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Yacht24

Test Bénéteau First 30 vincitore European Yacht of the Year 2026 | Performance Monohull

Il cantiere francese bissa il successo del 36 con un altro piccolo capolavoro capace di planare e portare in crociera la famiglia ad un prezzo interessante. Nel team di design anche il nostro Lorenzo Argento

di Alberto Mariotti
10 Gennaio 2026
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È la barca più economica delle 21 provate per questa edizione dell’European yacht of the Year tra IJmuiden e Port Ginesta: 105.000 euro come base di partenza, 144.865 euro per la versione provata, entrambi senza Iva. E in più è anche molto veloce e divertente da navigare. Una barca di serie planante, quindi leggera, senza utilizzare materiali esotici e quindi costosi (sarebbe stato più facile farla di carbonio…) e ad un prezzo controllato. Non era facile mettere insieme questi elementi e come spesso accade nei casi di successo il segreto è il team: due progettisti d’eccezione come Sam Manuard per l’architettura navale, Pure Design & Engineering per le strutture, Lorenzo Argento per il design, il Gruppo Bénéteau con la sua ‘potenza’ e Seascape con le sue capacità nel maneggiare il composito. La barca, come anche il 36, sono costruiti interamente presso il cantiere sloveno. La barca in messa a disposizione per il premio è la n° 20 e gli ordini, al momento delle prove, erano già a quota 105 con l’Italia al terzo posto a parimerito con la Germania per il numero di ordini a quota 10. Il cantiere ha fornito dei dati interessanti circa le dotazioni delle prime 100 barche: il 95% hanno il fiocco avvolgibile, quindi nessuna regata seria in programma ma solo divertimento e facilità di manovra; il 60/70% degli armatori hanno scelto optional da crociera come frigorifera, piattaforma bagno, doccia in pozzetto, estensione per la cucina e altro. Infine gran parte di loro sono velisti preparati perché l’85% ha scelto il sistema di randa nella versione racing. La barca ha un motore diesel Yanmar da 14 cv o, in optional, un motore elettrico Kräutler da 5 kW connesso all’asse elica standard con cui può navigare per circa 30 miglia a 4,5 nodi o per 20 miglia a 5 nodi. La numero 20 in prova ha la chiglia standard da 1,98 metri e 1.070 kg di peso per un dislocamento totale di 3.040 kg. Il First 30 ha lo scafo realizzato in sandwich di vetroresina, con anima in schiuma di Pvc e infusione di resina vinilestere contro l’osmosi, il ponte utilizza invece resina poliestere mentre le paratie sono in compensato marino incollate allo scafo e alla struttura del ponte.

Il First 30 vince quindi con merito nella categoria Performance, che quest’anno siamo stati ‘costretti’ a dividere nelle due sezioni Monohull e Multihull, con la vittoria del Dragonfly 36. Queste sono le due barche che senza dubbio hanno emozionato di più, casualmente provate entrambe in Olanda in condizioni meteo abbastanza al limite, soprattutto per il piccolo First, che ha invece ha dimostrato doti marine da grande. Usciamo dopo due giornate di attesa con il vento a 50 nodi e un mare che faceva paura, ora è tutto più gestibile ma il mare è ancora mosso e il vento è sui 15 nodi con tendenza ad aumentare fino a 20. Il piano velico della barca in prova è composto da albero di alluminio Z Spars posato in coperta con due ordini di crocette (disponibile anche la versione di carbonio a 18.700 euro + Iva), bompresso di prua racing, sistema di randa racing e vele optional North Sails Performance in 3Di con tanto di Gennaker.

Si parte subito con il Code 0 navigando tra 9 e 11 nodi con il record di velocità a 13,9. A 9 nodi la barca parte in planata, l’onda di poppa si stacca e inizia il divertimento vero grazie a una barca facile da timonare e controllare anche in queste condizioni, non quelle più adatte a una gita con la famiglia. Con randa e fiocco si bolina senza problemi tra 6,5 e 7 nodi avendo cura di tenere la randa molto depotenziata per non sbandare troppo e rimanere in controllo. In alcuni momenti non basta e mi ritrovo a timonare praticamente in piedi ma senza particolari problemi.

