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Interviste

Norberto Ferretti: “Ho regalato la mia spilla FF d’oro ad Anastassov. Oggi è lui Ferretti”

In una chiacchierata con SUPER YACHT 24, l’imprenditore romagnolo racconta il rapporto con Stassi Anastassov, il passato e l’eventuale disponibilità a contribuire allo sviluppo del prodotto

di GIUSEPPE ORRÚ
27 Maggio 2026
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Venezia – L’arrivo di Stassi Anastassov alla guida di Ferretti Group ha riaperto un dialogo che sembrava interrotto da molti anni. A raccontarlo è Norberto Ferretti, fondatore del cantiere e figura che ha segnato la storia della nautica italiana, tornato a confrontarsi con il management del gruppo in occasione di una visita al museo aziendale e di successivi incontri. SUPER YACHT 24 lo ha incontrato allo stand di Ferretti Group al Salone Nautico di Venezia, dove è stato invitato dall’a.d.. La prima domanda riguarda la nascita di questo feeling.

“È successo tutto in modo molto naturale. Avevo letto la prima lettera – racconta Norberto Ferretti – che Stassi aveva scritto ai dipendenti e mi aveva fatto piacere vedere che mi aveva citato. Per questo stavo cercando il suo indirizzo e-mail: volevo semplicemente scrivergli per ringraziarlo. Mentre cercavo il contatto, però, mi ha telefonato la responsabile del personale dicendomi che il nuovo amministratore delegato desiderava conoscermi personalmente e che gli avrebbe fatto piacere visitare il museo. Le ho risposto subito che per me sarebbe stato soltanto un piacere. Del resto Alberto Galassi l’avevo invitato dieci volte a vedere il museo e non era mai venuto, quindi questa disponibilità mi ha fatto molto piacere”. È lo stesso museo in cui Ferretti accolse SUPER YACHT 24 in questa intervista.

La visita si è trasformata rapidamente in un’occasione per ripercorrere la storia dell’azienda direttamente con chi oggi ne guida il futuro. “Abbiamo visitato il museo. Io lo definisco sempre un museetto, ma dentro ci sono numeri e testimonianze che raccontano davvero cosa è stata Ferretti. A un certo punto ci siamo fermati davanti a una targa Caterpillar del 1989. Me la ricordo perfettamente perché mi venne consegnata per celebrare il cinquecentesimo motore Caterpillar installato. Se si fa il conto significa che, già allora, avevamo costruito circa 250 barche equipaggiate con quei motori. Sono dettagli che raccontano meglio di tante parole la crescita che l’azienda aveva raggiunto in quegli anni”.

Durante la visita, racconta Ferretti, Anastassov ha mostrato grande interesse per ogni dettaglio.

“Mi ha chiesto di fare delle fotografie e io gli ho risposto che lì non c’erano segreti. Abbiamo guardato tutto. Poi siamo andati a pranzo e lì mi ha letteralmente tirato fuori tutto quello che potevo raccontargli. Mi ha fatto domande sulla storia dell’azienda, sul prodotto, sulle esperienze vissute, sulle dinamiche che hanno accompagnato la crescita di Ferretti. Voleva capire, conoscere e approfondire. Alla fine del pranzo mi ha detto che ci saremmo rivisti e successivamente mi ha invitato a Venezia. Sono venuto insieme a un mio amico proprio per salutarlo”.

In quell’occasione Ferretti ha deciso di consegnargli un oggetto personale dal forte valore simbolico. “Gli ho regalato la mia spilla con la doppia F d’oro, quella personale, quella che ho portato io. È un oggetto a cui sono affezionato perché rappresenta una parte importante della mia vita professionale. Lui è stato molto carino e mi ha detto di non dargliela, perché secondo lui era un pezzo storico e doveva restare a me. Io gli ho risposto: ‘Me la rimanderai quando andrai via da Ferretti, ma intanto la porti tu’. E gli ho spiegato il motivo: ‘Perché oggi sei tu Ferretti’. Era un modo per riconoscere il ruolo che ricopre e la responsabilità che oggi ha nei confronti dell’azienda”.

