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Test Woy 26 European Yacht of the Year 2026 | Special Mention 

Eletto dalla giuria per la menzione speciale, il daysailer tedesco si distingue per il processo di costruzione in legno europeo e infusione. Una barca che fonde tradizione e tecnologia in nome di un materiale che può e deve far parte del futuro

di Alberto Mariotti
10 Gennaio 2026
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Un materiale del passato per navigare verso il futuro. Sembra essere questa la missione Jan Bruegge e del ‘suo’ daysailer Woy 26 disegnato con la collaborazione di Martin Menzner. Ormeggiato nella banchina principale di Port Ginesta, in Spagna, sembra quasi scomparire accanto ai grandi catamarani che fanno parte della selezione di questa edizione dell’European Yacht of the Year. Se non fosse per l’albero che dà indicazioni della sua presenza, scomparirebbe. Ma è invece una delle barche più ammirate e desiderate dalla giuria: la sua bellezza è impossibile da nascondere grazie anche al colore cangiante dello scafo che s’illumina di riflessi ad ogni ora diversi per tono e intensità. Se siete appassionati di vela, se avete fatto un po’ di deriva non potete non sognare di uscire con una barca del genere. Woy è l’acronimo di ‘wodden yachts’ e il nome dice già tutto: barche di legno. E non legno qualsiasi, ma compensato, pino e abete rosso europeo. Il legno incarna infatti la visione di Jan, che ha pensato a un’imbarcazione sostenibile ma che non rifiuta processi e materiali moderni in un affascinante mix di tradizione e tecnologia. Woy 26 è realizzato presso il cantiere che Jan ha aperto a Königstein, affacciato sul fiordo di Schlei, dove lavorano circa 20 persone. La costruzione dello scafo prevede quattro sottili strati di legno adagiati su uno stampo vero e proprio (realizzato dal cantiere Knierim) incollati poi tramite resina e infusione sottovuoto. Il risultato è uno scafo con la giusta quantità di resina, sottile ma robusto e dal peso contenuto: appena 1.120 kg. All’interno la struttura prevede paratie e ordinate realizzate in rovere, pino o compensato marino realizzato tramite macchine automatiche o a mano, a seconda dei casi. Il ponte di coperta non è rivestito in teak ma in listelli di pino mentre le due pale del timone e la barra in pozzetto – bellissima – sono stampati in carbonio.

Una barca dalle forme così eleganti, con prua inversa, e costruita artigianalmente con qualità maniacale non può che essere anche veloce e divertente e così, già nel primo giorno di prove in mare, arriva il momento di saltare a bordo alla fine di una giornata ventosa e con mare abbastanza mosso che accennano entrambi a mollare un po’. Pensavo che mi sarei fatto letteralmente il bagno tra le onde e invece la barca è meno bagnata di quanto pensassi, almeno in queste condizioni, e cioè con un vento sui 14 nodi e mare con circa un metro d’onda. Certo, chi l’ha provata con ancora più vento non può dire la stessa cosa, in fondo è come una deriva con la differenza di avere una chiglia telescopica – con pescaggio variabile tra 1,10 e 1,90 metri – composta da lama di carbonio e bulbo in piombo da 340 kg. Tutte le manovre arrivano sugli strozzascotte e sul piccolo winch Harken raggruppati su un supporto ai piedi dell’albero di carbonio (made by Pauger). La randa è invece controllabile dal timoniere grazie a un sistema bozzelli al centro del pozzetto. Il Woy 26 porta un piano velico costituito da una randa da 21 mq, fiocco autovirante da 14 mq e gennaker da 70 mq. Ed è proprio da questo che iniziamo a navigare toccando punte di oltre 12 nodi in planata piena. Il Woy 26 non è ovviamente una barca per tutti, anche come prezzo, e soprattutto in queste condizioni meteo bisogna sapere cosa si fa, ma la barca rimane sempre gestibile e mai nervosa. Il passaggio sulle onde è più morbido del previsto per essere barca che idealmente non nasce per condizioni simili. Grazie anche all’equipaggio composto dallo stesso Jan e da un velista esperto la navigazione è perfetta e la barca esprime il massimo delle sue potenzialità. Le strambate sono rapide e mai pericolose, anche perché le scotte sono tutte lì, a portata di mano, e il boma non è troppo basso. Fino a che il vento regge con il gennaker è difficile scendere sotto ai 10/11 nodi. Poi inizia a calare e di bolina con il fiocco tutto diventa più calmo e si naviga tra i 6 e i 7 nodi con angoli al vento reale sui 35° (i dati sono gestiti da un piccolo display Sailmon). Sottocoperta la barca rimane abbastanza asciutta nonostante i due boccaporti protetti da chiusure tessili. Non c’è ovviamente lo spazio per stare in piedi ma tutta la parte di prua può accogliere dei materassi dove riposare e godersi lo spettacolo di una costruzione in legno che non smette di stupire. Grazie alle sue caratteristiche la giuria ha deciso di assegnare al Woy 26 la menzione speciale ‘One to watch’, ovvero una barca da tenere d’occhio.

