Alberto Amico non ha dubbi: “Il futuro della nautica è nel refit”
Secondo il presidente del cantiere Amico & Co. il service diventerà più importante delle nuove costruzioni e per questo Genova for Yachting chiede attenzione e spazi

Genova – Il futuro della grande nautica è nel refit. Ne è convinto, oggi più che mai, Alberto Amico, presidente del cantiere genovese Amico & Co. specializzato proprio nelle attività di ‘restyiling e rebuilding di yacht e navi da diporto.
Nel corso dell’assemblea di Genova for Yachting, l’esperto imprenditore genvoese della nautica ha spiegato questa riflesisone dicendo: “Quando siamo partiti, 30 anni fa, questo settore aveva un numero di barche pari a 700-800 unità nel mondo, oggi sono 7mila. Il service diventerà pià importante della nuova costruzione perché ormai siamo fra 250 e 350 nuove unità ogni anno che debuttano ed entrano sul mercato”.
Secondo Alberto Amico “il service oggi vale fra il 5 e il 7% del valore del mercato del nuovo ogni anno ma con 7mila yacht e grandi yacht in servizio la flotta progressivamente sempre più vecchia richiederà maggiore servizio. Ecco perchè qua ci sono opportunità, è un mercato emergente e i fondi d’investimento hanno capito che le nuove costruzioni sono importanti ma ora le maggiori opportunità sono in questo settore del refit”.
Proprio a difesa di questo comparto il vertice del cantiere Amico & Co. ha chiesto alle istituzioni locali (Regione, Comune e Autorità di sistema portuale) dialogo e attenzione perchè “chi sta fermo va indietro in questo settore. Genova ha un territorio e un porto molto complessi però ci sono delle opportunità che dobbiamo cogliere senza aspettare il prossimo Piano regolatore portuale, sennò passiamo dalla Champions League alla serie D”. Quel che serve è “una buona gestione del territorio, dei rapporti, condividere visioni e opportunità per concretizzarle in investimenti. Tutte le realtà di Genova for Yachting vorrebbero espandersi e ora – ha proseguito – serve il confronto non solo con il porto ma anche con il Comune”.
In cima alla lista dei desideri futuri c’è il “tema della incompatibilità fra attività nautiche e altre riparazioni navali del porto. Bisogna assolutamente separare i due comparti nel prossimo ridisegno dello scalo. Abbiamo esperienze preoccupanti dal punto di vista dell’impatto ambientale vissute dai nostri clienti”. Dal presidente della locale port authority, Matteo Paroli, è arrivata un’apertura in questo senso: “Lo scopo a cui stiamo lavorando è quello di cercare di contemperare esigenze che non sempre sono conciliabili. Il settore della grande nautica e dei grandi yacht non è compatibile con la contiguità con un altro settore della carpenteria navale e industriale, sono fasce di mercato distinte e divergenti. Non si può fare sabbiature di grandi navi affianco alla verniciatura degli yacht” ha affermato. Per poi aggiungere: “Finora si è creato un puzzle e in quell’area il patchwork non è virtuoso perché non fa lavorare bene né le riparazioni navali né la nautica; c’è incompatibilità sotto il profilo della logistica operativa delle imprese. Il nuovo Piano regolatore punterà a fare ordine in modo che entrambe i settori possano crescere in maniera non conflittuale”, anche se servirà “qualche sacrificio da parte di tutti”.
Buone notizie sono arrivate anche sul fronte delle nuove aree a disposizione del comparto, da ottenere attraverso nuovi tombamenti o specchi acquei da dedicare a ormeggi e rimessaggi. “Ci sarà un’espansione verso mare grazie alla nuova diga” ha preannunciato Paroli, collegando questa possibilità al fatto che “diminuirà l’importanza dell’attuale canale d’accesso del porto a Levante con possibili ampliamenti verso mare”.
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