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Varato Acala da Cantiere delle Marche: explorer yacht di 43 metri

Sca­fo in ac­cia­io e una so­vra­strut­tu­ra in al­lu­mi­nio, lun­ghez­za to­ta­le di 43,10 metri e un ba­glio di 8,60, ser­ba­toi car­bu­ran­te da 62.400 li­tri, au­to­no­mia di ol­tre 5.000 mi­glia nau­ti­che a 10 nodi e ve­lo­ci­tà massima di 14 nodi

di Redazione SUPER YACHT 24
26 Gennaio 2022
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Acala

Il Cantiere delle Marche ha annunciato che Acala – un explorer yacht di 43m interamente custom – è stato appena varato con successo.

Questa nave è stata com­mis­sio­na­ta a Can­tie­re del­le Mar­che da un esper­to ar­ma­to­re che, nel cor­so de­gli anni, ha pos­se­du­to ya­cht co­strui­ti da can­tie­ri qua­li Fead­ship, Lürs­sen, Blohm and Voss. Essendo stato già pro­prie­ta­rio di un ex­plo­rer di Can­tie­re del­le Mar­che, un Dar­win 102 con il qua­le ha na­vi­ga­to sia in Pa­ci­fi­co che in Atlan­ti­co rag­giun­gen­do luo­ghi di in­con­ta­mi­na­ta bel­lez­za, que­sto ar­ma­to­re ha ap­prez­za­to tal­men­te le qua­li­tà del suo Dar­win, il com­fort e la si­cu­rez­za, da de­ci­de­re di far­sene co­strui­re uno più gran­de dal­lo stes­so can­tie­re. In que­sto caso si è trat­ta­to di un ex­plo­rer pro­get­ta­to in­te­ra­men­te in base alle sue ri­chie­ste sia nel­le li­nee ester­ne che nel lay­out in­ter­no.

“Que­sto varo che rap­pre­sen­ta un mo­men­to im­por­tan­te per il can­tie­re” af­fer­ma Va­sco Buon­pen­sie­re, co-fon­da­to­re e sa­les & mar­ke­ting director di Cantiere delle Marche. “L’ap­prez­za­men­to di que­sto ar­ma­to­re è mo­ti­vo di or­go­glio per noi per­ché con­fer­ma che la de­di­zio­ne e l’impegno che met­tia­mo nel no­stro la­vo­ro dà buo­ni frut­ti. La fi­du­cia che si è in­stau­ra­ta tra le par­ti è sta­ta fon­da­men­ta­le per la riu­sci­ta di questo pro­get­to com­ples­so.”

“La de­fi­ni­zio­ne del­le spe­ci­fi­che tec­ni­che è du­ra­ta qua­si un anno e l’in­ten­so la­vo­ro ha sor­ti­to un du­pli­ce ef­fet­to: ab­bia­mo co­strui­to un 43 me­tri con spe­ci­fi­che su­per det­ta­glia­te e, sul­la base del la­vo­ro pre­li­mi­na­re, la co­stru­zio­ne è an­da­ta avan­ti sen­za in­top­pi” con­ti­nua Buon­pen­sie­re. “Alla luce di que­sto ap­proc­cio, al­l’in­ter­no del no­stro team scher­zia­mo di­cen­do che ab­bia­mo co­strui­to il più pic­co­lo 80 me­tri mai rea­liz­za­to!”

Aca­la inau­gu­ra la col­la­bo­ra­zio­ne con Ho­ra­cio Boz­zo De­si­gn che ha pro­get­ta­to le li­nee im­po­nen­ti e at­traen­ti di que­sto ex­plo­rer. “Lo sco­po del no­stro la­vo­ro era quel­lo di ve­de­re rea­liz­za­te le ri­chie­ste e i de­si­de­ri di un ar­ma­to­re che, gra­zie alle espe­rien­ze pre­gres­se, ave­va idee mol­to chia­re. La­vo­ra­re per una per­so­na come lui e riu­sci­re ad ac­con­ten­tar­lo è sta­to mo­ti­vo di gran­de sod­di­sfa­zio­ne. Sia­mo par­ti­ti da un fo­glio bian­co e in­sie­me ab­bia­mo dato for­ma a uno ya­cht che si adat­ta per­fet­ta­men­te alle esi­gen­ze del­l’ar­ma­to­re e di tut­ta la sua fa­mi­glia” di­chia­ra Boz­zo.

