Tragico sinistro per un giga yacht di 60 metri e una pilotina a Livorno
Il sinistro avvenuto di fronte al porto ha causato la morte del pilotino al timone del mezzo tecnico-nautico
Un uomo di circa trent’anni al timone di una pilotina ha perso la vita nel primo pomeriggio di oggi, 24 febbraio 2026, di fronte al porto di Livorno dove, intorno alle 14.30, per cause ancora in corso di accertamento, si è ribaltata una pilotina, forse a causa della collisione con la nave da diporto Calypso. Quest’ultimo è un giga yacht da 61,5 metri di lunghezza sul quale poco prima era salito a bordo il pilota per la manovra d’ingresso in porto.
Il pilotino (così in gergo si chiama chi conduce il mezzo per il trasporto e per favorire l’imbrco del pilota sulla nave in entrata o in uscita dal porto) si trovava a bordo ed è affogato a causa del rovesciamento del mezzo. Inutili sono stati i tentativi di rianimarlo. Sono in corso gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e chiarire le cause che hanno portato al ribaltamento dell’imbarcazione.
“A nome di tutta la comunità portuale di Livorno e di tutti i dipendenti dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale, intendiamo esprimere l’immenso dolore e la più profonda vicinanza ai familiari e ai colleghi del conducente della pilotina in servizio in porto, deceduto questo pomeriggio a causa di un incidente le cui cause sono ancora in fase di accertamento”. Queste le parole del presidente dell’Adsp, Davide Gariglio, in merito all’immane tragedia che ha colpito il porto e la categoria dei piloti.
Per la Cgil Livorno, “una volta accertate le cause di quanto avvenuto, sarebbe opportuno aprire una riflessione a 360 gradi che coinvolga anche la Direzione Marittima su come migliorare la sicurezza del lavoro presso lo scalo labronico”.
Secondo Paolo Capone, segretario generale dell’Ugl, e Giuseppe Dominici, segretario regionale Ugl Toscana, “è necessario rafforzare con decisione le attività di prevenzione, intensificare i controlli e investire nella formazione e nella cultura della sicurezza. Solo attraverso un impegno concreto e condiviso tra istituzioni e parti sociali si può contrastare efficacemente un fenomeno che svilisce la dignità del lavoro e rappresenta una sconfitta per tutti. Servono azioni concrete e immediate per tutelare i lavoratori e garantire che nessuno perda la vita mentre svolge il proprio lavoro”.
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