Nautica in Friuli Venezia Giulia: primato infrastrutturale e crescita record secondo Ambrosetti
L’integrazione tra l’attività dei marina e la cantieristica manifatturiera rappresenta il motore trainante di questo distretto

Il Friuli Venezia Giulia conferma il proprio importante peso nel panorama nautico italiano a livello di qualità e numero di infrastrutture e capacità di sviluppo economico.
Secondo un recente studio di Teha-Ambrosetti la regione ha registrato una crescita del valore aggiunto pari al 142,6% nell’ultimo decennio, un dato molto superiore alla media nazionale che proietta il territorio tra i distretti più competitivi del Mediterraneo. L’analisi è stata presentata a Monfalcone in occasione del primo Forum della Nautica, che si è svolto presso il Marina Monfalcone, sito che ha recentemente beneficiato di investimenti internazionali per oltre 25 milioni di euro per realizzare un’accademia olimpica della vela.
La dotazione infrastrutturale della regione comprende 13 marina, 8 punti di ormeggio e 29 approdi turistici. Ed anche se il Friuli Venezia Giulia condivide con la Liguria il primo posto nazionale per numero di porti turistici, la densità dei propri servizi fa sì che il territorio raggiunga un record assoluto, vantando circa 16.000 posti barca e posizionandosi al vertice in Italia per numero di ormeggi in rapporto ai chilometri di costa. Una concentrazione infrastrutturale che favorisce il diportismo internazionale e sostiene l’occupazione: sono circa 1.400 infatti gli addetti diretti, con un indotto che si estende ai servizi, alla logistica e alla manutenzione.
Monfalcone in questo contesto è centro operativo e produttivo della regione. Nell’area, che include anche i poli di Grado, Aquileia e Marano, sono concentrati oltre il 68% dei posti barca complessivi del Friuli Venezia Giulia; qui viene generato un fatturato legato alla nautica di circa 122 milioni di euro. L’integrazione tra l’attività dei marina e la cantieristica manifatturiera rappresenta il motore trainante di questo distretto, capace di generare valore aggiunto anche al netto dei grandi player industriali della costruzione navale.
Trieste, è stato spiegato, svolge un ruolo strategico fondamentale, contribuendo per oltre il 60% al valore aggiunto della nautica regionale configurandosi come il centro di gestione dei flussi e della logistica avanzata, avendo raddoppiato il proprio peso economico nel comparto negli ultimi dieci anni (+102%). E’ questa sinergia territoriale, supportata da una visione politica che identifica nell’economia del mare un volano di crescita strutturale – come hanno commentato gli esperti e le realtà politiche presenti all’evento – che definisce un modello di sviluppo integrato in grado di rispondere alle sfide del mercato nautico globale.
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