Bayesian: le carte della Guardia Costiera e i risarcimenti da 400 milioni
Il comandante rinunciò a un ormeggio sicuro. Si accende lo scontro tecnico tra Italia e Regno Unito sulla questione assicurativa
Dopo due mesi di silenzio sulla tragedia del Bayesian dovuto alle indagini in corso, emergono in questi giorni alcuni elementi. Adnkronos, ricostruendo dettagliatamente tutta la vicenda del naufragio avvenuto il 19 agosto 2024 ha fatto il punto sulle procedure seguite dalla Guardia Costiera e dalla Procura di Termini Imerese, mentre sullo sfondo c’è la complessa questione assicurativa stimata in almeno 400 milioni di euro.
Il lavoro della Guardia Costiera, trasmesso al sostituto procuratore Raffaele Cammarano, si concentra sugli ultimi contatti e sulle decisioni logistiche del comandante James Cutfield prima del downburst. Stando a quanto riporta l’agenzia di stampa, l’agente marittimo palermitano Marcello Meli aveva suggerito al comandante di ripararsi dalle imminenti condizioni di maltempo ormeggiando alla banchina privata di Marina di Villa Igiea, ma la proposta venne declinata da Cutfield, che scelse invece la rada di Porticello.
Dai documenti risulta inoltre che poche settimane prima, il 28 e 29 luglio, lo yacht aveva ottenuto la disponibilità di un posto sicuro a Villa Igiea, ma anche in quel caso il comandante preferì sostare in rada a Mondello. Adnkronos segnala poi l’esistenza di un’ulteriore offerta di assistenza inviata tramite email poche ore prima del disastro, contenente il suggerimento di dirigersi verso un approdo riparato in città, rimasta ignorata dal comandante.
Dal lato penale, la Procura — attualmente diretta dalla facente funzione Concetta Federico in sostituzione di Ambrogio Cartosio, andato in pensione — procede per i reati di naufragio e omicidio plurimo colposo nei confronti di tre membri dell’equipaggio. I singoli capi d’imputazione firmati dal pm Cammarano, riportati dall’agenzia, riguardano le rispettive condotte contestate: al marinaio addetto al turno di guardia notturno, Matthew Griffiths, viene contestato di non essersi avveduto del peggioramento delle condizioni meteorologiche; l’ufficiale di macchina Timothy Parker Eaton è indagato per non aver rilevato che l’imbarcazione avesse già imbarcato acqua, mentre sul comandante Cutfield pende l’accusa di non aver adottato tempestivamente le misure atte a fronteggiare l’emergenza e di non aver avvertito del pericolo imminente i soggetti presenti a bordo, causandone la morte.
Questo il percorso giudiziario italiano, ma, muovendosi sul doppio binario italo-inglese la vicenda del Bayesian è molto complessa: accanto all’inchiesta della Procura c’è infatti anche l’indagine tecnica condotta dal Marine Accident Investigation Branch, l’organismo governativo del Regno Unito. Tra i due filoni investigativi, come evidenzia Adnkronos, si registrerebbero letture diverse sulla dinamica dell’accaduto. Questa divergenza tecnica fa da sfondo a quella che viene descritta come una vera e propria “guerra di polizze” per la gestione dei risarcimenti, valutati preliminarmente in non meno di 400 milioni di euro.
Attualmente il relitto del Bayesian, recuperato a giugno a 49 metri di profondità previa rimozione dell’albero, è sotto custodia giudiziaria nel porto di Termini Imerese, affidato alla società Portitalia (azienda che gestisce il terminal container dello scalo), rappresentata dall’avvocato Salvatore Caradonna. Resta intanto aperto anche un secondo filone d’indagine per omicidio colposo e violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, in conseguenza del decesso del sommozzatore olandese Rob Cornelis Huijben avvenuto a maggio durante le operazioni di taglio del boma: per questa vicenda i pubblici ministeri hanno iscritto nel registro degli indagati il legale rappresentante della ditta Smith & Savage.
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