Groupe Beneteau: Girotti lascia dopo 12 anni e torna in Italia
Architetto navale di formazione, manager per vocazione: l’italiano che ha scalato il più grande gruppo nautico europeo lascia un’eredità solida. Il 2025 si chiude in perdita, ma il 2026 riparte dal prodotto
Gianguido Girotti lascia Groupe Beneteau, di cui è direttore generale. L’annuncio è arrivato quasi in sordina, incastonato tra tabelle finanziarie e outlook di ripresa nel comunicato stampa sui risultati annuali. Eppure si tratta di una delle uscite più significative degli ultimi anni nel panorama nautico internazionale: Girotti è stato, di fatto, il numero due del più grande gruppo industriale della nautica europea, e l’unico italiano ad aver mai raggiunto un ruolo apicale in una struttura storicamente a trazione francese. Lascerà le proprie funzioni al termine dell’assemblea generale dell’11 giugno 2026 e, secondo quanto risulta, farà ritorno in Italia per una nuova avventura professionale ancora non resa nota.
È entrato in Beneteau nel maggio 2015 come direttore marketing per il settore vela, per poi assumere nel 2017 la responsabilità del marketing anche per il motore, diventando direttore generale del brand Beneteau tra il 2017 e il 2019. Nel giugno 2022, con il riassetto della governance del gruppo, è stato nominato direttore generale e deputy a.d. della divisione nautica, coordinando strategia di prodotto, marchi e innovazione per l’intera flotta commerciale del gruppo.
“Voglio ringraziare sinceramente Gianguido – dice Bruno Thivoyon, a.d. di Groupe Beneteau – per i suoi 12 anni nel gruppo e per la passione per la nautica che ha condiviso con i nostri team. La creazione del Design Center fa parte di questa eredità e rappresenta un driver strategico per il nostro sviluppo. Sono fermamente convinto che Sébastien continuerà a costruire su questo slancio, coordinando i talenti dei nostri team Prodotto e Strumenti per accelerare lo sviluppo di nuovi modelli di alta qualità, con efficienza e competitività”. A succedergli alla guida dello sviluppo prodotto sarà Sébastien Nolasco, che prenderà la testa del nuovo Dipartimento Progetti. Nolasco, entrato in Beneteau nel 2025 come Time-to-Market Project Manager, porta 20 anni di esperienza trasversale nel settore tra cantieri francesi e italiani, nei segmenti vela, multiscafo e motor yachting. La nomina formale sarà effettiva al termine di un periodo di transizione di tre mesi.
Sul piano finanziario, l’esercizio 2025 si chiude con ricavi consolidati pari a 848,6 milioni di euro, in contrazione del 18% rispetto agli 1.034 milioni del 2024 (-17,1% a cambi costanti). La lettura aggregata tuttavia oscura una dinamica interna rilevante. Il settore motor yachting ha ridotto la contrazione al 4% nel secondo semestre (da -19% nel primo), il multiscafo a vela al 5%, il dayboating è tornato in crescita con un +7%.
Su base annuale, il reddito operativo ordinario si è attestato a -21,6 milioni (-2,5% sui ricavi), con un’Ebitda scesa al 4,2% contro il 13,2% del 2024. Alla contrazione strutturale dei volumi, stimata in -59 milioni, concentrata nel primo semestre, si sono sommati circa 32 milioni di costi non ricorrenti. La perdita netta di gruppo si è fermata a -43 milioni, ulteriormente appesantita dalla svalutazione integrale delle esposizioni verso le società di charter e boat club Your Boat Club e Blue Sea (-29 milioni), segmenti abbandonati per mancanza strutturale di redditività. Sul fronte della liquidità, il free cash flow è rimasto positivo a 12 milioni e la posizione netta di cassa a 248 milioni.
La scommessa per il 2026 è un’accelerazione senza precedenti dei lanci: 24 nuovi modelli nell’anno, nell’ambito di un piano che ne prevede 66 tra il 2025 e il 2027. Al termine di febbraio 2026 il carnet ordini per consegne nell’anno risultava in crescita di oltre il 10% su base annua: +14% per il motore, +5% per la vela. Con le scorte nei network ormai normalizzate, il gruppo prevede una crescita significativa dei ricavi nel 2026 e un ritorno alla redditività operativa.
Girotti lascia quindi un gruppo in transizione, ma con le fondamenta del rilancio già poste. La sua impronta sul prodotto, e sulla cultura progettuale di Beneteau, resterà visibile per anni nei modelli che verranno.
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