Tisg fa causa a Revtom per il blocco delle vendite Perini Navi dopo il naufragio del Bayesian
Il cantiere contesta all’equipaggio una serie di “negligenze operative critiche” in violazione delle procedure in caso di “heavy weather” e chiede un risarcimento di 456 milioni di euro

Non è solo una questione di responsabilità civile, ma di sopravvivenza commerciale di un piano industriale da un miliardo di euro. La strategia legale di The Italian Sea Group, gruppo guidato da Giovanni Costantino, ha visto quantificare in 456 milioni di euro il danno subito dal blocco delle vendite del marchio Perini Navi seguito al disastro di Porticello.
L’azione legale contro Revtom, la holding armatrice controllata da Angela Bacares, vedova di Mike Lynch, che cita in solido anche il comandante James Cutfield e i membri dell’equipaggio Timothy Eaton e Matthew Griffiths, anticipata dal The Telegraph, e basata su documenti depositati a Termini Imerese, costruisce una linea di difesa che sposta il focus dall’architettura navale alle procedure operative di bordo dell’equipaggio.
Tisg nella sua tesi ribadisce l’assoluta integrità strutturale dello sloop di 56 metri, definendolo tecnicamente “inaffondabile” qualora gestito secondo i manuali di stabilità. Il cantiere contesta all’equipaggio una serie di “negligenze operative critiche” in violazione delle procedure di heavy weather, quali: la mancata chiusura delle aperture, sostenendo che portelloni e aperture laterali fossero aperti, compromettendo i punti di allagamento e accelerando l’ingresso d’acqua durante lo sbandamento; la gestione della deriva retrattile, in quanto questa non sarebbe stata abbassata – operazione che avrebbe massimizzato il momento raddrizzante della nave – riducendo drasticamente la stabilità in condizioni di burrasca, e infine la mancata preparazione dell’assetto nave nonostante i bollettini avversi.
Su queste basi, Tisg invoca la responsabilità civile dell’armatore, Revtom, per le azioni dei propri dipendenti, “in linea con i principi di responsabilità vicaria e gestione della sicurezza”.
La difesa di Revtom, supportata dalle indiscrezioni sui rilievi preliminari del Marine Accident Investigation Branch del Regno Unito, composta dai legali della famiglia Lynch e gli investigatori britannici, starebbe valutando l’ipotesi di “vulnerabilità intrinseche” nel design, sconosciute all’equipaggio stesso. L’attenzione tecnica si concentra sull’albero in alluminio di 75 metri, elemento distintivo del Bayesian. Secondo questa tesi, l’imponente rig (tra i più alti del mondo) potrebbe aver influenzato il centro di gravità e la curva di stabilità statica e dinamica in modo critico, rendendo l’imbarcazione meno tollerante agli sbandamenti estremi rispetto ad altri design, indipendentemente dalla configurazione della chiglia.
La quantificazione del danno, definito in 456 milioni di euro, è strettamente legata al piano industriale di Tisg: il gruppo, che ha acquisito il brand Perini Navi dal fallimento nel 2021, aveva proiettato vendite per circa 1 miliardo di euro entro il 2028, puntando sul rilancio dello storico marchio velico. Nell’atto, riporta il quotidiano britannico, si evidenzia come, dall’agosto 2024, il segmento vela del gruppo abbia subito un arresto totale, riscontrabile in nessun nuovo ordine per yacht a vela a marchio Perini, nell’interruzione delle trattative in corso con broker internazionali e armatori, nel danno reputazionale diretto sul brand Perini – che era stato appena reintegrato nel portafoglio del gruppo – e nell’impatto sul titolo Tisg sui mercati finanziari.
Mentre la Procura prosegue le indagini penali per naufragio e omicidio colposo, la causa civile si preannuncia come una battaglia di perizie navali tra i massimi esperti, a livello globale, di stabilità e fluidodinamica.
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