Maxi incendio nel porto di Sydney: affondano tre yacht al d’Albora Marinas
Tra le unità coinvolte un Sunseeker di circa 26 metri e un Princess di dimensioni simili. 40 i vigili del fuoco impegnati nello spegnimento. Al momento escluso il dolo

È di tre imbarcazioni affondate e una gravemente danneggiata il bilancio definitivo dell’incendio divampato intorno alle 3,00 (ora locale) di venerdì 9 gennaio 2026 presso il d’Albora Marinas The Spit, situato a Mosman, nel Middle Harbour di Sydney.
L’incidente ha richiesto un complesso intervento notturno per mettere in sicurezza l’area portuale, caratterizzata da un’alta densità di yacht di lusso. Le squadre del Fire and Rescue Nsw sono state subito allertate ed oltre 40 operatori, supportati dal lato mare dalla nave antincendio Girawaa della Port Authority del New South Wales, si sono recati sul posto.
Le operazioni di spegnimento si sono protratte per circa due ore e mezza. La priorità dei soccorritori è stata circoscrivere il fronte di fuoco per evitare una reazione a catena sugli scafi ormeggiati nelle immediate vicinanze. I danni, stimati dal sovrintendente del Frnsw, sono di svariati milioni di dollari; la presenza di persone a bordo di alcune imbarcazioni ha reso lo scenario particolarmente critico.
In attesa di conoscere ufficialmente i nomi delle imbarcazioni, l’identificazione visiva dei relitti e le informazioni provenienti dagli operatori locali indicano che tra le unità distrutte figurano un Sunseeker di circa 80-90 piedi e un Princess 85 flybridge di circa 26 metri. I relitti ora giacciono sul fondale della marina, in attesa delle operazioni di recupero.
Le forze dell’ordine nell’immediato hanno provveduto all’evacuazione dei moli: quattro persone sono riuscite ad abbandonare le imbarcazioni in tempo; una donna è stata affidata alle cure dei paramedici per un principio di intossicazione da fumo, successivamente ospedalizzata ora risulta in condizioni stabili. La rapidità di propagazione delle fiamme è stata confermata dalle testimonianze raccolte sul posto, tra cui quella di un armatore riportata dal Manly Observer, che ha riferito di essere stato svegliato dalle forze di polizia che battevano sulle murate delle barche per allertare gli equipaggi in un contesto dove le fiamme erano intense e difficili da domare.
Sotto il profilo ambientale il Frnsw e l’Autorità per la protezione dell’ambiente hanno dispiegato immediatamente le barriere di contenimento galleggianti attorno all’area del sinistro, per arginare sversamenti di carburante e la dispersione di detriti plastici e oli.
Al momento tra le cause che possono aver scatenato l’incendio, la Polizia del Nuovo Galles del Sud ha scartato l’ipotesi dolosa; le indagini sono orientate verso un guasto tecnico accidentale a bordo di una delle unità.
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