porto turistico nei prossimi anni? Queste priorità sono cambiate?

“Il nostro obiettivo è continuare a migliorare l’esperienza complessiva dei clienti attraverso miglioramenti digitali mirati, tra cui l’ampliamento della copertura dei sensori intelligenti e il monitoraggio in tempo reale tramite l’app D-Marin, insieme a una maggiore efficienza operativa e a una gestione più sostenibile del porto turistico. Nell’ambito della più ampia strategia di D-Marin, ci stiamo inoltre allineando agli impegni ambientali del Gruppo, tra cui il riconoscimento EcoVadis Gold Medal e gli obiettivi di emissioni in linea con lo SBTi, con ulteriori investimenti nelle energie rinnovabili, nella gestione responsabile delle risorse e nelle iniziative a favore della biodiversità. Allo stesso tempo, continuiamo a investire nel nostro personale attraverso programmi di formazione continua, garantendo i più elevati standard di servizio per armatori, capitani ed equipaggi. Stiamo inoltre ampliando le nostre capacità tecniche attraverso nuove iniziative nei cantieri navali e un supporto dedicato agli yacht di grandi dimensioni, avvalendoci delle competenze di un team con una vasta esperienza nautica e operativa. Un’altra priorità è rafforzare il nostro legame con i porti turistici D-Marin vicini, come quelli di Livorno e Camille Rayon. Insieme, formano un importante corridoio nel Mediterraneo settentrionale, offrendo agli armatori una maggiore flessibilità durante le crociere tra l’Italia e la Francia, garantendo al contempo un livello costante di servizio ed eccellenza operativa in tutto il Gruppo».

La Spezia è uno dei principali centri europei per la costruzione, il refit e l’assistenza tecnica dei superyacht. Quanto è importante per Porto Mirabello avere un polo industriale così forte nelle vicinanze?

“È un vantaggio enorme. Trovarsi a pochi minuti da alcuni dei principali cantieri navali europei significa che armatori e capitani possono combinare il tempo libero con interventi tecnici, progetti di refit o assistenza in garanzia. Porto Mirabello è una base ideale per gli armatori che cercano sia il lusso che la praticità, ed è proprio questo il vantaggio di trovarsi a La Spezia. È possibile godersi l’atmosfera del porto turistico avendo a portata di mano un’assistenza tecnica di livello Mondiale”.

Il Mediterraneo offre un numero sempre maggiore di destinazioni dedicate ai superyacht. Secondo lei, qual è l’elemento chiave che oggi contraddistingue maggiormente Porto Mirabello dagli altri porti turistici?

“Si distingue perché è uno dei pochi porti turistici in acque profonde progettati specificamente per i superyacht, offrendo al contempo uno stile di vita rilassato, elegante e perfettamente integrato con la città circostante. La sua posizione all’interno del Golfo di La Spezia, unita alla protezione offerta dalla diga foranea, garantisce un porto sicuro e riparato in tutte le stagioni, rendendolo un porto di base ideale anche durante i mesi invernali. Soggiornare qui significa trovarsi a pochi minuti da Portovenere e dalle isole di Palmaria, Tino e Tinetto, alcune delle destinazioni più iconiche per la nautica da diporto in Italia. È raro trovare un porto turistico che combini la capacità di ospitare superyacht in acque profonde, un’eccezionale protezione durante tutto l’anno e un accesso così immediato a splendide coste dichiarate patrimonio dell’Unesco. Crediamo che sia proprio questo equilibrio unico a far sì che armatori e capitani tornino qui anno dopo anno”.

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