In passato sono stati nominate altre barche magari piccole ma senza reali novità per poter vincere. Questo First, come anche il fratello maggiore 36 che aveva vinto nell’edizione del 2023 (e venduto, al momento delle prove del 30 in 83 unità), dimostra di essere una barca che ha tutte le qualità per allargare la base dei velisti con prestazioni e prezzo vincenti. Sottocoperta è basica e alcuni dettagli costruttivi sono a vista, ma è una scelta obbligata per tenere bassi sia i costi sia i pesi e comunque non manca nulla per una crociera sportiva grazie anche a una serie di optional per aumentare il comfort. Due cabine, un bagno e cucina compongono un layout classico e funzionale. È infine bene specificare che il First 30 non è una barca racing, come non lo è il 36. Per i più corsaioli uscirà la versione SE ottimizzata per le regate.

Le motivazioni della giuria

Axel Nissen-Lie | Seilmagasinet | NOR
La barca che spinge oltre i confini.
Il First 30 è un nuovo prodotto di cui il mercato aveva bisogno. L’abbiamo provata in condizioni impegnative nei Paesi Bassi e sì, ha realmente planato.
Ma perché questa barca è importante? Per la maggior parte dei velisti rappresenta una nuova fase nell’evoluzione del design degli yacht. Negli ultimi anni molte novità sono state pensate per chi dispone di grandi budget. Abbiamo visto nuovi modelli in questa fascia di lunghezza, ma raramente con un contenuto di innovazione sufficiente per decretarne il successo. Il First 30, invece, possiede quel qualcosa in più che può convincere un potenziale acquirente a scegliere una barca nuova anziché una usata. Sottocoperta è razionale e ben progettata, ma è a vela che dà davvero il meglio di sé. È divertente vederla planare al lasco, ma è altrettanto impressionante di bolina.

Alberto Mariotti | Superyacht24 | ITA
Accessibile e divertente.
Il First 30 vince nella categoria Performance, ma sarebbe perfetto anche per un’ipotetica categoria Young Yachting. Una barca compatta, facile da gestire e con un eccellente rapporto qualità/prezzo. Se si considera anche il rapporto prezzo/prestazioni, è decisamente sul gradino più alto del podio. Questo anche perché l’abbiamo testato in condizioni tutt’altro che ideali: vento forte e mare formato a IJmuiden, in Olanda, dove ha dimostrato tutte le sue qualità, lontano dal blu Mediterraneo in cui è stata sviluppata. Pur non essendo una barca da regata – è prevista una versione SE ancora più sportiva – offre sensazioni di planata in piena sicurezza a chi ha voglia di spingersi un po’ oltre. Una barca capace di attrarre i giovani alla vela e di mantenerli coinvolti. Per me c’è anche il piacere aggiuntivo del contributo italiano al concept, grazie al designer Lorenzo Argento che ne ha curato lo styling.

Pasi Nuutinen | Totalvene.fi | FIN
Intelligente e semplice.
Riuscire a proporre un 30 piedi nuovo a poco più di 100.000 euro è già di per sé un risultato notevole. Purtroppo le barche disponibili in questa fascia di prezzo sono sempre meno. Ma questo è solo uno degli elementi convincenti del First 30. Il punto centrale sono le prestazioni a vela, e su questo è difficile da battere. Il team voleva portare caratteristiche tipiche delle barche da regata, in particolare le vere velocità di planata, nelle mani dei velisti medi. E ci è riuscito. Dopo diverse surfate in doppia cifra, pienamente controllate, durante le prove in condizioni di mare formato nel Mare del Nord, possiamo davvero complimentarci con progettisti e costruttori. In più: gli interni sono intelligenti e semplici, forse un po’ essenziali, ma lo si dimentica appena si issano le vele.

Diego Yriarte | Nautica & Yates | ESP
Una nuova interpretazione del performance cruising.
Il Beneteau First 30 è un moderno allrounder di poco superiore ai 10 metri di lunghezza fuori tutto che riesce in ciò che molte barche non fanno: decollare in surfata continua alle andature portanti in condizioni moderate. La definizione di “planing cruiser” combina linee di carena veloci, costruzione leggera e un piano velico potente, mantenendo però le caratteristiche di una barca familiare grazie alla facilità di conduzione e a una stabilità sorprendente.

