Avviso esplorativo per un cantiere dedicato ai maxi-yacht all’arsenale di Venezia
Comune, Autorità portuale e Autorità per la laguna aprono per la prima volta a una conversione di alcune strutture fra cui anche un bacino di carenaggio
A Venezia è stato siglato un protocollo d’intesa fra Comune, Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico settentrionale e Autorità per la Laguna, con conseguente pubblicazione di un avviso esplorativo, per sondare l’interesse del mercato a utilizzare, previa riqualificazione, l’Arsenale Nord facendolo diventare un cantiere per yacht. Si attenderanno ora manifestazioni di interesse sull’utilizzo di questi spazi. L’idea del primo cittadino uscente sarebbe quella di insediare nella struttura attività nel settore della nautica e della cantieristica con un’attenzione in particolare alle navi da diporto di lunghezza compresa dai 30 ai 100 metri.
Fonti di stampa locale spiegano che l’idea è di ripopolare gli spazi che verranno restituiti dal Consorzio Venezia Nuova (Cvn), quindi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, all’amministrazione che li aveva ceduti nel 2012 per il Mose. Il bacino di carenaggio grande potrebbe diventare un’area di manutenzione yacht.
“Questa intesa – ha detto il sindaco Brugnaro – è frutto di un importante lavoro di squadra tra istituzioni: vogliamo attrarre investitori qualificati, ascoltare il mercato e sviluppare un progetto sostenibile che rafforzi il ruolo di Venezia come hub europeo della nautica di alta gamma”. Il progetto, ha ricordato il primo cittadino, si inserisce all’interno “di un più ampio programma di valorizzazione dell’Arsenale, che negli ultimi anni ha visto crescere il Salone Nautico e il Salone dell’Artigianato”.
Nell’avviso esplorativo è anche incluso il Molo dei Marani, concesso dal porto al Comune, per permettere agli yacht di ormeggiare. “Fin da subito – ha detto Gasparato – ho evidenziato che il punto di partenza per una nuova fase della portualità, deve basarsi sulla collaborazione tra istituzioni, territorio e comunità. Ci saranno nuovo lavoro e nuovi investimenti nel settore dell’alta gamma che sta interessando sempre più la crocieristica a Venezia”.
Questa notizia è stata accolta con favore da Venezia Port Community che, per voce del suo presidente Davide Calderan, ha evidenziato anche le opportunità dettate dalla sinergia con la Marittima del Tronchetto: “Pensiamo che Arsenale e Marittima possano essere poli di uno sviluppo che porti ricchezza, senza ‘contro’, all’ecosistema cittadino, favorendo così il ripristino di alcuni canali (economici) attivati con il rodato sistema delle crociere”.
Calderan ha proseguito dicendo: “Si pensi a tutto l’indotto che creano le navi da crociera quando arrivano in città e scelgono lo scalo veneziano come uno dei maggiori home port d’Italia. Fanno rifornimento in termini di carburante, di provviste, ma anche tutte quelle attività che permettono alla crociera di partire ‘carica’, ‘pronta’ e, quindi, generando ricchezza sul nostro territorio. Ecco, perché allora non farlo anche per quanto riguarda i mega yacht? Il sistema potrebbe operare in tandem con l’Arsenale, diversificando le funzioni ‘tecniche’, creando un forte indotto anche in tutte le realtà cantieristiche dell’entroterra lagunare. Si pensi ai favolosi tecnici che esistono a Marghera, potrebbero raggiungere Venezia senza interruzioni di carico, con le proprie vetture, arrivando direttamente a fornire i servizi sui mega yacht”.
Un’opportunità che porterebbe a uno sviluppo ulteriore dell’economia veneziana secondo Venezia Port Community: “Dalle finiture tessili che necessitano di manutenzione alle verifiche ai motori, passando per eventuali innesti tecnologici, Venezia potrebbe creare un nuovo mercato al servizio dell’Adriatico. La nostra città, in primis, potrebbe svolgere il ruolo di capofila turistico, un turismo però discreto, alto-spendente, non massivo, alimentando un bacino che ancora non è così noto”.
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