Le motivazioni della giuria

Axel Nissen-Lie | Seilmagasinet | NOR
Lo Stradivari del mare
Il Woy 26 è molto vicino all’essere il daysailer perfetto, con una qualità percepibile fino al più piccolo dettaglio. E sì, è costruito in legno. Minimalista ed efficiente, non pesa un grammo più del necessario e ogni particolare è stato attentamente studiato. La barca non ha paterazzo né carrello della randa, ma il sistema funziona grazie alla profonda competenza progettuale che ne è alla base. In un primo momento pensavo fosse un racer da lago, ma mi ha sorpreso per il comportamento in condizioni di vento sostenuto, in una giornata in cui la maggior parte delle barche era rimasta in banchina. Così, questo 26 piedi è molto più performante rispetto ai daysailer concorrenti. Non offre una piattaforma prendisole, ma il pozzetto è sufficientemente ampio per accogliere tutti gli amici più stretti. A patto di ricordare loro di portare l’abbigliamento da cattivo tempo: su questa barca brillante serve davvero.

Alberto Mariotti | Superyacht24 | ITA
È l’altra piacevole sorpresa tra le 21 barche in regata. Il Woy 26 stupisce per le sue forme radicali e per l’eleganza pura. E una volta in mare aperto ha dimostrato di essere adatto a ben più delle condizioni da lago per cui molti daysailer sono ottimizzati.
L’abbiamo provata al termine di una giornata ventosa che offriva ancora spunti di divertimento e, con il gennaker, planavamo a velocità a due cifre. Tutto senza difficoltà, senza particolare sforzo. Pur non essendo una barca per tutti, per la fisicità richiesta e per l’importante investimento economico, è certamente quella che ha conquistato il cuore dell’intera giuria.
Inoltre, questo nuovo arrivato possiede una forte anima sostenibile che si integra perfettamente con quella tecnologica. Il Woy 26 è costruito con legni locali invece che con essenze esotiche, come spesso accade, successivamente assemblati con processo in infusione sottovuoto: una dimostrazione concreta che questo materiale ha ancora molto da dire in specifici ambiti produttivi.

Pasi Nuutinen | Totalvene.fi | FIN
Una promozione perfetta per la buona causa della sostenibilità. Quando un cantiere adotta un nuovo modo di combinare la laminazione in infusione con la costruzione in legno, tutti dovremmo prestare attenzione. A maggior ragione se il risultato finale è un daysailer così esteticamente riuscito. Siamo davvero curiosi di vedere cosa presenteranno in futuro. Il Woy 26 è il giocattolo ideale per trascorrere ore divertenti e sportive in mare – contribuendo al contempo alla tutela dell’ambiente di cui tutti abbiamo bisogno, non solo per andare a vela.

Diego Yriarte | Nautica & Yates | ESP
Il Woy 26 combina efficienza idrodinamica e progettazione intelligente in un daysailer di 7,9 metri. Lo scafo sottile con bordo libero moderato, la chiglia sollevabile con T-bulb e i due timoni garantiscono un controllo preciso anche con angoli di sbandamento importanti, mentre la costruzione leggera e sostenibile, realizzata con legni locali tramite infusione sottovuoto, assicura durabilità e responsabilità ambientale.

Roland Regnemer | YachtRevue | AUT
Se Stradivari avesse costruito barche, probabilmente il risultato sarebbe stato il Woy 26. La barca in legno – realizzata con un nuovo processo brevettato – con albero in carbonio ha offerto prestazioni brillanti durante i nostri test con vento forte e onda formata.

Marinus van Sijdenborgh de Jong | Zeilen | NED
Una barca bellissima e, al tempo stesso, un daysailer superbo. Chi avrebbe pensato che ci fosse ancora spazio per l’evoluzione nella costruzione in legno? Il cantiere Woy ha deciso di portare il cold moulding a un livello superiore, perfezionandolo con un sofisticato processo di infusione sottovuoto. Fresando con CNC micro-canali nel legno, sono riusciti a far fluire la resina attraverso il pacchetto di impiallacciature orientate con grande precisione. Il risultato è uno scafo rigido ma leggero, realizzato secondo specifiche ottimali per la performance.

