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Yachting e formazione: come il com.te Fortuna si batte contro il disinteresse dei giovani

Secondo l’esperto, nonostante l’Italia sia la prima costruttrice a livello mondiale di superyacht, le percentuali di impiego dei nostri comandanti ed equipaggi restano sotto il 5%

di REDAZIONE SUPER YACHT 24
25 Novembre 2024
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Rosario Fortuna

Tutti gli studi elaborati da fonti qualificate confermano l’attuale buono stato del settore italiano della nautica da diporto, seppure in un trend di normalizzazione dopo i record degli ultimi due anni. La fiducia nel futuro rimane alta, sostenuta dai feedback positivi delle imprese durante le recenti fiere internazionali e dalle previsioni di un ulteriore aumento di posti di lavoro – fino a 3.000 in più – anche grazie alla riforma dei titoli professionali del diporto attuata quest’anno.

In questo contesto, il tema della formazione per le nuove leve del settore è sempre più attuale, con particolare attenzione alla preparazione degli equipaggi. SUPER YACHT 24 ha raccolto opinioni e suggerimenti in questo senso dall’esperto comandante Rosario Fortuna, attualmente impegnato nella formazione dei giovani che aspirano a una carriera nella nautica da diporto, e nella divulgazione delle opportunità offerte da questo settore.

Comandante Fortuna, dopo una carriera in mare, oggi si impegna a far conoscere ai giovani le opportunità di questa professione. Come mai questa scelta?

“Da anni mi dedico a supportare i giovani nella valutazione di una carriera marittima perché partecipando a molti eventi e incontri focalizzati in particolare sulla loro formazione post diploma, ho constatato purtroppo il loro disinteresse, e in alcuni casi anche sconforto.”

Cosa pensa possa causare questi sentimenti?

“Ritengo che manchi una comunicazione efficace tra chi dovrebbe coinvolgere i ragazzi e i giovani stessi. Spesso chi comunica è troppo concentrato sul proprio ruolo di esperto, e talvolta è addirittura privo di un’adeguata esperienza pratica nella navigazione, così da non riuscire a ‘raggiungere’ i giovani che invece avrebbero bisogno di messaggi semplici e pratici per essere incoraggiati a mettersi in gioco. Questa distanza emotiva diventa evidente quando, alla domanda finale: “Qualcuno ha domande o curiosità?” segue solo un silenzio imbarazzante.
L’approccio dovrebbe essere completamente diverso: innanzi tutto occorrerebbe mostrare umiltà richiamando alla memoria chi eravamo prima di diventare quello che siamo oggi, e la volontà di offrire aiuto personale ai ragazzi in cerca di un buon imbarco che si adatti alla loro personalità. È fondamentale dare consigli utili, raccontare le esperienze affascinanti che potranno vivere in mare, le opportunità che incontreranno, i lati positivi da cogliere al volo, e anche riconoscere che ci saranno dei momenti difficili, come la lontananza dalle famiglie, compensati però da stipendi adeguati e dalla possibilità di stringere amicizie durature con persone di tutto il mondo.”

Ha anche menzionato una mancanza di attenzione verso la nautica da diporto da parte delle istituzioni. E’ così?

“Sì, i Provveditorati agli Studi, i presidi e gli insegnanti dovrebbero riconoscere l’importanza della nautica da diporto in Italia come opportunità di lavoro. Negli istituti nautici dovrebbe assolutamente esserci una formazione di base sulla nautica da diporto, attualmente assente, affinché i ragazzi possano conoscere questo settore e scegliere consapevolmente il proprio percorso professionale al termine degli studi.
Abbiamo già visto quanta perseveranza sia stata necessaria da parte dei comandanti italiani nel conquistare ruoli di rilievo nello yachting. Purtroppo, nonostante l’Italia sia la prima costruttrice a livello mondiale di superyacht le percentuali di impiego dei nostri comandanti ed equipaggi restano sotto il 5%. Sarebbe tempo che i nostri magnifici yacht venissero gestiti da comandanti italiani, invece di trasferire queste opportunità all’estero.
Le istituzioni potrebbero fare di più per promuovere questa professione in Italia. Il Governo ha recentemente finanziato il Bonus Marittimi con il Decreto interministeriale del 17 novembre 2023, n. 297, per il 2024, destinando risorse alla formazione dei corsi base STCW per i marittimi. Questo rappresenta un’ottima opportunità per chi cerca lavoro nello shipping, permettendo un imbarco quasi immediato. Spero che in futuro il Governo possa anche finanziare con un contributo le imprese e i gruppi armatoriali costruttori di yacht che ne fanno richiesta, perché questi possano investire nella formazione del personale di banchina e degli ormeggiatori nei porti turistici. Ciò contribuirebbe a migliorare la sicurezza, formando nuove risorse specializzate nei nostri porti turistici e cantieri navali.”

C.G.

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