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In Gallura record di presenze: 3.114 yacht unici censiti nell’estate 2025

I dati Pelagus della Guardia Costiera analizzati dal Cipnes Gallura certificano 347 superyacht per un valore complessivo di 21,1 miliardi di dollari, con armatori provenienti da 51 Paesi

di REDAZIONE SUPER YACHT 24
15 Dicembre 2025
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Livio Fideli

La Gallura si conferma nel 2025 come primaria destinazione nel Mediterraneo per i superyacht: nella stagione estiva 2025 (giugno–settembre), nel tratto di costa compreso dalla Costa Smeralda all’Arcipelago della Maddalena, da Santa Teresa Gallura a San Teodoro, il si­stema Pelagus della Guardia Costiera ha rilevato 3.114 yacht unici, con una crescita del +15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Tra questi, sono stati identificati e profilati 347 superyacht per un valore comples­sivo stimato in 21,1 miliardi di dollari (fonte: Supe­ryachtfan). Ancora più significativo è il profilo degli armatori: i proprietari, provenienti da 51 Paesi, presentano un patrimonio personale aggregato di circa 2.000 miliardi di dollari (fonte: Forbes), un valore paragonabile al Pil dell’Italia.

Sono i risultati che emergono dal secondo studio sulle presenze dei superyacht in Gallura, elaborato dal Cipnes Gallura attraverso il proprio Centro Studi, in collaborazione con UniOlbia e con la Dire­zione Marittima del Nord Sardegna, e presentato a Milano ne­gli spazi Insula – hub di promozione dell’agri­food della Sardegna – venerdì 12 di­cembre, davanti a un pubblico di investitori nazionali e internazionali. L’analisi fa parte della convenzione firmata dal Cipnes con l’assessorato alla Programmazione della Regione Sardegna, il Centro Regionale di Programmazione e l’assessorato all’Industria della Regione Sardegna per l’internazionalizzazione dell’industria nautica sarda.

a ricerca si distingue come un unicum a livello europeo per la sua metodologia scientifica e multi­livello, sviluppata grazie al protocollo di collaborazione tra Cipnes Gallura e Direzione Marittima del Nord Sardegna. Per la prima volta un ente pub­blico territoriale utilizza in modo sistematico un flusso di dati istituzionali certificati, integrandolo con piattaforme internazionali, per misurare con rigore la domanda nau­tica di alta gamma su scala regionale.

«Lo studio combina tre livelli di analisi complementari – è la spiegazione del Cipnes Gallura –. Primo: estraiamo i dati Pelagus della Guardia Costiera, che identificano le imbarcazioni tramite il co­dice Mmsi (Maritime mobile service iden­tity) e che consentono di conteggiare esclusivamente i pleasure craft, evitando sovrapposizioni con il traffico commerciale. Secondo: analizziamo il database internazionale del sito specializzato Superya­chtFan, uti­lizzato per l’identificazione puntuale dei superyacht – nome, lun­ghezza, valore, cantiere e proprietà – e per la stima del valore economico comples­sivo della flotta. Infine utilizziamo le valutazioni delle liste Forbes, impie­gate per stimare la ricchezza associata ai proprietari dei superyacht noti presenti in Gallura, ricostruendo così la dimensione finanziaria globale collegata alle presenze dei supe­ryacht nel nord est della Sardegna».

L’analisi copre il periodo giugno–settembre 2025 e sette aree strategiche del litorale gallurese: Santa Teresa – Bocche di Bonifacio; Arcipelago di La Maddalena; Canni­gione – Golfo di Arza­chena – Baja Sardinia; Costa Smeralda (Liscia di Vacca – Porto Cervo – Cala di Volpe); Porto Ro­tondo – Golfo Aranci; Olbia; Isola di Tavolara – San Teodoro. Il Centro Studi del Cipnes ha effettuato estrazioni mensili dal sistema Pelagus per misurare la pre­senza reale dei superyacht nel territorio. Per garantire la massima affidabilità statistica vengono con­teggiati solo gli Mmsi unici: ogni imbar­cazione viene registrata una sola volta, mese per mese, anche se si spo­sta tra più aree o permane per periodi prolungati in rada. Nel 2025 gli M,si unici rilevati sono stati 3.114, con un incremento del +15,8% rispetto allo stesso periodo del 2024. Successivamente, il Centro Studi del Cipnes Gallura ha incrociato gli Mmsi rilevati con il portale internazionale SuperyachtFan.com, così da attribuire a ciascuna imbar­cazione identificata il nome del proprietario e la relativa nazionalità, il valore stimato del superyacht, la lunghezza e il cantiere costruttore. Attraverso questo processo sono stati identificati 347 superyacht noti per un valore complessivo di di 21,1 miliardi di dol­lari.