Secondo il fondatore del gruppo, il nuovo amministratore delegato possiede una caratteristica fondamentale: la capacità di ascoltare. “È una persona molto affabile. Lo si vede anche nel modo in cui si presenta e nel modo in cui si rapporta alle persone. Ha la curiosità di capire e la disponibilità ad ascoltare. Per chi arriva a guidare un’azienda con una storia così importante, credo sia un aspetto fondamentale”.

La presenza di Ferretti a un evento del gruppo non era però affatto scontata. Da anni, infatti, il fondatore aveva scelto di tenersi lontano dall’azienda. “Era moltissimo tempo che non entravo in uno stand Ferretti. Il motivo è semplice: io sono stato trattato da Alberto Galassi e da Piero Ferrari in una maniera che considero indegna. È una vicenda che mi ha lasciato molta amarezza e che mi ha portato ad allontanarmi. Per questo la mia presenza oggi rappresenta qualcosa che fino a poco tempo fa sarebbe stato difficile immaginare”.

Tra gli argomenti affrontati nei colloqui con Anastassov è emersa inevitabilmente anche la questione della controversia giudiziaria che da anni coinvolge il fondatore e la società. “Una delle domande di lavoro che mi ha fatto, forse l’unica davvero legata a quella vicenda, è stata: ‘Norberto, cosa vuole fare con quella causa che ha con Ferretti?’. Io gli ho risposto che io non ho una causa contro Ferretti. È Ferretti che ha una causa contro di me. La causa l’hanno promossa loro sostenendo che la mia incapacità progettuale e la mia incapacità di seguire il prodotto sarebbero state dimostrate dal presunto fallimento commerciale di un modello del 1992”.

Una contestazione che Ferretti continua a considerare incomprensibile. “Quel modello del 1992 nasceva da uno scafo sviluppato nel 1988. In quattro anni ne sono stati costruiti 27 esemplari. Vorrei capire come si possa definire un disastro commerciale una barca che vende ventisette unità in quattro anni. Per me non ha alcun senso. È una tesi che non ho mai condiviso e che continuo a ritenere priva di fondamento”.

Ancora più dura è la valutazione sul percorso processuale. “Io mi sono limitato a difendermi. La causa è andata avanti per 12 anni fino alla Cassazione. In tutto questo periodo non sono mai stato interrogato. Alla fine il giudice ha sostanzialmente detto: ‘Noi una soluzione non l’abbiamo trovata, trovatevela voi’. Dopo dodici anni di procedimento. È uno degli esempi più evidenti delle criticità della giustizia civile italiana”.

Nonostante tutto, Ferretti sostiene di non avere alcuna intenzione di proseguire uno scontro con il gruppo. “Quando Stassi mi ha parlato della questione, gli ho detto di non preoccuparsi. Aveva visto che esisteva questa causa pendente e voleva capire quale fosse la situazione. Io gli ho spiegato che, per quanto mi riguarda, è tutto finito. Non voglio niente. Non ho alcun interesse a perseguire questa vicenda. Non sono stato io a fare causa a Ferretti e, sinceramente, non l’avrei mai fatta. Non è nel mio modo di essere”.

Interrogato da SY24, il fondatore lascia aperta la porta a un possibile contributo professionale, qualora la nuova gestione lo ritenesse utile. “Se un giorno mi chiedessero di entrare in squadra in qualche forma, potrei certamente aiutare sul prodotto. È una cosa che posso fare continuando tranquillamente la mia vita. Non sto cercando incarichi né ruoli operativi. Però l’esperienza che ho maturato in tutti questi anni resta a disposizione. Se devo fare una riunione con Mauro Micheli per sviluppare una barca di 25 metri, non ci metto molto. Sono argomenti che conosco profondamente, perché hanno rappresentato il mio lavoro per decenni”.

Nel frattempo si avvicina Stassi Anastassov mentre stiamo chiacchierando. Abbraccia Norberto Ferretti e, rivolto al registratore, dice più volte: “He is a leggend! He is a leggend!”, come testimonia questa foto. Norberto Ferretti ora si sente a casa. “Per me conta soprattutto il prodotto. È lì – ci confida – che penso di poter essere ancora utile. Tutto il resto appartiene al passato”. 

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