Jeff Bezos vuole vendere il Koru: quando il record diventa un limite operativo
La notizia sullo yacht a vela privato più grande al mondo offre lo spunto per una riflessione nel settore del lusso estremo sul confine tra status symbol e inefficienza logistica

Secondo quanto riportato da Page Six, Jeff Bezos avrebbe deciso di vendere il Koru, il sailing yacht da 127 metri costruito da Oceanco. Le ragioni, secondo la rubrica di gossip del New York Post, risiederebbero nella ‘troppa riconoscibilità’ del mezzo — alimentata anche dalla polena dorata che ritrae la moglie Lauren Sanchez — ma le radici della scelta potrebbero affondare in altre criticità tecniche e operative note al settore B2B.
Consegnato nel 2023 come capolavoro di ingegneria navale (superando i 106 metri del Black Pearl), il Koru è stato subito al centro delle cronache per la sua imponenza. Per il piano velico immenso e il pescaggio profondo, l’unità si è dovuta scontrare presto con la realtà portuale globale: la maggior parte dei terminal dedicati allo yachting di lusso non era, e non è, in grado di ospitarlo. Di conseguenza, il proprietario si è trovato spesso costretto a ormeggiare in banchine industriali, tra magazzini e navi mercantili, lontano dai club esclusivi e dalla privacy garantita dai marina di alto livello.
Questo disagio logistico, unito a costi di manutenzione annuale a otto cifre e alla necessità di una costante scorta da parte di Abeona (il supporto di Damen da 75 metri, essenziale per sopperire alla mancanza di un eliporto a bordo), ha probabilmente pesato sulla decisione finale. Non possono essere inoltre dimenticate le frizioni sociali scatenate già dal varo — con il contestato passaggio sotto il ponte storico Koningshaven di Rotterdam — e la significativa assenza dello yacht durante il matrimonio di Bezos a Venezia nel giugno 2025; in quell’occasione il miliardario preferì la discrezione all’ostentazione, considerate le tensioni nate non appena comunicata l’intenzione di celebrare la cerimonia a bordo.
In conclusione, il caso Koru suggerisce che anche nel segmento più alto dello yachting esiste un punto di saturazione oltre il quale l’asset rischia di perdere la sua funzione primaria: l’evasione. Resta da vedere se questa mossa di Bezos rimarrà un caso isolato o se segnerà l’inizio di una nuova consapevolezza tecnica sulla gestione dei grandi volumi rispetto alle infrastrutture portuali globali, e non solo.
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Koru – sea trials