Il pro­fi­lo, im­po­nen­te e se­ve­ro con un bel­lo slan­cio di prua e una so­vra­strut­tu­ra dai vo­lu­mi ar­mo­nio­si, in­ter­pre­ta alla per­fe­zio­ne lo spi­ri­to pro­prio de­gli ex­plo­rer co­niu­gan­do­lo con un’e­le­gan­za che su­pe­re­rà le sfi­de del tem­po e del­le mode. Le gran­di fi­ne­stre del Main deck i cui mon­tan­ti non di uni­sco­no alla so­vra­stan­te so­vra­strut­tu­ra sono sen­za dub­bio gli ele­men­ti sti­li­sti­ci di mag­gior spic­co. Tut­te le for­me e le li­nee com­pon­go­no una geo­me­tria ar­mo­nio­sa e i vo­lu­mi, ge­ne­ro­si, rac­chiu­do­no in­ter­ni ampi e con­for­te­vo­li sia per gli ospi­ti che per l’e­qui­pag­gio, come ri­chie­sto dal­l’ar­ma­to­re che ha in pro­gram­ma lun­ghe na­vi­ga­zio­ni ver­so de­sti­na­zio­ni re­mo­te. Le aree de­sti­na­te agli ospi­ti sono di­stri­bui­te su tre pon­ti ol­tre un am­pio Sun deck. Aca­la ha un lay­out ori­gi­na­le con sei ca­bi­ne ospi­ti, quat­tro del­le qua­li oc­cu­pa­no buo­na par­te del Main deck. Tra que­ste c’è un’am­pia ar­ma­to­ria­le a drit­ta e tre Vip de­sti­na­te alla fa­mi­glia. Due ca­bi­ne dop­pie sono sul Lo­wer deck. In tut­to, Aca­la può ac­co­glie­re 12 ospi­ti. Il sa­lo­ne sul Main deck è re­la­ti­va­men­te pic­co­lo ma si apre su un am­plis­si­mo poz­zet­to at­trez­za­to con zona con­ver­sa­zio­ne e pran­zo, una pi­sci­na e tan­to spa­zio per ri­las­sar­si al sole. Un gran­de Sky­loun­ge pa­no­ra­mi­co sul­l’Up­per deck ac­co­glie una zona con­ver­sa­zio­ne e la sala da pran­zo for­ma­le.

Il Sun deck, par­zial­men­te om­breg­gia­to dal­l’hard top, ac­co­glie aree sog­gior­no, pran­zo, un bar e la se­con­da pi­sci­na. Per age­vo­la­re e ve­lo­ciz­za­re il ser­vi­zio, un mon­ta­vi­van­de col­le­ga tut­ti i pon­ti, com­pre­so il Sun deck, con la cu­ci­na che si tro­va nel Lo­wer deck. Gli in­ter­ni di Aca­la sono sta­ti di­se­gna­ti dal­l’ar­chi­tet­to mes­si­ca­no Si­mon Ha­mui che ha crea­to am­bien­ti lus­suo­si ma non for­ma­li nei qua­li es­se­re a pro­prio agio sia in ma­gliet­ta e jeans che in­dos­san­do un abi­to ele­gan­te per la cena.

Aca­la ha uno sca­fo di­slo­can­te la cui ar­chi­tet­tu­ra na­va­le pro­get­ta­ta da Ser­gio Cu­to­lo/Hy­dro Tec ga­ran­ti­sce un’ot­ti­ma te­nu­ta del mare e gran­de com­fort. Come tut­ti gli ya­cht co­strui­ti da Cantiere delle Marche, Aca­la ha un ro­bu­sto sca­fo in ac­cia­io e una so­vra­strut­tu­ra in al­lu­mi­nio. Con una lun­ghez­za to­ta­le di 43,10 metri e un ba­glio di 8,60, gra­zie alle li­nee del­lo sca­fo, ai ser­ba­toi del car­bu­ran­te con una ca­pa­ci­tà di 62.400 li­tri e ai con­su­mi mol­to mo­de­sti dei due mo­to­ri Ca­ter­pil­lar C32 Acert da 746­kW, Aca­la ha un’au­to­no­mia di ol­tre 5.000 mi­glia nau­ti­che a 10 nodi e rag­giun­ge una ve­lo­ci­tà di 14 nodi.

