Con il nuovo regolamento il porto di Rapallo apre ai maxi-yacht fino a 61 metri
L’Ordinanza 51/2026 della Guardia Costiera aggiorna, dopo 40 anni, gli standard operativi del Porto Carlo Riva e del bacino di Rapallo. Dai limiti di vento per l’ormeggio alle procedure semplificate per il refit

È stato emanato, dopo 40 anni dal precedente, il nuovo Regolamento di sicurezza con il quale il porto di Rapallo si aggiorna sotto il profilo normativo e infrastrutturale.
Firmata dal Tenente di Vascello (Cp) Donato Florio, l’Ordinanza n. 51/2026 — emessa dall’Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera di Santa Margherita Ligure in sinergia con l’Ufficio Locale Marittimo di Rapallo — segue il rinnovo della normativa di Santa Margherita Ligure e anticipa l’imminente aggiornamento per Portofino. Lo strumento recepisce l’evoluzione dimensionale del naviglio degli ultimi decenni e, per il cluster dei superyacht, ridefinisce la capacità operativa dello scalo.
Il punto di maggiore interesse per i comandanti riguarda la codificazione degli ingressi per i grandi yacht presso il Porto Carlo Riva, con standard basati sui seguenti precisi parametri operativi:
- Target metri: La lunghezza massima (Loa) autorizzata a scalare il porto è fissata ufficialmente a 61,5 metri.
- Soglie di vento: Per le unità oltre i 50 metri, l’ingresso e l’uscita sono subordinati a una velocità del vento non superiore a 15 nodi. Per il disormeggio delle unità fino a 61,5 metri, il limite di sicurezza scende a 10 nodi.
- Efficienza tecnica: È obbligatorio disporre di eliche di manovra (bow thrusters) e propulsori in piena efficienza; deroghe sono possibili solo in casi eccezionali, d’intesa con l’Autorità Marittima.
- Margini di manovra: È prescritto il mantenimento di uno spazio libero sotto la chiglia (Ukc) di almeno 0,2 metri nell’area portuale (parametro che sale a 0,5 metri per il Molo dei Primeri).
Il regolamento introduce importanti novità anche per i cantieri locali e le società di gestione. In particolare, viene attivata la procedura semplificata per i ‘lavori a caldo’ (uso di fonti termiche). Il testo individua una serie di interventi di ‘lieve entità’ — come riparazioni a salpancore, ringhiere, scale di accesso o supporti luci — che possono ora beneficiare di un iter accelerato, mantenendo l’obbligo di sorveglianza e del certificato di ‘non pericolosità’ rilasciato dal Chimico del Porto.
Anche le operazioni di bunkeraggio tramite autobotte in banchina sono state rigorosamente disciplinate: oltre a un’area di sicurezza di 10 metri, è imposto l’uso di prodotti con punto di infiammabilità pari o superiore a 60 gradi Celsius e una sorveglianza antincendio dedicata per tutta la durata dell’operazione. Sul fronte ambientale, è confermato il divieto assoluto di scarico dei servizi igienici di bordo all’interno del bacino, in coerenza con le politiche di tutela del Golfo Marconi.
Il nuovo regolamento, che modernizza le procedure di sicurezza per rendere questo hub primario della nautica di lusso sempre più attrattivo per i grandi armatori nel Mediterraneo, è nato da un percorso di condivisione tra la Guardia Costiera, il Comune di Rapallo e il cluster marittimo.
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