Dörschuck (D-Marin): “Lavoriamo a oltre 800 posti barca a Livorno”
La rete di Porti D-Marin conta sei marine e 4.451 posti barca, a cui si aggiungeranno gli 815 della marina in fase di sviluppo insieme ad Azimut Benetti

Questo servizio è stato pubblicato in anteprima sul numero 4-2025 del supplemento Yacht Upstream disponibile a questo link
D-Marin è una selezione di marine premium che comprende 26 marine in 9 paesi. L’Italia rappresenta la regione più importante per il gruppo, con sei marine d’eccellenza: Aregai, San Lorenzo, Varazze, Porto Mirabello, Livorno e Punta Faro. SUPER YACHT 24 ha intervistato l’a.d. del gruppo, Oliver Dörschuck.
Quanti posti barca ci sono nel nostro territorio?
“In Italia abbiamo 4.451 posti barca. L’infrastruttura nautica italiana conta 537 marine e strutture di ormeggio, offrendo più di 160.000 posti barca lungo 7.500 chilometri di costa, comprese le isole. Questa base si allinea alla visione di D-Marin nel fornire servizi portuali premium a una clientela esigente di armatori e professionisti del settore superyacht”.
Quali sono gli sviluppi previsti in Italia?
“Tra i progetti più attesi c’è D-Marin Livorno, nuova destinazione in fase di sviluppo in collaborazione con il Gruppo Azimut|Benetti. Questa sinergia unisce una gestione portuale di altissimo livello con il prestigio della più celebre tradizione italiana nel settore superyacht. D-Marin Livorno offrirà 815 posti barca e una gamma di strutture premium, tra cui ristoranti, aree meeting, bar e spazi uffici, tutto all’interno di un’infrastruttura moderna costruita secondo criteri di sostenibilità. Progettata per connettere il centro di Livorno con il lungomare, la marina diventerà un polo di riferimento per il turismo nautico, la vita sociale e l’intero ecosistema dello yachting”.
Parliamo di superyacht e dei servizi offerti.
“Con oltre 1.000 risorse dedicate all’interno della selezione di marine, D-Marin è orgogliosa di essere il più grande fornitore di servizi per superyacht. Le marine li supportano con servizi su misura che anticipano le esigenze di armatori, comandanti ed equipaggi — forniti da un team esperto e appositamente formato di dock master. I servizi includono assistenza dedicata, strutture per l’equipaggio e opzioni di ospitalità pensate per soddisfare le esigenze specifiche della comunità dei superyacht, tra cui alloggi di livello premium all’interno di hotel situati nelle marine, e accesso a lounge, palestre, cinema e strutture ricreative come campi da tennis. I servizi di concierge offrono un servizio personalizzato attraverso approvvigionamenti, trasferimenti e prenotazioni, con piattaforme di atterraggio per elicotteri in alcune marine e zone Vip per gli imbarchi. Molte marine sono già dotate di stazioni di ricarica veloce per veicoli elettrici e si stanno attrezzando per ospitare yacht elettrici e ibridi, con sistemi completi per la gestione dei rifiuti”.
Le marine italiane offrono strutture per refitting e supporto agli equipaggi?
“Supportiamo i comandanti con rifornimento di carburante, corrente ad alta potenza, forniture tecniche, mappe interattive delle marine, flessibilità nelle prenotazioni da mobile e aggiornamenti in tempo reale, permettendo agli equipaggi una pianificazione più efficiente e migliorando l’esperienza dei clienti. Le nostre marine italiane offrono ampi servizi di refitting, manutenzione e supporto operativo per superyacht da 24 a 150 metri, refitting in acqua e accesso a grandi travel lift”.
Qual è il vostro concetto di sostenibilità e come lo applicate?
“Ogni marina beneficia di iniziative pensate per ridurre l’impatto ambientale, aumentare l’efficienza e proteggere gli ecosistemi locali. Tra i punti salienti ci sono i sistemi ‘smart pedestal’ per monitorare e ottimizzare il consumo di energia e acqua, installazioni solari in diverse marine e investimenti in energia pulita, tecnologie per la pulizia delle marina come Jellyfishbot e Dpol2. Il tutto supportato da certificazione ISO 14001, riconoscimenti Blue Flag ricorrenti e una Medaglia d’Argento da EcoVadis. D-Marin ha inoltre aderito all’iniziativa Science Based Targets, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dirette del 42% entro il 2030”.




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