Scalate di peso nel capitale di Ferretti in vista del prossimo Consiglio d’amministrazione
Kkcg prova a raggiungere il 29,9% con un’Opa parziale, mentre i cinesi raggranellano azioni in vista dell’assemblea per il nuovo vertice

Con l’approvazione del bilancio dell’esercizio chiuso lo scorso 2025 arriverà a scadenza il consiglio d’amministrazione di Ferretti Spa e i movimenti degli azionisti più ‘pesanti’ del cantiere nautico evidenziano la volontà di cambiare gli assetti in essere.
Con una nota formale Kkcg Maritime, società facente capo all’imprenditore ceco Karel Komárek, ha annunciato “il lancio di un’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria avente a oggetto un massimo di 52.132.861 azioni di Ferretti S.p.A., con l’obiettivo di aumentare la propria partecipazione dal 14,5% al 29,9% del capitale sociale di Ferretti. Al completamento dell’offerta, Kkcg Maritime intende esercitare i diritti di voto, come incrementati a seguito dell’offerta pubblica di acquisto parziale volontaria, a sostegno dell’elezione dei candidati al Consiglio di Amministrazione che proporrà nel contesto della prossima assemblea degli azionisti di Ferretti”.
L’offerta non è finalizzata al delisting delle azioni Ferretti e, in ogni caso, non porterà Kkcg Maritime a superare la soglia del 30% – che farebbe sorgere l’obbligo di promuovere un’offerta pubblica di acquisto obbligatoria, ai sensi della normativa italiana e di quella di Hong Kong.
Karel Komárek, fondatore e presidente del consiglio di amministrazione di Kkcg, ha commentato: “Questa offerta riflette l’ambizione di rafforzare il nostro investimento a lungo termine in Ferretti e di contribuirne alla crescita e allo sviluppo futuri. La nostra comprovata esperienza nella creazione di valore si basa su un approccio di investimento attivo, incentrato su una governance partecipativa, un team di gestione esperto e un impegno strategico a lungo termine: faremo leva sulla nostra esperienza consolidata per sostenere le opportunità di crescita organica e inorganica di Ferretti nell’attuale dinamica globale del settore”.
In base ai termini dell’offerta, gli azionisti aderenti riceveranno €3,50 per azione in denaro su base cum-dividendo. Il corrispettivo rappresenta un premio del 21,3% rispetto al prezzo ufficiale undisturbed delll’11 dicembre 2025 su Euronext Milan (ovvero l’ultimo giorno di negoziazione prima dell’inizio della recente serie di acquisizioni di azioni da parte del maggiore azionista di Ferretti) e del 21,9% rispetto al prezzo di chiusura undisturbed sulla Borsa di Hong Kong nella stessa data. Il controvalore massimo complessivo dell’offerta ammonta a €182.465.014. Qualora il numero di azioni portate in adesione superasse il numero massimo oggetto dell’offerta, il riparto avverrà secondo un criterio proporzionale, con Kkcg Maritime che acquisterà da ciascun azionista aderente la stessa percentuale di azioni portate in adesione.
Come accennato nella nota di Kkcg, l’iniziativa del fondo ceco va in parallelo a quella dell’azionista principale, Weichai Group, che dal 12 dicembre ha concluso una serie di acquisizioni che l’ha portata a superare il 38,2% del capitale, facendo guadagnare al titolo un 30% dall’inizio degli acquisti (la scorsa settimana s’è chiusa a 3,64 euro ad azione).
Come ha scritto Milano Finanza, “che vi siano attriti tra l’azionista cinese e il management del gruppo, guidato dall’amministratore delegato Alberto Galassi, non è un mistero: la proprietà asiatica che soffre la marginalizzazione dei propri rappresentanti nei processi decisionali dell’azienda. A tal riguardo, nel corso del 2025 il board ha già visto integrazioni e rimpasti, tra cui la nomina di Hao Qinggui come nuovo presidente (agosto 2025) e l’avvicendamento di alcuni consiglieri in sostituzione di membri dimissionari per sopraggiunti limiti di età”.
L’attuale cda del gruppo è formato da nove membri, di cui sei di espressione della proprietà asiatica. Gli altri membri del cda sono l’ad Galassi, l’amministratore e presidente non esecutivo Piero Ferrari e l’amministratore indipendente non esecutivo Stefano Dominicali. Con la serie di acquisti dell’ultimo mese, gli azionisti di controllo stanno puntellando la loro partecipazione, probabilmente per disinnescare la possibile presentazione (a margine dell’assemblea degli azionisti) di un’eventuale lista di minoranza per il rinnovo del cda.
Oltre a Kkcg, secondo azionista della compagine, rilevanti sono le quote degli italiani, (l’imprenditore Danilo Iervolino con un 5,2% circa, Piero Ferrari con un 4,63% e la famiglia Bombassei con un 2% circa). Ci sono poi una ventina di fondi istituzionali che formano una quota aggregata di circa il 14%. Tutti azionisti che potrebbero voler dire la loro in assemblea. Sempre che i cinesi non salgano prima sopra il 50%.
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