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Al via i lavori per il nuovo marina di Livorno

Dopo un lungo stallo partite le operazioni per realizzare il primo dei tre lotti del nuovo marina turistico livornese da 815 ormeggi complessivi che cambierà il panorama della nautica da diporto in Toscana

di Cinzia Garofoli
17 Settembre 2025
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Livorno – Dopo oltre 17 anni di attese e complesse vicende burocratiche, il sogno di un nuovo porto turistico a Livorno si avvia a diventare realtà. L’inizio dei lavori segna una svolta decisiva per il progetto del nuovo marina che rivoluzionerà il panorama della nautica da diporto toscana, ma non solo.

A capo del progetto c’è la Porta a Mare S.p.A. (D-Marin – Azimut Benetti), concessionaria di un’area di oltre 121.000 mq che comprende la Darsena Nuova, il Bacino Piccolo e il Porto Mediceo.

La storia del marina, iniziata nel 2007 con un accordo di programma presso la Presidenza del Consiglio, ha trovato il suo punto di svolta nel 2021, quando un lungo dialogo con i circoli nautici locali ha portato a un accordo per la ricollocazione delle piccole e medie imbarcazioni, che ha permesso di liberare le aree, interessate dai futuri lavori del progetto, rendendolo attuabile.

Per capire appieno la portata di questo progetto e la sua complessa storia, SUPER YACHT 24 ha intervistato sul luogo il presidente di Porta a Mare S.p.A., Simone Maltinti, e l’amministratore delegato, Gianluca Sabato.

Presidente, l’avvio dei lavori per il nuovo marina è stato formalmente sancito. Può confermarci i dettagli operativi e la struttura del team che si occuperà della realizzazione?

Simone Maltinti: Porta a Mare ha firmato due giorni fa il contratto con l’Associazione Temporanea d’Imprese a cui è stata affidata la costruzione del porto e contestualmente si è dato seguito al verbale di consegna delle aree di cantiere all’impresa per l’inizio formale delle costruzioni. A capo della cordata dell’Ati c’è Edinfra, un’impresa locale specializzata in opere strutturali a terra, affiancata da Cem, che si occuperà di tutte le opere marittime tra cui l’installazione dei ponti galleggianti e la sistemazione degli ormeggi. A completare il gruppo, due imprese locali, Martelli e Siel, che gestiranno gli impianti meccanici ed elettrici.

Qual è stata la ragione del ritardo di oltre un anno rispetto a quanto annunciato in sede comunale nel marzo 2024, e come ha influito sul progetto definitivo?

S.M.: Il progetto ha affrontato una serie di complessità. In particolare, ha richiesto tempo il confronto con la Sovrintendenza, dato che l’area del “bacino piccolo” ad oggi trascurata, è un sito di grande valore storico risalente addirittura al 1.300, con importanti resti delle antiche mura di quello che si pensa sia stato il primo porto labronico. Il progetto esecutivo ha dovuto essere affinato in ogni dettaglio, includendo anche la risoluzione degli accordi con la Marina Militare, la Polmare, l’Autorità Portuale e i circoli nautici. Questi passaggi, seppure lunghi, hanno permesso di migliorare il progetto, rendendolo più bello e funzionale, procurando un ritardo che consideriamo comunque un investimento positivo. A ciò si aggiunge la complessa fase di selezione e contrattualistica con la cordata di imprese: un processo durato quasi nove mesi per garantire che il partner scelto avesse la giusta esperienza e solidità.”

Gianluca Sabato: “Rispetto alla presentazione al Comune, l’atto concessorio imponeva alla società concessionaria Porta a Mare di incrementare il livello di definizione del progetto, quindi è stato presentato un progetto definitivo che poi doveva diventare progetto esecutivo. L’ultima firma degli enti pubblici coinvolti è stata apposta a febbraio 2025. Inoltre, data la rilevanza economica del progetto sono stati necessari almeno due mesi e mezzo per redigere il contratto di appalto con l’Ati, ed infine è stato necessario il giusto tempo per dare seguito alla parte operativa.”

Quali sono le tempistiche previste per il completamento e l’apertura? E quali saranno le prime strutture a diventare operative?

G.S.: “La consegna dei primi 150 posti barca del Lotto 1 è prevista tra gennaio e febbraio 2026 e riguarda l’area prospicente l’entrata che si interfaccia con il centro cittadino, mentre l’area dei circoli nautici sarà completata entro giugno-luglio 2026 ed avrà un totale di 438 posti barca disponibili.  L’obiettivo è completare l’intera opera, inclusa la parte del Lotto 2 che riguarda il molo Mediceo in termini di costruzione della banchina, del nuovo molo, di parcheggi ed altro, entro dicembre 2026. Per l’ultima fase, il Lotto 3, appendice al lotto 2, che aggiungerà ulteriori 66 posti barca, siamo in attesa del completamento dei lavori di ampliamento della banchina nell’Andana delle Ancore da parte dell’Autorità Portuale. Le nostre tempistiche sono strettamente legate al loro cronoprogramma.”

In termini di offerta, quale sarà l’impatto del nuovo marina per il turismo nautico?

S.M.: “Il nuovo Marina Mediceo si candida a diventare un punto di riferimento per la nautica in Toscana. Con un’offerta di 377 posti barca, il porto commerciale sarà in grado di accogliere imbarcazioni di varie dimensioni, dai 6 fino agli 80 metri. I circa 40 ormeggi per mega-yacht, sul molo Mediceo, saranno realizzati nell’ambito della fase del lotto 2.

Un aspetto fondamentale è che Livorno, anche all’estero, viene commercializzata come ‘il porto di Firenze’, e questo è un fattore di grande attrattività che sfrutteremo al massimo per intercettare un turismo nautico di alta gamma.”

Oltre ai posti barca, quali altri servizi e infrastrutture saranno offerti ai diportisti?

S.M.: “Non solo ai diportisti: la nostra filosofia è quella di restituire un’area storica alla città, senza renderla un’enclave chiusa. Ci saranno due accessi, uno, appunto, verso la città e uno verso la zona mare, accanto agli stabilimenti Benetti e Lusben; due accessi che si trovano ai due lati dell’area del Bacino Piccolo, che diventerà una vera e propria piazza sul mare. Il Molo Mediceo sarà ristrutturato e reso fruibile a tutti i livornesi, con libero accesso alle banchine; vi saranno spazi per meeting, servizi ricreativi e di intrattenimento di alto livello. Per i diportisti, inoltre, verranno garantiti tutti i servizi di assistenza all’ormeggio e di guardiania, 24 ore su 24. L’obiettivo è offrire un’esperienza nautica di eccellenza, integrata in un contesto urbano vivace e accessibile.”

Qual è il valore complessivo dell’opera e come viene finanziato l’investimento?

G.S.: “Il costo totale del progetto è di 20 milioni di euro, anche se il valore effettivo è destinato a superare questa cifra. L’investimento è interamente a carico della nostra società concessionaria, Porta a Mare.”

Quale sarà l’indotto occupazionale generato da questa opera, sia durante la costruzione che a regime?

S.M.: “L’impatto occupazionale non è confermato ed è dipendente dall’invaso complessivo. Ma la vera ricchezza sarà l’indotto: i superyacht che faranno scalo a Livorno avranno bisogno di una vasta gamma di servizi, dalla manutenzione alla fornitura di beni. La città dovrà essere pronta a cogliere questa opportunità, e noi lavoreremo per stimolare un dialogo e una sinergia con il tessuto imprenditoriale locale.”.

Nella foto in evidenza: da sx Simone Maltinti e Gianluca Sabato

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