La sala mac­chi­ne, come tut­te quel­le rea­liz­za­te dal cantiere di Ancona, è un mo­del­lo di fun­zio­na­li­tà e spa­zio­si­tà. Tut­ti i mac­chi­na­ri e gli equi­pag­gia­men­ti sono fa­cil­men­te ac­ces­si­bi­li per ma­nu­ten­zio­ni or­di­na­rie e straor­di­na­rie. Come ab­bia­mo det­to, Aca­la è un ex­plo­rer ya­cht che ha bi­so­gno di un alto li­vel­lo di au­to­no­mia e una sala mac­chi­ne im­pec­ca­bi­le e equi­pag­gia­men­ti ri­don­dan­ti con­tri­bui­sco­no a tale au­to­no­mia poi­ché l’e­qui­pag­gio può ef­fet­tua­re in­ter­ven­ti e ri­pa­ra­zio­ni an­che lad­do­ve non è pos­si­bi­le far ri­cor­so ad al­cu­na as­si­sten­za. Un laz­za­ret­to spa­zio­so ac­co­glie wa­ter toy, equi­pag­gia­men­ti per l’e­splo­ra­zio­ne su­bac­quea, ecc. Il ten­der è po­si­zio­na­to a prua del­l’Up­per deck. La zona equi­pag­gio e le aree di ser­vi­zio sono fun­zio­na­li e ben at­trez­za­te, come ri­chie­sto dal­l’ar­ma­to­re. L’e­qui­pag­gio di­spo­ne di cin­que ca­bi­ne e di una bel­la di­net­te adia­cen­te alla gran­de cu­ci­na e al­tri lo­ca­li di ser­vi­zio. Il Co­man­dan­te ha la ca­bi­na sul­l’Up­per deck, ac­can­to alla ti­mo­ne­ria.

“La de­ci­sio­ne di de­di­ca­re uno slot al­l’an­no alle co­stru­zio­ni in­te­ra­men­te cu­stom si è ri­ve­la­ta vin­cen­te e con­tri­bui­sce alla cre­sci­ta tec­ni­ca del can­tie­re. Co­strui­re ya­cht di que­sto tipo rap­pre­sen­ta un’ot­ti­ma op­por­tu­ni­tà di cre­sci­ta per il no­stro team per­ché sia­mo co­stret­ti a la­vo­ra­re al di fuo­ri del­la no­stra ‘com­fort-zo­ne’,” dice En­nio Cec­chi­ni, am­mi­ni­stra­to­re de­le­ga­to di Cantieri delle Marche. “Es­se­re sta­ti scel­ti per la se­con­da vol­ta da un ar­ma­to­re così esper­to e che ha pos­se­du­to ya­cht co­strui­ti dai più ri­no­ma­ti can­tie­ri nord-eu­ro­pei è la pro­va che la com­pe­ten­za del no­stro team e la qua­li­tà dei no­stri ya­cht non sono se­con­de a nes­su­no.”

DATI PRIN­CI­PA­LI DATA:
› Lun­ghez­za to­ta­le 43.10m
› Lun­ghez­za al gall. 40.35m
› Ba­glio 8.60m
› Im­mer­sio­ne 2.50m
› Staz­za lor­da 499 GT
› Mo­to­ri 2 x Ca­ter­pil­lar C32 Acert 746­kW (A ra­ting, Hea­vy Duty)
› Ve­lo­ci­tà max. 14 kno­ts
› Au­to­no­mia @ 10 nodi 5000 nm
› Bo­w­th­ru­ster 85kW
› Ge­ne­ra­to­ri 2 x Ko­hler 80kW EFODS + 1 x Ko­hler 55kW EFODS
› Ca­pa­ci­tà ser­ba­toi car­bu­ran­te 62.400 li­tres

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