Roland Regnemer | YachtRevue | AUT
Il meglio dei due mondi.
Un’espressione spesso abusata, ma che qui calza perfettamente, perché il First 30 è una riuscita combinazione di produzione industriale e cura artigianale. Il nuovo modello della leggendaria linea First di Beneteau, nata proprio con un 30 piedi alla fine degli anni ’70, era atteso con grandi aspettative. E non ha deluso. Naviga in modo straordinariamente facile e agile ed è oggi in una categoria a sé per quanto riguarda il prezzo, offrendo un enorme piacere di navigazione a fronte di un investimento relativamente contenuto.

Marinus van Sijdenborgh de Jong | Zeilen | NED
La planing cruiser che calza a pennello
. Il Bénéteau First 30 è fantastico. Naviga in modo incredibilmente fluido e veloce, sia di bolina contro onde ripide sia al lassco/traversi con vento sostenuto. Si governa e surfa come un dinghy, con facilità in doppia cifra. Bénéteau e il cantiere Seascape hanno affrontato uno sviluppo prodotto e una produzione impegnativi per rendere disponibile un modello con un così elevato rapporto valore/prezzo per un pubblico ampio. L’interno semplice offre tutto ciò che serve per una crociera vacanza, anche se la cuccetta di prua è un po’ corta e le finiture sono piuttosto essenziali. La costruzione è leggera ma efficace e solida. Una planing cruiser per tutti. I voti per questa Bénéteau First 30 costruito da Seascape sono stati unanimi. Una vittoria assolutamente meritata.

Morten Brandt-Rasmussen | Bådmagasinet | DEN
Progettata per planare.
Anziché fare leva sulla nostalgia, Bénéteau ha ridefinito ancora una volta il significato di “First” secondo la propria visione. Nel 2025 il First 30 è definito da un dislocamento leggero e navigazione dinamica, con la capacità di planare al centro del concept. Non si tratta di una promessa di marketing, ma della conseguenza diretta di un dislocamento nettamente inferiore rispetto ai concorrenti. Il peso ridotto è il prerequisito fondamentale per la planata, e qui Bénéteau lo realizza in modo convincente. Ciò che rende l’impresa notevole è che questo livello di leggerezza è stato ottenuto in produzione di serie, senza ricorrere a materiali esotici o a costi proibitivi. Combinando efficienza industriale e chiarezza progettuale, Bénéteau ha reso accessibili le prestazioni in planata a un pubblico molto più ampio. Allo stesso tempo, il 30 mantiene un prezzo alla portata, rafforzando il suo ruolo di vero performance cruiser e non di esperimento di nicchia.

Toby Hodges | Yachting World | GBR
Prestazioni che arrivano naturali.
Con Dragonfly e First 30 lanciate nello stesso anno, il segmento performance è in grande fermento, con due vincitori meritevoli per ragioni molto diverse, ma accomunati dalla capacità di riportare il divertimento al centro della vela. Il First offre un piacere di navigazione veloce, facile e in planata, puro e semplice – una qualità molto più difficile da ottenere di quanto sembri. Ma Bénéteau e Seascape ci sono riusciti, offrendo vere prestazioni in planata su uno yacht facile da portare in crociera e tutto entro l’obiettivo dei 100.000 euro.

Sébastien Mainguet | Voiles & Voiliers | FRA
Un vero game-changer.
È stato annunciato come “planing cruiser” e lo è davvero. Molto veloce in tutte le condizioni, navigare alle andature portanti oltre i 10 nodi diventerà quasi normale. Ma il nuovo First 30 disegnato da Manuard è anche molto equilibrata, persino in conduzione in solitario. Prodotto dal team Seascape in Slovenia, beneficia chiaramente della grande esperienza del cantiere nella costruzione in composito con infusione sottovuoto. E offre anche un interno più che dignitoso per la crociera.