Morten Brandt-Rasmussen | Bådmagasinet | DEN
Progettata per il legno, ripensata
Il Woy 26 è un raro promemoria del fatto che l’innovazione nel design nautico non deriva sempre da nuovi materiali, ma anche dalla padronanza di quelli esistenti. Costruita in Germania con legno infuso in epossidica, unisce artigianalità tradizionale e precisione moderna, dando vita a una barca bella come un mobile di alta ebanisteria e capace come un vero yacht a vela.
Progettata sul fiordo tedesco della Schlei e perfettamente a suo agio anche nelle acque riparate della Danimarca, il Woy 26 si muove con naturalezza in canali stretti e navigazioni costiere. Ha però dimostrato anche solide capacità offshore, navigando con sicurezza in onda formata e con 12 m/s di vento nel Mediterraneo, raggiungendo velocità superiori ai 15 nodi. Per una barca di queste dimensioni, il range di utilizzo è notevole: eleganza, equilibrio e performance autentica. Merita di essere riconosciuta per qualità, cura costruttiva e piacere di navigazione portati alla loro espressione più pura.

Toby Hodges | Yachting World | GBR
L’hanno scritto male… dovrebbe essere WOW Yachts! Un primo sguardo alla pellicola metallica che luccica su questo missile toglie il fiato. Poi la porti a vela e rimani altrettanto colpito dal livello di maestria costruttiva racchiuso a bordo. Il legno vince: è il passato e il futuro. Non potevamo che salutare questo progetto.

Sébastien Mainguet | Voiles & Voiliers | FRA
Come un gioiello
Quando vedi questo moderno daysailer in legno sull’acqua, è impossibile non innamorarsene all’istante. Le finiture sono assolutamente straordinarie e il cantiere utilizza un processo di infusione sottovuoto molto innovativo, insieme a legni sostenibili. Anche la navigazione è un sogno: con il gennaker si superano facilmente i 15 nodi. Persino con 20-25 nodi di vento si ha la sensazione di non perdere mai il controllo, grazie al progetto ben equilibrato e ai due timoni.

Joakim Hermansson | Praktiskt Båtägande | SWE
Il Woy 26 è il punto d’incontro tra la tradizione della costruzione in legno e metodi moderni come la laminazione in epossidica e le colorazioni metalliche, ma è anche molto di più. Il design è sorprendentemente bello, le sensazioni al timone altrettanto, e con la propulsione elettrica dimostra chiaramente le sue ambizioni in termini di sostenibilità. Se non fosse per il prezzo, ne ordinerei uno io stesso, per stupire e far invidia agli amici velisti con la sua bellezza e le sue prestazioni.

Lori Schüpbach | Marina.ch | SUI
Un vero colpo d’occhio – e molto più di questo. Jan Brügge, maestro d’ascia di Grödersby, vicino al confine danese, voleva costruire un classico. «Qualcosa come un Dragon, ma moderno». Il risultato è un daysailer sportivo che non solo è bello da vedere, ma anche efficace in navigazione. È facile da condurre, con un rig leggero in carbonio senza paterazzo e un fiocco autovirante che facilita la conduzione in solitario e le virate sui laghi stretti dell’entroterra. La costruzione è innovativa: si utilizzano legni locali, modellati e incollati nella forma corretta tramite un processo di infusione sottovuoto. Con i suoi 8 metri di lunghezza, il Woy 26 pesa appena 1,12 tonnellate e ha un pescaggio di 1,90 m. Sono numeri da yacht performante. E infatti è una barca estremamente divertente da portare a vela.

Jochen Rieker | YACHT | GER
Piacere senza sensi di colpa
L’iniziativa European Yacht of the Year, ormai attiva da quasi un quarto di secolo, è da sempre aperta a nuovi costruttori e nuove tecnologie. Alcuni cantieri, come Saffier Yachts o Seascape, sono diventati protagonisti riconosciuti dopo le prime nomination. Con Pure 42 e Woy 26, non uno ma due marchi promettenti dalla Germania sono saliti alla ribalta, entrambi meritevoli di ben più di un semplice elogio. Da dove cominciare? In sintesi, Woy potrebbe aver appena presentato il daysailer più piacevole di sempre. Naviga ed è bella come una gemma, riesce a essere al tempo stesso leggera e robusta, è costruita in legno locale, spinta dal vento o da un sistema elettrico, ed eccelle anche sul piano della sostenibilità. Possiamo averne di più, per favore? E magari anche a un prezzo più accessibile? Sarebbe un sogno. Anzi, è un sogno! Per ora riservato a pochi fortunati.

Scheda tecnica
Lunghezza scafo m 8,00
Lunghezza al galleggiamento m 7,13
Larghezza m 2,42
Pescaggio m 1,10-1,90
Dislocamento t 1,12
Randa mg 21
Fiocco mq 14
Gennaker mq 70

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