Girotti (Bénéteau): “Con il Lagoon Eighty 3 standard da superyacht nei catamarani a motore”
Per il direttore generale e deputy a.d. del gruppo francese il nuovo yacht segna un passaggio rilevante nello sviluppo del multiscafo a motore del marchio, con un lavoro approfondito su qualità costruttiva, materiali e soluzioni d’arredo

Bordeaux (Francia) – Il cantiere francese Lagoon, parte di Bénéteau Group, ha presentato il nuovo catamarano Eighty 3, il modello più grande mai realizzato. Il progetto prende forma dall’Eighty 2 a vela presentato la scorsa stagione ed è firmato dallo studio VPLP per l’architettura navale, Patrick Le Quément per il design degli esterni e Nauta Design per quello degli interni e lo stile. Lo yacht ha una lunghezza fuori tutto di 24,4 metri e una larghezza di 11 metri con un pescaggio di 1,27 metri, il dislocamento a vuoto tocca le 65 tonnellate. La prima unità si distingue per un layout con quattro cabine doppie e cucina ‘sotto’, ovvero nello scafo di sinistra all’interno del volume dedicato all’equipaggio. È la suddivisione più armatoriale, che lascia al proprietario gran parte dello scafo di dritta, con una suite dotata di bagno privato, cabina armadio e perfino un balcone apribile che si affaccia sul mare (realizzato da Besenzoni, insieme alla poltrona della timoneria esterna, sul fly). Altre versioni prevedono cinque cabine con cucina che può essere ancora una volta nello scafo di sinistra o invece sul ponte principale. Tanti sono i fornitori italiani presenti a bordo: oltre a Besenzoni ci sono anche Parema per la vetrata d’ingresso, Opacmare per la passerella, Mase Generators per i due generatori a giri variabili da 17 kW ciascuno installati nei vani motore, Quick per i verricelli d’ormeggio e le luci, Seasmart per bitte e passacavi. La costruzione della barca vanta l’80% di vetroresina riciclata, il 25% delle parti non strutturali realizzate con fibre naturali, il 71% di legno certificato Fsc. Sono inoltre servite 8,2 tonnellate di resina il cui 45% è biologica, scelta che permette di risparmiare circa 10 tonnellate di Co₂.
L’Eighty 3, insieme agli altri grandi modelli della flotta, è costruito in un apposito capannone nella base di Bordeaux del cantiere. SUPER YACHT 24 ha avuto modo di visitare il sito produttivo nel corso di una giornata dedicata alla stampa e di parlare con Gianguido Girotti, direttore generale Bénéteau e deputy a.d.. “Il nuovo 83 piedi è un importante step e presa di coscienza del mondo dei catamarani a motore interpretati da Lagoon. Abbiamo portato avanti un lungo sviluppo sulla qualità reale, sia tecnica sia dei materiali scelti e delle soluzioni eseguite. Voglio anche sottolineare l’intensa collaborazione con Nauta, con cui continuiamo a lavorare per portare gli standard che provengono dal loro mondo dei superyacht a bordo di un 83 piedi. Per noi è stato un esercizio importante, non solamente tecnico ma anche per affrontare e abbracciare clienti sempre più esigenti”.
Durante la conferenza stampa il cantiere a anche annunciato l’apertura verso servizi premium grazie a Lagoon Signature. Al riguardo Girotti ha raccontato che “Lagoon Signature abbraccia tutto ciò che parte dai 55 piedi e non riguarda solo l’aspetto produttivo, ma anche la personalizzazione e la parte dei servizi: oggi un nostro armatore può praticamente fare il giro del mondo e avere sempre, nelle tappe fondamentali, un team dedicato per un servizio di una qualità e questo ha un grandissimo valore. Abbiamo forse il parco clienti più ampio al mondo di catamarani da 80 piedi e sarebbe un errore lasciarlo ad altri”.
A bordo del catamarano era presente anche Massimo Gino di Nauta Design che a SUPER YACHT 24 ha raccontato che “la sfida maggiore è stata caratterizzare questo 83 piedi a motore in modo differente rispetto all’82 a vela in termini di dettagli, materiali e finiture. Abbiamo fatto un lungo studio di selezione sulla cosiddetta ‘loose furniture’, ovvero arredi e complementi che provengono dal mondo dell’home decor adattati allo yachting. L’altro lavoro importante è stato giocare con materiali diversi, a bordo c’è molto riflesso e luccichio. Un altro aspetto ha riguardato la qualità dei dettagli per offrire una percezione più ricca, che non deve essere solo sugli accessori ma in generale. Tutto questo lavoro ha portato ad un risultato molto diverso dal modello a vela. Inoltre il livello di personalizzazione sugli arredi è molto spinto e per armatori del genere è un aspetto importante”.
Tra gli ospiti della giornata dedicato al varo era presente anche Simone Morelli di Nss Yachting, uno dei dealer più premiati: a SUPER YACHT 24 ha spiegato che “abbiamo venduto sia il Seventy 7 sia il Seventy 8, quindi le versioni precedenti a questa, ed erano barche eccezionali. Con l’82 a vela e l’83 a motore il cantiere ha migliorato un progetto che era già eccezionale. Tra le modifiche principali della nuova filosofia Lagoon il salone su un unico livello, senza scalini, che in navigazione sono sempre motivo di pericolo e fastidio. È stato inoltre migliorato la zona di prua esterna e l’accesso al living ma è soprattutto il tender lift di poppa che ha cambiato la concezione dell’uso della barca, perché permette di avere un tender di 6 metri e mezzo con un 20 cavalli. Questi sono gli aspetti fondamentali, ma poi c’è anche tutta la parte che non si vede con miglioramenti e aggiornamenti tecnologici che ne fanno una barca eccezionale. Ora sarà importante far percepire questi prodotti a un livello ancora più alto”. Alla domanda se il futuro dei catamarani sarà più a vela o più motore Morelli ha detto che “Come Dna Lagoon ha sempre avuto la vela, ma il mercato del motore vale ‘80% contro il 20% della vela, credo che presto ci sarà l’ondata del catamarano a motore, come una volta c’è stata quella del catamarano a vela. Quindi prodotti come il Sixty 7 e l’Eighty 3 spero che verranno presto accompagnati da modelli un pochino più piccoli e accessibili. Credo ci sarà tanta migrazione dal monoscafo a motore al multiscafo, perché la filosofia è navigare a 12 nodi nel silenzio, nel comfort e con i grandi spazi tipici del catamarano. Sarà l’elemento vincente”. Riguardo invece alla capacità dei marina di ospitare yacht di questa larghezza Morelli risponde “Sì, i piani degli ormeggi e il resto dei marina stanno iniziando a diventare flessibili adattando gli spazi. Anche perché queste barche, seppur larghe e con grandi ingombri, hanno il vantaggio del pescaggio limitato e i porti riescono a rimodulare i piani degli ormeggi e dei pontili, anche quelli fissi, in base al pescaggio delle barche. Chi ha invece pontili galleggianti può adattare lo specchio acqua alle nuove esigenze. Di sicuro il mercato andrà in questa direzione e quindi ci dovremo tutti adattare a questi oggetti”.





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