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Guida (Santasevera): “Gli armatori chiedono ampi spazi esterni e zone protette”

Per il designer e fondatore del brand la tendenza è verso barche sempre più aperte, con pozzetti più lunghi, ampie zone dedicate al sole e spazi protetti, caratteristiche che rendono i modelli adatti anche all’utilizzo come luxury tender per superyacht. Presentato il nuovo 42 e, nel prossimo futuro, in arrivo un 78’

di Alberto Mariotti
27 Gennaio 2026
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francesco-guida-santasevera

Intervistato da SUPER YACHT 24 in occasione del boot Düsseldorf il designer e fondatore del brand Santasevera Francesco Guida intercetta una tendenza sempre più evidente: barche aperte, da vivere prevalentemente all’esterno, con grandi pozzetti, zone dedicate al sole e spazi protetti. Una filosofia che rende i modelli del brand adatti anche all’impiego come luxury tender e chase boat per superyacht. Al salone erano esposti il 52 e il nuovo 42, mentre è in fase di sviluppo il progetto di un 78’, nato su richiesta del mercato e destinato ad ampliare verso l’alto la gamma.

Francesco Guida al salone di Düsseldorf erano esposti il 52 e il nuovo 42 mentre nella brochure appare anche il 78, un’altra novità. Com’è nata l’idea di sviluppare un modello più grande?

“Non era in programma, poi un cliente l’ha chiesto e abbiamo pensato: perché non farlo? Chi lavora in cantiere ha sempre costruito barche anche più grandi, quindi abbiamo la capacità. Il 78 nasce con lo stesso spirito e le stesse soluzioni delle barche più piccole: un grandissimo pozzetto abitabile, in gran parte riparato da sole, vento e temperature più fresche di mezza stagione, e un’altra parte più aperta e solare più adibita al cosiddetto ‘beach life’. È una barca che ha volumi generosi, anche al lower deck”.

Si adattano anche ad un utilizzo come luxury tender o chase boat di superyacht?
“Sì, come tender di superyacht stiamo negoziando alcune unità e il dealer Super Tender Monaco ci rappresenta proprio come chase boat. Sono molto adatte perché l’armatore di superyacht vuole spazio all’aperto ma anche zone protette quando il tempo è incerto. In quel caso mettiamo un bottazzo più grande e un allestimento più dedicato. Noi non vogliamo fare numeri, vogliamo qualità e flessibilità di personalizzazione: questo è l’obiettivo”.

Dal suo punto di vista qual è la vera innovazione che ha portato con le sue imbarcazioni?

“Non si tratta tanto di innovazione quanto di tornare a concetti semplici: zone protette e pozzetti grandi. Con i walkaround e i center console tutti si lamentano perché non ci sono zone protette: i T-top sono piccoli, i parabrezza sono piccoli e proteggono poco. L’idea è stata creare invece una zona protetta e un pozzetto ampio. Se pensiamo a barche storiche come Polaris di Cantieri di Pisa o a un Baglietto Ischia o Minorca, erano fatte così. Poi abbiamo avanzato il posto guida, oggi nessuno vuole tante cabine e un ponte di prua lungo a discapito del pozzetto”.

Anche la carena segue questa filosofia?
“Sì, preferiamo carene marine, tradizionali e più profonde, che navigano bene e che si adattano a qualsiasi tipo di propulsione. Possiamo mettere linea d’asse, Ips, fuoribordo: è una piattaforma flessibile anche nella personalizzazione della motorizzazione e quindi della filosofia di navigazione”.

Qual è oggi la situazione della gamma e della produzione?
“Abbiamo presentato il 52 l’anno scorso, questa che esponiamo qui al salone è la numero quattro. Abbiamo in costruzione la cinque e la sei e direi che, visto il mercato, è andata bene. Il programma era fare il 42: l’abbiamo fatto e ne abbiamo vendute varie unità, ora nelle fasi iniziali di costruzione. Il programma prevedeva anche un 46, ma era troppo vicino al 42 e al 52. Così abbiamo assecondato la richiesta del 78”.

Riguardo al nuovo Santasevera 42 lo yacht è equipaggiato con due motori Volvo Penta D4 da 320 cv che gli permettono di raggiungere una velocità massima di 30 nodi e navigare ad una velocità di crociera di 26 nodi. È disponibile in tre opzioni di propulsione – fuoribordo, entrofuoribordo e Ips – ciascuna proposta con diverse configurazioni di potenza. Sottocoperta è stata mantenuta la massima flessibilità: la cabina di prua è adattabile alle esigenze dell’armatore ed è dotata di day head. La postazione di guida avanzata assicura una visibilità ottimale e consente di ottenere un pozzetto ampio, cuore della vita a bordo. Tra le aree più significative dello yacht spiccano il divano a C e il mobile cucina nella zona living, la zona relax con due chaise longue e il beach club con prendisole e plancetta bagno.

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