La flotta Sanlorenzo Charter Fleet salita da 10 a oltre 60 yacht in tre anni
Il progetto, nato dall’acquisizione di Equinoxe Yachts, triplica i volumi in tre anni. Sd96 e Sx88 in testa ai contratti; il Mediterraneo si conferma hub strategico
Il progetto della Sanlorenzo Charter Fleet consolida la propria posizione di leadership come prima flotta monobrand operativa a livello globale. A un triennio di distanza dall’operazione che ha portato Equinoxe Yachts nell’orbita del Gruppo Sanlorenzo, i risultati evidenziano una crescita esponenziale: il parco imbarcazioni è passato da una decina di unità iniziali a oltre 60 yacht, tutti a marchio Sanlorenzo, ora disponibili per il charter internazionale.
Lo sviluppo della flotta, spiega una nota, è la conseguenza diretta della sinergia tra l’assetto industriale del cantiere e il know-how specifico nel management del noleggio apportato da Equinoxe. Con una storia quarantennale, oltre 10.000 contratti di noleggio e il ruolo di socio fondatore del Myba, Equinoxe ha fornito l’infrastruttura necessaria per scalare il business.
Alessandro Ussi, amministratore e socio fondatore di Equinoxe, ha evidenziato come questa unione abbia generato un servizio ‘chiavi in mano’ di fascia premium, capace di integrare l’eccellenza manifatturiera italiana con un’esperienza di bordo curata nei minimi dettagli.
L’analisi dei dati relativi ai noleggi offre la visione delle preferenze attuali del mercato luxury. La flotta, caratterizzata da un’età media estremamente contenuta – la maggior parte degli yacht è stata varata nell’ultimo triennio -, vede una netta prevalenza di richieste per le linee che privilegiano l’abitabilità e l’autonomia.
Nello specifico, il modello Sd96, linea semidislocante, si attesta come il best-seller della flotta, seguito dai modelli Sx88 e Sd118. Questo dato conferma l’orientamento della clientela verso imbarcazioni che, pur mantenendo elevate prestazioni, garantiscono volumi generosi e grande vivibilità, ideali per lunghe permanenze a bordo.
Dal lato geografico, sebbene la flotta copra anche destinazioni come Caraibi e Pacifico, il Mediterraneo rimane l’area di maggior densità operativa, in particolare sulle rotte tra Italia e Francia.
Il programma si dimostra strategico anche dal punto di vista dell’asset management per gli armatori. L’inserimento dell’unità nella flotta charter non si limita a generare flussi di cassa utili a coprire i costi di gestione, ma agisce come fattore di preservazione del valore del bene. Un utilizzo costante e professionale, infatti, mantiene i sistemi di bordo in piena efficienza e garantisce un equipaggio sempre performante, superando le criticità tipiche di un utilizzo armatoriale discontinuo.
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