Project Auralia: il 50 m ibrido di Gloss Design nato da piattaforma navale militare
Tempi di costruzione dimezzati e volumi sotto le 500 Gt. L’efficienza industriale e il rigore dell’automotive applicata al mondo dei superyacht

L’efficienza industriale applicata al ‘su misura’. È questa la chiave di lettura di Project Auralia, il nuovo concept di superyacht da 50 metri sviluppato da Gloss Design, studio fondato nel 2005 dall’architetto Stefano Carugno. Il progetto nasce dalla volontà di trasferire nel settore nautico metodologie tipiche dell’automotive – campo in cui lo studio vanta collaborazioni con brand importanti – puntando su una razionalizzazione dei processi costruttivi senza rinunciare alla qualità del design.
Il tratto distintivo di Auralia risiede nella sua genesi tecnica: il concept non è stato sviluppato da zero, ma ingegnerizzato sulla base di una piattaforma navale esistente, derivata da uno scafo già testato per una serie di motopattugliatori ad alte prestazioni destinati a una commessa in Medio Oriente.
L’utilizzo di uno scafo nato per impieghi operativi gravosi offre garanzie immediate in termini di tenuta al mare e affidabilità, ma il vero vantaggio è industriale: questa strategia consente di ridurre i tempi di sviluppo e costruzione fino al 50% rispetto a un progetto custom convenzionale. L’architettura navale è stata ottimizzata per mantenere l’imbarcazione al di sotto della soglia delle 500 Gross Tonnage per contenere i costi di gestione operativa e semplificare gli aspetti normativi.
Dal punto di vista stilistico, l’impronta di Gloss Design emerge nell’uso della modellazione 3D “Class-A”, tecnica mutuata dal car design per la definizione di superfici complesse e prive di imperfezioni. Il profilo di Auralia appare essenziale e scolpito, con un controllo formale delle linee teso a restituire equilibrio visivo da ogni angolazione.
Il layout interno si sviluppa su tre ponti, con una configurazione pensata per massimizzare la privacy dell’armatore e la vivibilità degli spazi comuni. Il main deck ospita il salone principale e l’appartamento armatoriale. Quest’ultimo è concepito come un’area indipendente, dotata di ufficio, dressing room e una mini-spa privata. Gli spazi esterni del ponte offrono una piscina di grandi dimensioni e aree lounge. Il lower deck, oltre alla zona equipaggio, accoglie quattro cabine matrimoniali per gli ospiti. A poppa si trova il beach club con sauna, bagno turco e accesso al mare, adiacente al garage in grado di ospitare un tender da 7,5 metri. I ponti superiori sono dedicati alla convivialità, con aree dining all’aperto e una seconda vasca idromassaggio sul sun deck.
Sotto il profilo tecnico, Auralia integra un pacchetto propulsivo ibrido parallelo. La sala macchine ospita due motori diesel Man V12 da 2.000 cv abbinati a due unità elettriche da 300 kW e a un pacco batterie da 470 kWh. Il sistema è supportato da quattro generatori da 130 kW e permette diverse modalità di utilizzo: dalla navigazione tradizionale al “Zero Emissions mode” per l’ingresso in aree marine protette, fino alla gestione del carico alberghiero tramite batterie, eliminando rumore ed emissioni durante le soste in rada.
“Con Auralia abbiamo voluto dimostrare come un progetto di superyacht possa nascere da una piattaforma tecnica già collaudata e trasformarsi in un prodotto evoluto, efficiente e orientato all’esperienza dell’armatore” – spiega l’architetto Stefano Carugno, aggiungendo: “L’integrazione del sistema ibrido non è solo una scelta tecnologica, ma un elemento progettuale che migliora comfort, autonomia e qualità della vita a bordo, permettendo una navigazione più silenziosa e sostenibile, soprattutto in prossimità della costa.”
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