Due Flexplorer 165 arrivano ad Ancona per l’allestimento da Cantiere delle Marche
Da un’unica piattaforma nasceranno due navi da diporto completamente diverse grazie alla capacità di customizzazione del costruttore

Cantiere delle Marche ha appena accolto nella sua sede di Ancona i due scafi dei Flexplorer 165. Un momento importante, quello del passaggio alla fase di allestimento, che permetterà di assistere a come una stessa base progettuale possa prendere strade completamente diverse. Queste due unità infatti, nonostante il Dna identico, con linee firmate Hydro Tec e una carena pensata per le lunghe navigazioni, forniranno la prova di quanto un armatore possa incidere sulla personalizzazione tecnica.
Sul primo dei due scafi la sfida ingegneristica è stata notevole per ospitare un campo da pickleball regolamentare voluto dall’armatore. Non si è trattato solo una questione di spazio, ma di vera e propria integrazione strutturale. CdM, in considerazione delle dimensioni del campo, ha dovuto estendere lo sbalzo dell’upper deck, creando una zona che funge da arena sportiva dotata di aree per gli spettatori sul sun deck. E’ stato inoltre rinforzato il ponte per permettere le operazioni “touch-and-go” di un elicottero EC130. Sotto il profilo meccanico, la barca monta due Caterpillar C32 Acert da 970 kW, capaci di spingerla a 15 nodi con un’autonomia che sfiora le 4.800 miglia a 10 nodi. Il progetto è nato dalla collaborazione con Christian Bakewell di Burgess, con interni curati da Design Unlimited che promettono di rompere gli schemi classici.
L’altro Flexplorer 165, venduto insieme a Chris Holtzheuser di Allied Marine, segue invece una filosofia più orientata all’avventura pura e alla pesca, tipica degli armatori nordamericani. Qui la priorità è stata la gestione dei carichi pesanti: la gru a telaio (A-frame) è stata potenziata fino a 4,5 tonnellate per poter movimentare un tender Grady-White Freedom 285 da 28 piedi e altri due tender. Anche dentro la parola d’ordine è flessibilità: Giorgio M. Cassetta ha disegnato interni dove lo sky lounge o una cabina sul ponte inferiore possono cambiare funzione in base al numero di ospiti o al tipo di viaggio. Pur mantenendo la stessa motorizzazione Caterpillar del gemello, questa unità dichiara un’autonomia leggermente superiore, superando le 5.000 miglia a 10 nodi.
I superyacht che vediamo affiancati in cantiere rendono l’idea di come la piattaforma Flexplorer garantisce la tenuta del mare, ma tutto il resto è un foglio bianco dove l’ingegneria può trovare soluzioni a richieste spesso fuori dall’ordinario.
C.G.
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