I proprietari dei 347 superyacht identificati provengono da 51 Paesi. I primi 10 Paesi sono: Stati Uniti (72 proprietari), Regno Unito (36), Italia (33), Russia (20), Germa­nia (19), Paesi Bassi (16), Arabia Saudita (13), Francia (13), Svizzera (11), Emirati Arabi Uniti (10). Oltre la metà dei proprietari arriva dall’Europa (Ue e Regno Unito e Svizzera). Utilizzando le stime patrimoniali pubblicate da Forbes, il Centro Studi del Cipnes ha ricostruito il patrimonio netto dei proprietari dei 347 superyacht identificati. Questo ha consentito di valu­tare la dimensione finanziaria potenziale che interagisce con il territorio gallurese e di stimare l’im­patto economico che anche una quota marginale di questi capitali potrebbe generare qualora venisse inve­stita in Sardegna.
Il patrimonio aggregato dei proprietari dei superyacht è pari a 2 mila miliardi di dol­lari. I primi 10 Paesi sono Stati Uniti (794,7 miliardi di dollari), seguiti da Emirati Arabi Uniti (457,2 miliardi), Francia (187,6 mi­liardi), Spagna (132,8 miliardi), Italia (72,43 miliardi), Regno Unito (64,5 miliardi), Svizzera (33,6 miliardi), Russia (32,3 miliardi), Arabia Saudita (21,5 miliardi), Germania (20,7 miliardi). Questi dati con­fer­mano che Costa Smeralda e Gallura rappresentano oggi una delle maggiori con­centra­zioni di ric­chezza privata del Mediterraneo, con un potenziale rilevante per lo sviluppo di investi­menti e nuove filiere produttive collegate all’industria nautica della Sardegna.

Tra i 347 superyacht identificati nella stagione 2025 nella Gallura marittima, il Made in Italy con­ferma la propria forza industriale: gli yacht prodotti da cantieri italiani sono 113 (32,6% del totale), seguiti da quelli dei Paesi Bassi con 88 (25,4%) e della Germania con 38 (11,0%). Insieme, questi tre Paesi rappresentano il 69% dell’intera flotta rilevata, delineando la triade che oggi domina la cantieristica mondiale di alta gamma. Feadship (Paesi Bassi, 44 superya­cht), Benetti (Italia, 24) e Lürssen (Germa­nia, 23) sono i tre principali costruttori presenti in Gallura nel 2025.

A comple­tare questo quadro, va ricordato che una quota significativa dell’ecosistema che accompa­gna i supe­ryacht – in particolare i tender e i RIB utilizzati come mezzi di supporto – è anch’essa frutto della produzione italiana, con una presenza rilevante di cantieri attivi in Sar­degna.

In questo scenario, si consolida anche il ruolo della Sardegna come piattaforma di servizi avanzati per i superyacht: secondo lo studio Cipnes–UniOlbia del 2025, il fat­turato complessivo delle aziende attive nell’isola nel refit, nelle riparazioni e nel ri­messaggio ha raggiunto 73.341.297 euro, un dato destinato a crescere con l’approva­zione dei nuovi progetti cantieristici previsti in Sardegna.

Tra i 113 yacht costruiti in Italia, spiccano i numeri dei principali cantieri: Benetti (24 superyacht rilevati in Gallura), Perini Navi (11), Sanlorenzo (10), Overmari­ne/Mangusta (9), Codecasa (7), CRN (7), Ba­glietto (5). Gli yacht Benetti censiti hanno un valore di 1,24 miliardi di dollari, Perini Navi 293 milioni e Sanlorenzo 288 milioni. I 113 superyacht costruiti in Italia presenti in Gallura appartengono a proprietari pro­venienti da 36 nazioni diverse. Questi i principali Paesi dei proprietari: Italia 22, Re­gno Unito 11, Germania 9, Fran­cia 7, Paesi Bassi 5, Monaco 5, Stati Uniti 5, Arabia Saudita 4, Emirati Arabi Uniti 4, Messico 4. Questo dato che conferma la straordina­ria attrattività globale della cantieristica italiana, scelta da una clientela alto-spen­dente e internazionale per qualità costruttiva, design e affidabilità.

Se si osserva il valore economico complessivo degli yacht presenti, emerge con chia­rezza il primato olandese: i superyacht costruiti nei Paesi Bassi raggiungono un va­lore stimato di Paesi Bassi 6,6 mi­liardi di dollari, seguiti da quelli di Germania 6,3 miliardi e Italia 3,9 miliardi. Sul piano delle dimensioni medie, i superyacht tedeschi presenti in Gallura raggiun­gono 85,8 metri, seguiti da Paesi Bassi con 64,3 metri e Italia con 51,8 metri. La Germania domina il segmento dei giga yacht oltre i 90 metri, mentre Paesi Bassi e Italia presi­diano in modo complementare la fascia 40–80 metri, che rappresenta oggi il cuore della domanda globale.

Lo studio nasce nell’ambito del piano triennale di internazionalizzazione dell’indu­stria nautica, ap­provato e finanziato dagli Assessorati alla Programmazione e all’In­dustria della Regione Sardegna, di cui il Cipnes è soggetto attuatore. La ricerca forni­sce strumenti scientifici e dati comparabili per rafforzare la competitività della cantie­ristica e dei servizi avanzati, sostenere lo sviluppo dell’econo­mia del mare, attrarre investimenti esteri in Sardegna e sviluppare il progetto del biometanolo a Olbia. L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio accordo strategico che ha portato all’at­tivazione del corso di laurea in Ingegneria Navale in Sardegna, offerto nella sede di Olbia dall’Università di Ca­gliari con il supporto del Consorzio UniOlbia, il sostegno finanziario della Regione Sardegna e il sostegno del Comune di Olbia. Il corso, nato su richiesta dell’industria nautica regionale, ha l’obiet­tivo di formare nel cuore del Mediterraneo professionisti altamente qualificati per un settore in cui l’Italia detiene la leadership mondiale.

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