Per The Italian Sea Group possibile un aumento di capitale da 100 milioni
Almeno fino al 22 luglio gli armatori non potranno risolvere i contratti in essere per eventuali inadempimenti del cantiere né escutere le garanzie rilasciate

The Italian Sea Group Spa ha comunicato che il Tribunale di Firenze ha confermato le misure protettive richieste nell’ambito del procedimento di regolazione della crisi, concedendole per la durata massima prevista dalla legge di quattro mesi a decorrere dal 1 luglio scorso. Il Tribunale ha inoltre disposto, in via provvisoria e in attesa dell’udienza in contraddittorio fissata per il 22 luglio, le misure cautelari richieste dalla società con il ricorso depositato l’1 luglio.
In base al provvedimento, gli armatori non potranno risolvere i contratti in essere per eventuali inadempimenti del cantiere né escutere le garanzie rilasciate. Inoltre, gli eventuali garanti non potranno procedere al pagamento delle garanzie già escusse. Il Tribunale ha infine disposto che i fornitori essenziali per le commesse di prossima consegna siano temporaneamente esonerati dagli obblighi di cessione dei crediti verso i factor.
Secondo la società, il provvedimento consente di proseguire regolarmente l’attività operativa e di garantire l’avanzamento delle commesse in linea con il progetto di piano di risanamento.
Nell’ambito del nuovo piano industriale, subordinatamente al raggiungimento di accordi vincolanti con fornitori, armatori e istituti finanziatori, The Italian Sea Group ha inoltre fatto sapere che potrà valutare un rafforzamento patrimoniale attraverso un aumento di capitale rivolto al mercato, indicativamente a partire dal quarto trimestre del 2026, per un importo nell’ordine di 100 milioni di euro, qualora le condizioni di mercato lo rendessero opportuno.
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