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Pesto (Marina Molo Vecchio): “La crescita dei superyacht impone infrastrutture sempre più evolute”

Dalla gestione di yacht fino a 150 metri ai sistemi di sicurezza intelligente, il marina genovese sta investendo su servizi, flessibilità e supporto H24 per comandanti ed equipaggi

di Alberto Mariotti
21 Maggio 2026
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Marina Molo Vecchio opera nel porto di Genova con ormeggi e servizi dedicati a yacht e superyacht seguendo da anni l’aumento della dimensione media delle imbarcazioni. Il marina ha ampliato progressivamente la capacità ricettiva fino ad accogliere yacht di 150 metri, concentrandosi parallelamente su sicurezza, infrastrutture e supporto a comandanti ed equipaggi. Dall’evoluzione dei pontili galleggianti ai sistemi di controllo accessi intelligenti, il focus resta sulla qualità dei servizi e sull’efficienza gestionale. SUPER YACHT 24 ha intervistato il direttore Massimiliano Pesto per approfondirne strategie e criticità.

Con la crescita costante del numero e della lunghezza media delle imbarcazioni, il marina ha costantemente seguito i bisogni dei grandi yacht: quali esigenze guidano queste scelte?

“La nostra strategia è da sempre guidata dall’ascolto del mercato e dalla capacità di anticiparne le tendenze. Nel corso degli anni, Marina Molo Vecchio ha ampliato progressivamente lo specchio acqueo in concessione per adeguarsi al costante aumento del gigantismo navale, e oggi il terminal gestito da Molo Vecchio Crociere, che è parte della banchina in nostra gestione, rappresenta l’unica realtà nel porto di Genova in grado di ormeggiare yacht dai 130 fino ai 150 metri di lunghezza.”

Avete in programma ulteriori ampliamenti o una revisione del layout?

“Gli spazi all’interno del porto di Genova presentano vincoli strutturali critici. Per ragioni di sicurezza legate alla circolazione e alla navigazione interna, non prevediamo ulteriori espansioni dello specchio acqueo. La nostra direzione strategica si concentra quindi sullo sviluppo delle infrastrutture a terra, puntando sul continuo miglioramento delle strutture ricettive e dei servizi di accoglienza per garantire standard qualitativi sempre più elevati a comandanti, equipaggi e ospiti.”

Come si inserisce lo sviluppo infrastrutturale nella strategia di posizionamento del marina nel mercato mediterraneo dei superyacht?

“Lo scenario internazionale dei superyacht impone sfide sempre più pressanti, dovute alla costruzione di marina di nuova generazione dotati di grandi spazi a terra. Non potendo contare su ampie aree retrostanti per motivi geografici, il nostro posizionamento si gioca sull’eccellenza dei servizi offerti, investendo costantemente nell’aggiornamento tecnologico e nella sostenibilità, come il potenziamento dei sistemi di raccolta rifiuti in linea con le normative Marpol, per rimanere competitivi rispetto ai principali competitor del Mediterraneo.”

L’ampliamento degli spazi dedicati ai superyacht va spesso di pari passo con un’evoluzione dei servizi: quali dotazioni avete già introdotto o state pianificando per rispondere alle esigenze del mercato?

“Trovandoci all’interno dell’Area Porto Antico di Genova, una zona ad altissima frequentazione turistica, la sicurezza e la riservatezza sono le nostre priorità assolute. Recentemente abbiamo implementato un sistema avanzato di controllo accessi e videosorveglianza intelligente. Questa tecnologia è in grado di rilevare in tempo reale eventuali tentativi di scavalcamento o movimenti non autorizzati in banchina, garantendo una protezione perimetrale totale a salvaguardia della privacy di ospiti e imbarcazioni.”

Quale contributo danno le infrastrutture all’aumento della capacità ricettiva e alla maggiore flessibilità degli ormeggi per adattarsi al crescente numero di superyacht?

“I pontili galleggianti Ingemar sono stati la chiave di volta per lo sviluppo del nostro marina, poiché le banchine industriali originarie, nate per il traffico commerciale, non sono adatte alla nautica da diporto, specialmente per le fasce medie e piccole. Queste strutture galleggianti assecondano perfettamente le variazioni del livello dell’acqua e, grazie all’installazione di cancelli di sicurezza, creano una netta separazione fisica dal flusso dei turisti. Inoltre, abbiamo sfruttato questi spazi per creare aree dedicate esclusivamente agli equipaggi, attrezzandole con sedute e verde per facilitare i momenti di socializzazione e relax a terra.”

Quali requisiti tecnici sono imprescindibili nella progettazione di nuove banchine e dei pontili destinati ai superyacht, in termini di carichi, sicurezza e adattabilità alle diverse tipologie di unità?

“La progettazione per il segmento superyacht richiede standard ingegneristici di altissimo livello, dove le strutture devono anzitutto sopportare sollecitazioni dinamiche e statiche imponenti, le azioni del vento e delle correnti su scafi di dimensioni sempre maggiori. Al tempo stesso, i pontili devono poter accogliere geometrie di scafo molto diverse tra loro, garantendo la massima stabilità e l’adattabilità logistica alle diverse tipologie di unità.”

Al di là delle caratteristiche tecniche degli ormeggi, quali altri fattori ritenete oggi decisivi per attrarre e fidelizzare armatori e yacht di grandi dimensioni?

“La parola chiave è “semplificare”, poiché il fattore umano e la qualità del servizio fanno la reale differenza per attrarre il target dei grandi yacht. Diventa decisivo dimostrare una forte proattività nel prevedere e anticipare i bisogni del bordo prima ancora che si manifestino, garantendo un supporto H24 per qualsiasi emergenza e operando per snellire e alleggerire il comandante e l’equipaggio dai fardelli amministrativi, facilitando al massimo la loro esperienza sul territorio.”

Quanto è diventata centrale la possibilità di riconfigurare rapidamente gli spazi portuali in funzione della stagionalità o dell’andamento del mercato?

“L’impatto di questo fattore varia in base alla tipologia di marina e nel nostro caso specifico l’esigenza di riconfigurazioni repentine non ci riguarda più di tanto, proprio per la conformazione stessa del marina. In altre strutture questo aspetto può essere invece molto importante, soprattutto in presenza di saloni nautici o open day che richiedono cambi drastici. In generale, resta comunque fondamentale mantenere una flessibilità progettuale mirata a ospitare imbarcazioni con caratteristiche particolari o geometrie fuori standard, come ad esempio i grandi catamarani che richiedono larghezze di ormeggio specifiche.”

Quale ritenete sia oggi il principale elemento distintivo che il marina può offrire al segmento superyacht, anche rispetto ad altre destinazioni del Mediterraneo?

“Il nostro principale punto di forza risiede nell’unione strategica tra la centralità della posizione e l’efficienza dei servizi. Ci troviamo nel cuore della città e del porto di Genova e siamo in grado di offrire una filiera di servizi completi direttamente in banchina attraverso le aziende del nostro gruppo: dall’agenzia marittima Pesto Sea Group, alle operazioni di bunkeraggio con Femobunker, fino allo yacht supplies con Molo Vecchio Marine Supplies. Tutto è a portata di mano, ottimizzando al massimo la gestione logistica del tempo a bordo.”

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