Nuovo socio per Ferretti Group: Biglari Holdings al 3,4%
Si accende la battaglia per la scalata del capitale e per i posti in Cda con l’Opa di Kkcg in partenza
Biglari Holdings, società di investimento quotata a Wall Street e facente capo a Sardar Biglari (imprenditore e investitore statunitense di origine medio orientale nato in Iran e trasferitosi negli Usa come rifugiato), ha acquisito una partecipazione azionaria del 3,4% nel capitale di Ferretti Group.
Nell’annuncio si legge: “Ferretti Group rappresenta una piattaforma unica nel settore della nautica di lusso e Biglari Holdings è orgogliosa di detenere un investimento nella società”.
La notizia arriva poco prima della partenza dell’opa parziale del magnate ceco Karel Komarek con la sua Kkcg (avvio previsto il 16 marzo) per raddoppiare la propria quota fino al 29,99% e competere con il socio cinese Weichai che attualmente detiene quasi il 40%. Tra gli altri azionisti rilevanti figurano Danilo Iervolino (5,2%), Piero Ferrari (4,6%), il kuwaitiano Bader Nasser Al-Kharafi (3%), la famiglia Bombassei e Julius Kiss, entrambi con il 2%.
Ferretti Group, spiega la nota di Biglari, è “rinomato per il portafoglio di marchi storici, riconosciuti a livello globale, ciascuno guidato da un management di grande esperienza. Il portafoglio comprende Riva, Pershing, Ferretti Yachts, Itama, CRN, Custom Line e Wally, tutti brand che occupano posizioni di leadership nei rispettivi segmenti di mercato”.
Ferretti si trova ora al centro di un confronto fra i due maggiori azionisti, Karel Komarek da un lato e Weichai dall’altro. Il gruppo del magnate ceco che controlla anche la società delle lotterie Allwyn, pur confermando la fiducia nel management guidato dall’a.d. Alberto Galassi, ha ribadito di voler provare a muovere una società che ha cassa per oltre 100 milioni mai usata per ora per fare buyback né tantomeno acquisizioni. Nell’ottica di Komárek è un immobilismo che si riversa sulla sua quota del 14,5%, anestetizzandone il valore. Inoltre il magnate ceco avrebbe puntato da tempo a un posto in Consiglio d’amministrazione trovando però scarsa attenzione da parte di Pechino. Il confronto diretto avrà luogo, una volta terminata l’Opa il 13 aprile, all’assemblea del 14 maggio per rinnovare il consiglio di amministrazione.
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