Contributi Malta, l’Inps esclude la contribuzione marittima
Lo schema informativo preparato da Super Captains Team e Associazione Marittimi Tirreno Centrale chiarisce effetti previdenziali e limiti del riconoscimento dei periodi assicurativi
L’Inps mette un punto a una questione che da tempo interessa numerosi marittimi italiani imbarcati su unità battenti bandiera maltese o impiegati da società con contribuzione previdenziale versata a Malta. Con una risposta ufficiale, rilanciata da Super Captains Team (Sct), presieduta dal comandante Nando Macrì, con il supporto dell’Associazione Marittimi Tirreno Centrale (Amtc), presieduta da Patrizio Caringi, l’istituto previdenziale chiarisce definitivamente come vengono trattati i contributi esteri e quali siano i loro effetti ai fini pensionistici.
L’iniziativa nasce dalla richiesta di un marittimo che aveva chiesto all’Inps se fosse possibile far registrare la contribuzione maltese come contribuzione marittima italiana. Il dubbio riguardava in particolare le modalità di trasmissione dei dati tra gli enti previdenziali attraverso il modello telematico P5000 e l’eventuale possibilità che l’ente maltese inviasse informazioni aggiuntive o una diversa classificazione capace di consentire all’Inps di attribuire ai periodi lavorati all’estero la natura di contribuzione marittima. Nel quesito veniva chiesto espressamente se esistesse un codice specifico, un diverso flusso telematico o una particolare documentazione che l’ente previdenziale maltese potesse trasmettere affinché quei contributi venissero registrati come derivanti da lavoro marittimo. La risposta dell’Inps è netta e non lascia spazio a interpretazioni.
L’istituto conferma anzitutto che la contribuzione certificata dall’ente previdenziale maltese è già stata acquisita correttamente nell’estratto contributivo italiano Unex. Tali contributi sono registrati esattamente come certificati dall’ente estero e vengono considerati contribuzione da lavoro. L’elemento centrale della risposta riguarda però la classificazione della contribuzione. L’Inps precisa infatti che l’unica distinzione possibile per i periodi assicurativi provenienti dall’estero è tra contribuzione da lavoro e contribuzione figurativa. Non esiste invece alcuna possibilità di registrare tali periodi come contribuzione marittima italiana. Di conseguenza, non esiste alcun codice, flusso telematico o documento che l’ente maltese possa inviare per modificare questa classificazione. La registrazione avviene automaticamente sulla base delle certificazioni trasmesse dall’istituzione estera e non può essere trasformata in contribuzione marittima.
La precisazione assume particolare rilievo anche sotto il profilo economico della futura pensione.
L’Inps ribadisce infatti che la contribuzione estera serve esclusivamente per il raggiungimento del diritto alla pensione italiana attraverso il meccanismo della totalizzazione previsto dalle convenzioni internazionali e dalla normativa europea. I contributi versati a Malta vengono quindi sommati a quelli italiani soltanto per verificare il possesso dei requisiti pensionistici.
Diverso è invece il criterio utilizzato per determinare l’importo dell’assegno.
La pensione italiana sarà calcolata esclusivamente sulla contribuzione effettivamente versata in Italia. Parallelamente, la pensione maltese verrà calcolata soltanto sui contributi maturati nel sistema previdenziale di Malta. Entrambi gli Stati terranno conto dell’intera carriera contributiva ai fini del diritto, ma ciascuno liquiderà esclusivamente la quota maturata nel proprio ordinamento previdenziale. In termini pratici, il lavoratore maturerà quindi due trattamenti pensionistici distinti: uno italiano e uno maltese. Proprio questi concetti sono stati sintetizzati nello schema informativo predisposto da Super Captains Team insieme all’Associazione Marittimi Tirreno Centrale, con l’obiettivo di fornire ai marittimi una lettura immediata della risposta ufficiale dell’Inps.
Il documento evidenzia i quattro punti confermati dall’istituto: i contributi maltesi risultano regolarmente acquisiti nell’estratto contributivo italiano; sono validi ai fini del diritto alla pensione; vengono registrati esattamente come certificati dall’ente estero; sono sommati ai contributi italiani esclusivamente per il raggiungimento dei requisiti pensionistici. Parallelamente vengono chiariti anche gli aspetti esclusi dalla normativa. I contributi esteri non possono essere registrati come contribuzione marittima italiana, non esiste alcun flusso telematico che consenta questa trasformazione e tali periodi non possono incidere sul calcolo della misura della pensione italiana come se fossero stati versati nel sistema previdenziale nazionale. I lavoratori che hanno svolto attività a Malta possono considerare i propri contributi pienamente riconosciuti, ma devono essere consapevoli che questi consentiranno di maturare il diritto alla pensione senza incrementare l’importo della quota italiana, dando invece origine a una distinta prestazione pensionistica a carico dell’ordinamento previdenziale maltese.
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