Cnb consegna tre scafi da 50 metri a Cantiere delle Marche in meno di due settimane
La complessa operazione è stata portata a termine durante il periodo festivo con la regia del gruppo Cpn ed ha avuto come protagonisti i siti produttivi di Trieste e Marghera

Quasi centocinquanta metri lineari di superyacht movimentati via mare e consegnati “chiavi in mano” per l’allestimento finale nel giro di quindici giorni. È questo il bilancio con cui si è conclusa l’operazione di Cnb Scarl (società consortile controllata da Cpn Srl della famiglia Belardinelli), svoltasi tra il 18 e il 29 dicembre del 2025. L’intervento ha visto il trasferimento di tre scafi pre-allestiti, uno di 43 metri e gli altri due di 50 metri di lunghezza, dai siti di costruzione di Trieste e Marghera fino all’hub di Cantiere delle Marche ad Ancona.
L’operazione, come spiega il presidente di Cnb Gianluca Fenucci a SUPER YACHT 24, “è stata definita nei dettagli con un anticipo rigoroso per far fronte alle incognite meteorologiche invernali ed evidenzia la capacità di programmazione della filiera nautica adriatica”. La regia dell’intera commessa è stata curata da Cnb Scarl, sotto la guida di Cristiana e Massimo Belardinelli e con il coordinamento operativo dello stesso Fenucci, rispettando una tabella di marcia serrata: l’obiettivo era consegnare i tre manufatti durante la chiusura festiva per permettere alle squadre di allestimento di CdM di trovare gli scafi pronti in cantiere alla riapertura di gennaio.
La complessità dell’intervento non ha riguardato solo la costruzione – svolta in stretta collaborazione con il team tecnico di Cantiere delle Marche e durata circa 10-11 mesi per le carpenterie metalliche e i preallestimenti – ma soprattutto la logistica del trasporto via mare. Il primo scafo, proveniente dal sito di Trieste gestito presso il partner logistico SeaDock (Gruppo Samer), è stato consegnato il 18 dicembre. La seconda tranche, logisticamente più articolata, ha riguardato due scafi da 50 metri costruiti a Marghera presso il partner Idromacchine, consegnati in contemporanea il 29 dicembre.
Le modalità di trasferimento hanno richiesto soluzioni tecniche differenti, affidate per il coordinamento nautico all’ingegner Massimo Magrini che si è avvalso della società di trasporti speciali maltese Med Towage and Transport Service Ltd. Per la partenza da Trieste, lo scafo di 43 metri della linea Deep Blue 141 di CdM, è stato prelevato dal capannone e posizionato dalla società Pasquinelli (partner storico per la movimentazione a terra) sui carrelli: sugli stessi supporti, l’unità è stata imbarcata direttamente su una barge autopropulsa. Giunta alla banchina di Ancona, la chiatta si è allineata al molo per permettere ai carrelli di sbarcare e trasportare lo scafo fino ai capannoni di Cantieri delle Marche.
Diversa la procedura da Marghera: l’operazione ha visto i due scafi (due 50 metri appartenente alla linea Flexeplorer 165 CdM) caricati e fissati staticamente su un’unica barge. All’arrivo ad Ancona, i carrelli della Pasquinelli attendevano in banchina per prelevare le unità una alla volta. Una volta messe in sicurezza sui carrelli, le imbarcazioni sono state infine trasferite all’interno del cantiere.
Il modello di business si basa dunque su un partenariato stretto tra costruttore e fornitori. Cnb Scarl e Cpn Srl hanno agito come capofila, coordinando una rete di imprese specializzate: per la fase produttiva il gruppo si è avvalso della collaborazione di Apolide SpA, Fma ed Fm, mentre la logistica integrata terra-mare ha visto la sinergia tra Pasquinelli, Idromacchine, il Gruppo Samer e l’ingegner Magrini.
“L’obiettivo raggiunto non è solo numerico, ma strategico – ha concluso Fenucci – perché dimostra l’affidabilità di un sistema produttivo capace di gestire picchi di lavoro e complessità logistiche anche in periodi critici dell’anno, garantendo al committente continuità operativa senza tempi morti”. Attualmente, Cnb Scarl ha già avviato le lavorazioni per un nuovo 50 metri a Trieste e sta gestendo altri sette progetti di varie dimensioni a Marghera, destinati principalmente a CdM e al Gruppo Ferretti oltre che ad altre primarie realtà della cantieristica italiana.
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