Joakim Hermansson | Praktiskt Båtägande | SWE
La ciliegina sulla torta.
Sono felice che esistano ancora cantieri disposti a sviluppare e costruire barche relativamente piccole e accessibili, dotarle di tutto il comfort necessario a una famiglia sportiva e poi aggiungere tanto divertimento come ciliegina sulla torta. Surfare sulle onde di IJmuiden con vento appena sotto la forza di burrasca a bordo del First 30 è stata senza dubbio l’esperienza più gioiosa e memorabile delle mie prove in mare. La navigazione era così divertente, così veloce e così emozionante, ma al tempo stesso equilibrata e controllata. Non sorprende che ne abbiano già vendute centinaia.

Lori Schüpbach | Marina.ch | SUI
Puro piacere di navigazione.
Quando Bénéteau ha annunciato un nuovo First 30 nell’estate 2024 ha suscitato grande impressione. E la barca è stata subito un successo: ancora prima delle prime prove erano già arrivati 85 ordini. Il fondatore di Seascape, Andraz Mihelin, spiega così il concept: «Le prime prove con i cruiser foiling hanno mostrato che non funzionava, così abbiamo deciso di lanciare una planing cruiser. Quando uno yacht inizia a planare, è un’esperienza esaltante, divertente quanto andare a vela su un dinghy». Il risultato: con 10 nodi di vento, il log sale immediatamente a 6,5 nodi. La barca è ben equilibrata e offre al timoniere un feedback preciso. Con il gennaker esprime il suo vero potenziale: intorno agli 8 nodi di velocità, l’onda di poppa scompare e la First 30 entra in planata. Quando la pressione cala leggermente, basta una breve poggiata e qualche giro di winch sulla scotta del gennaker per farla accelerare di nuovo.

Jochen Rieker | YACHT | GER
Piccola per dimensioni e prezzo, leonessa nell’anima.
Il nuovo First 30 merita l’European Yacht of the Year Award per più di un motivo. È, non da ultimo, di gran lunga la vincitrice più accessibile della selezione 2026, con un prezzo base inferiore a 120.000 euro tasse inclusa. Il bestseller di Bénéteau è anche un brillante esempio di come risparmiare peso ed evitare complessità pur offrendo più di una semplice disposizione di base. La dinette, con schienali inclinati e buon supporto per le gambe, è migliore di quella di molte barche da crociera, anche di dimensioni maggiori. Ma tutto questo non è il cuore di una barca performance. Quindi andiamo a vela. Purtroppo abbiamo trovato un tipico scenario novembrino nel Mare del Nord al largo di IJmuiden: grigio, freddo, poco invitante. Ma il First 30 ha affrontato senza problemi 16-25 nodi di vento e onde impegnative: con meno di 3,2 tonnellate di dislocamento a vuoto e una zavorra non eccessiva, si è dimostrata rassicurantemente rigida a 20-25 gradi di sbandamento. Di bolina, i due timoni permettono di posizionarla a piacere, anche sovrainvelata con randa piena. E con spi asimmetrico o Code Zero l’emozione cresce insieme ai numeri sul log. Passa alla planata con tale naturalezza che la velocità sembra quasi normale. E in effetti lo è, grazie a una delle carene più moderne oggi sul mercato. Sam Manuard, l’architetto, ha portato sul First 30 tutta l’esperienza maturata in Classe Mini e Class 40. Si può quasi definirla una sorella della nuova Pogo RC: non altrettanto esplosiva, certo, ma con un interno molto più spazioso e piacevole. E a metà prezzo.

Scheda tecnica
Lunghezza fuori tutto m 10,33
Lunghezza scafo m 9,35
Lunghezza al galleggiamento m 8,75
Larghezza m 2,99
Dislocamento a vuoto kg 3.040
Zavorra chiglia std kg 1.070
Pescaggio std/opt m 1,98/1,68
Zavorra chiglia opt kg 1.320
Motore Yanmar 14 cv
Carburante lt 40
Acqua lt 100
Omologazione CE A/4-B/6
Superficie velica bolina mq 54,7
Superficie velica lasco mq 127,7
Randa mq 28,2
Fiocco mq 26,5
Architettura navale Samuel Manuard
Design Lorenzo Argento
Structural engineering Pure Design & Engineering
Interior design Sito
Concept and R&D Bénéteau/Seascape

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