Oasis, il megayacht di Sabrina Benetton, tra riassetto societario e ingegneria italiana
Dalla costituzione della “Oasis Global Yacht” per la gestione dell’asset da 36 milioni di euro, alla metamorfosi tecnica curata dai cantieri Lusben. Storia e dettagli del 63 metri appartenuto al vertice di Google

La gestione dei grandi patrimoni familiari si affida sempre più spesso a veicoli societari dedicati, strumenti indispensabili per garantire efficienza fiscale e protezione ai beni di lusso. In questo scenario si inserisce la recente strategia di Sabrina Benetton: l’imprenditrice, figlia di Gilberto Benetton, ha finalizzato la costituzione della Oasis Global Yacht, una società semplice creata ad hoc per la gestione accentrata del suo superyacht.
Come riportato dalla stampa specializzata, la nuova struttura societaria vede Sabrina Benetton detenere il 99% delle quote, mentre il restante 1% è intestato al marito, Ermanno Boffa. L’operazione si distingue per una particolare ingegneria contabile: è stato varato un aumento di capitale dal valore nominale di soli 10.000 euro (sottoscritti per 9.900 euro dalla Benetton e per 100 euro dal coniuge), liberato non tramite versamento di denaro, bensì attraverso il conferimento dell’intera proprietà della nave “Oasis 1”.
Poiché il valore periziato dell’imbarcazione ammonta a 35,9 milioni di euro — cifra enormemente superiore alla quota nominale sottoscritta — la quasi totalità dell’importo è stata iscritta a bilancio come “riserva”. Una mossa strategica che permette di patrimonializzare la società e gestire con trasparenza un asset che comporta costi operativi importanti, stimati intorno ai 4 milioni di euro annui.
Il valore dell’imbarcazione riflette non solo quello della costruzione originale, ma anche un recente intervento di valorizzazione. Varato nel 2006 dal cantiere tedesco Lürssen con una lunghezza originaria di 59 metri, lo yacht è stato affidato nel 2021 alle cure di Lusben, la divisione refit del Gruppo Azimut-Benetti. Presso il cantiere di Livorno, l’unità è stata sottoposta a un intervento durato quasi sei mesi che ne ha trasformato radicalmente il profilo, estendendo la lunghezza fuori tutto a 63 metri.
Il progetto non ha riguardato solo l’aspetto estetico, ma soprattutto quello strutturale. Il focus ha riguardato l’ampliamento della piattaforma di poppa per creare un beach club spazioso e conviviale, perfettamente integrato con il mare, oltre al rifacimento dei ponti in teak e all’inserimento di una sezione centrale vetrata per massimizzare la vista panoramica. Sotto il profilo delle performance, il risultato ingegneristico è stato certificato dalle prove in mare post-lavori: i tecnici hanno registrato un “netto miglioramento sia in termini di velocità che di consumi”, superando persino le aspettative dei test idrodinamici effettuati in vasca nei Paesi Bassi. Spinto da una doppia motorizzazione Caterpillar, oggi Oasis combina l’efficienza di uno scafo moderno con la capacità di accogliere 12 ospiti e 15 membri dell’equipaggio.
Prima di entrare nel patrimonio della famiglia Benetton, acquistato da Gilberto nel 2017, lo yacht era appartenuto per oltre un decennio ad Eric Schmidt, ex amministratore e presidente esecutivo di Google. Il manager statunitense, dopo aver ceduto l’Oasis, ha continuato a investire in asset navali sempre più imponenti, divenendo successivamente armatore di Alfa Nero, il famoso superyacht che da alcuni anni compare nelle cronache per le complesse vicende legali che lo hanno visto bloccato ad Antigua.
C.G.
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