Piero Ferrari si dimette dal Cda di Ferretti prima dell’assemblea odierna
Espresse “frustrazione e delusione” per i fatti societari avvenuti nelle ultime settimane
In vista dell’assemblea degli azionisti del Gruppo Ferretti per il rinnovo del consiglio di amministrazione, la giornata di ieri, 13 maggio, è stata segnata da una forte tensione dovuta alle dimissioni improvvise del vicepresidente Piero Ferrari e alla segnalazione inviata al Governo italiano dal socio ceco Kkcg in merito a possibili violazioni della normativa ‘Golden Power’.
Piero Ferrari ha rassegnato le proprie dimissioni immediate dalle cariche di vicepresidente e membro del consiglio di amministrazione attraverso una lettera formale redatta in lingua inglese e indirizzata al board e al collegio dei revisori. Secondo quanto ricostruito da Il Sole 24 Ore, nonostante il mandato dell’imprenditore scadesse con l’assemblea odierna, Ferrari ha preferito la via del recesso anticipato esprimendo “frustrazione e delusione” per i fatti societari avvenuti nelle ultime settimane. Ferrari ha dichiarato di non poter più associare il proprio nome all’azienda, considerate le modalità con cui sono avvenute le recenti acquisizioni di quote azionarie, definendole come operazioni condotte “al di fuori di tutte le soglie normative vigenti”.
Le dimissioni si inseriscono nel contesto del confronto tra i due principali schieramenti azionari: uno guidato dal socio di maggioranza relativa Weichai (39,5%), che si è recentemente rafforzato con quote Bank of China (vicina al 2%) e AdTech Advanced Technologies (salita al 2,8%), e l’altro rappresentato da Kkcg di Karel Komárek, con il 28,2% del capitale (incluso il 5% facente capo al kuwaitiano Bader Al-Kharafi). Come riportato da Teleborsa, la questione centrale riguarda l’Opa parziale lanciata da Kkcg con l’obiettivo di confermare il board uscente guidato dall’amministratore delegato Alberto Galassi che ha avuto — come reazione da parte di Weichai — il rastrellamento di azioni sul mercato per consolidare la propria posizione.
E’ inoltre intervenuta una nota di Kkcg Maritime, che ha formalmente notificato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri il timore che gli obblighi di notifica previsti dalla normativa Golden Power non siano stati rispettati. Sempre secondo Teleborsa, il coordinamento tra i soggetti di nazionalità cinese e quelli collegati a Weichai potrebbe configurare un’omissione informativa rilevante, considerato che la società opera in settori di rilevanza strategica per la sicurezza nazionale e la difesa. Kkcg ha ribadito la propria posizione di azionista responsabile, puntando il dito contro la mancanza di trasparenza nelle manovre di arroccamento del socio cinese.
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