Superyacht 2025: volumi di vendita da record, tra eccellenza tecnica italiana e trattative private
Con 442 transazioni registrate il settore supera i livelli del 2024 trainato da brand italiani tra cui Admiral, Benetti e Sanlorenzo. Rumors svelano però un mercato parallelo di gigayacht scambiati nel massimo riserbo
Il 2025 si chiude confermando l’anno straordinario per il mercato del brokeraggio nautico, caratterizzato da un’attività che ha eclissato i risultati del biennio passato. Stando alle rilevazioni di Boat International, il settore ha registrato ben 442 transazioni, un netto incremento rispetto alle 392 unità del 2024 e alle 429 del 2023. Nonostante il panorama internazionale abbia visto protagonisti colossi come il Breakthrough di Feadship — un gigayacht da 118,8 metri spinto da un pionieristico sistema a idrogeno — e il Project Omega di Lürssen da 122,5 metri, è la cantieristica italiana a dominare la scena per qualità ingegneristica e tenuta del valore nel tempo.
Nel segmento dei grandi yacht Made in Italy, The Italian Sea Group ha giocato un ruolo di primo piano con il brand Admiral. Particolarmente significativa è la vendita del 72 metri No Rush (precedentemente noto come Admiral Armani), uno scafo dislocante custom in acciaio e alluminio che si distingue per soluzioni architettoniche audaci. Oltre alla peculiare livrea oro satinato, l’imbarcazione vanta una complessa “terrazza sospesa” sul ponte superiore e vetrate a tutta altezza, elementi che fondono interno ed esterno in un unicum strutturale. Sempre sotto l’egida Admiral si segnala il successo commerciale del Project Primo (73 metri), atteso per il 2027: il progetto rivisita la piattaforma tecnica della serie C-Force eliminando i passavanti laterali per lasciare spazio a pannelli vetrati a doppia altezza, massimizzando così la luminosità e i volumi interni e vista ininterrotta sul mare.
Anche Benetti conferma la sua leadership, dimostrando un’eccezionale solidità sul mercato secondario. La transazione più elevata in termini di richiesta ha riguardato l’Artisan, un 65 metri passato di mano a fronte di un prezzo di listino di 59,75 milioni di euro; lo yacht è apprezzato tecnicamente per la sua prua verticale, il lungo ponte di prua e per una distribuzione degli spazi interna non convenzionale. Di rilievo anche la vendita del Benetti Seanna (64,5 metri) del 2023, quotato 49,5 milioni, celebre per l’area gym ricavata a livello del mare nella struttura poppiera, e del 50 metri Lumiere (già Legasea), ceduto con una richiesta di 38 milioni. Quest’ultimo incarna il successo ingegneristico della serie B.Now 50 grazie all’Oasis Deck, il sistema di murate abbattibili che trasforma la poppa in una vasta piattaforma balneare.
La tradizione della costruzione custom trova conferma nei risultati di Codecasa. L’ammiraglia del cantiere, il 65 metri Eternity (richiesta di 35 milioni di euro), ha provato come un refitting mirato possa preservare l’attrattiva tecnica di uno scafo varato nel 2010. Al contempo, il My Legacy (56 metri), venduto per 36 milioni, ha risposto alla domanda di chi cerca l’affidabilità di una piattaforma navale moderna vestita di un lusso classico.
Non è mancata l’attenzione per le prestazioni e l’esplorazione a lungo raggio. Il Gruppo Overmarine ha finalizzato la vendita del Goldeneye, un Mangusta GranSport 54 in alluminio (richiesta di 32 milioni), che coniuga l’autonomia transoceanica con velocità superiori alla media dei dislocanti. Sul fronte explorer, Sanlorenzo ha visto il successo del 47 metri M del 2024, della serie 500Exp, venduto per circa 29,9 milioni di euro: un mezzo progettato per l’avventura, dotato di un ponte di poppa strutturato per accogliere sommergibili e tender di grandi dimensioni oltre che per il relax degli ospiti e beach club.
Tuttavia, le cifre ufficiali potrebbero rappresentare solo la punta dell’iceberg. Come riportato da Boat International, voci indiscrete sostengono che altri superyacht abbiano cambiato proprietario nel 2025. Sebbene la testata riporti solo transazioni di intermediazione confermate, si vocifera ampiamente negli ambienti del settore che diversi yacht di alto profilo siano passati di mano quest’anno attraverso accordi riservati e fuori mercato, il cui prezzo è sconosciuto, inclusi yacht che sono stati messi all’asta. Poiché si ritiene che queste transazioni siano avvenute privatamente e fuori mercato, i dettagli rimangono strettamente riservati. Tra questi yacht figurano il Lürssen Flying Fox di 136 metri, il Lürssen Ahpo di 115,1 metri, il Lürssen Amadea di 106,1 metri, l’Oceanco Batello di 80 metri, l’Ihc Verschure Legend di 77,4 metri, il Piriou Yersin di 76,6 metri, l’Admiral Planet Nine di 73,2 metri e l’Aes Yacht Ice di 68 metri.
Nella foto in evidenza: Mangusta 54 Goldeneye
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