Cameli (Talenti): “I cantieri chiedono affidabilità, qualità certificata e processi industriali”
Secondo il fondatore e a.d. dell’azienda, specializzata in arredo outdoor e nautico, la visione si fonda sull’impiego di materiali innovativi e processi evoluti, in grado di offrire resistenza, comfort ed estetica. Una combinazione che assicura prestazioni elevate e affidabilità nell’ambiente marino

Questo servizio è stato pubblicato per la prima volta nel numero 4-2025 del supplemento Yacht Upstream disponibile a questo link
Fondatore e a.d. di Talenti, Fabrizio Cameli ha trasformato la sua passione per il mare e per l’arredo outdoor in un progetto imprenditoriale riconosciuto a livello internazionale. Cameli racconta un percorso in cui estetica, innovazione e funzionalità si fondono condividendo con SUPER YACHT 24 la sua visione del design nautico, l’evoluzione del settore e il valore di un made in Italy che unisce tradizione e ricerca.
Quando è nato il suo amore per il mare e la nautica?
“L’amore per il mare ce l’ho da sempre, è qualcosa che fa parte di me. Fin da bambino ho avuto un legame fortissimo con l’acqua, con il senso di libertà che il mare ti regala. Ricordo benissimo le prime uscite con piccole imbarcazioni insieme a mio padre. Erano momenti semplici, ma sono quelli che ti segnano per sempre. Da lì è nato tutto: la passione, la curiosità e poi l’esigenza di vivere il mare in modo più completo”.
Essere imprenditore nell’arredo outdoor e nella nautica ha influenzato le scelte progettuali del suo yacht?
“Molto. Non potrei vivere uno spazio, nemmeno in mare, che non rispecchi la mia idea di comfort e di estetica. L’esperienza con Talenti mi ha sicuramente aiutato a essere molto esigente nella scelta degli spazi esterni, nella qualità dei materiali, nell’ergonomia e nello stile degli arredi. Volevo che la mia barca fosse una vera estensione del mio modo di vivere, con la stessa attenzione che metto nei progetti della mia azienda”.
Quali sono gli elementi irrinunciabili a bordo?
“Per me il comfort è fondamentale, ma deve essere discreto, elegante. Non possono mancare ampie zone lounge all’aperto, zone d’ombra ben studiate, divani comodi che ti fanno davvero venire voglia di vivere la barca a tutte le ore. Ovviamente grande attenzione anche alla tecnologia, che deve semplificare, non complicare. E poi gli spazi devono essere fluidi, funzionali, belli”.
Lavorando con i cantieri, quali sono le esigenze principali degli armatori?
“In questi anni, abbiamo lavorato con i più famosi armatori del mondo arredando imbarcazioni d’alta gamma prestigiose. Da Azimut-Benetti a Sanlorenzo, da Ferretti Group a Baglietto, da Tankoa Yachts a Sunreef, solo per citarne alcuni. Un bagaglio d’esperienza che ha rafforzato in noi l’idea che oggi gli armatori vogliono sempre di più unire estetica e funzionalità. Desiderano comfort, qualità dei materiali, ma anche qualcosa che li rappresenti, che racconti il loro stile. I cantieri, dal canto loro, cercano fornitori affidabili, che sappiano garantire prodotti belli ma anche certificati per la nautica, facili da gestire, leggeri, resistenti. Il dialogo è continuo e stimolante: è un mondo che chiede tantissimo, ma che ti restituisce molto in termini di soddisfazione”.
Talenti oggi è presente sia nel mondo del diporto sia in quello delle grandi navi. Come si affrontano due mercati così diversi?
“È vero, oggi lavoriamo sia per yacht privati, quindi progetti altamente personalizzati, sia per grandi navi da crociera, megayacht o navi da spedizione, dove le esigenze sono diverse ma altrettanto sfidanti. La forza di Talenti è proprio questa: essere un’azienda industriale, con processi certificati e una produzione affidabile, ma con una capacità sartoriale che ci permette di rispondere alle richieste più specifiche. Che si tratti del sundeck di un 30 metri o delle aree lounge di una nave da 200 metri, il nostro approccio non cambia: altissima qualità, attenzione ai dettagli e grande cura nella scelta dei materiali. Noi non scopriamo la nautica oggi e per questo abbiamo nel nostro portfolio case history di grande prestigio tra cui veri e propri gioielli galleggianti come Amer F100, Apreamare M88, Baglietto T52, Infinyto 90, Maiora 30 Walkaround e la Serenissima I. Il cliente, o il navigante, deve sentirsi come a casa e per farlo siamo in grado di assecondare e interpretare ogni esigenza”.
Come è nata la collezione nautica di Talenti?
“È nata in modo molto naturale. Da appassionato di nautica, mi rendevo conto che l’arredo outdoor per il mondo delle barche spesso non era all’altezza: o era troppo tecnico e freddo, o non abbastanza resistente. Da lì è nata l’idea di creare collezioni che unissero l’eleganza e il comfort dell’outdoor di alta gamma con le esigenze specifiche della nautica: leggerezza, resistenza alla salsedine, materiali performanti ma anche belli da vedere e da vivere. Le collezioni che riscuotono più successo nel settore, tra cui Riviera di Jean Philippe Nuel, vanno in questa direzione”.
A cosa è dovuto, secondo lei, il successo degli arredi Talenti anche nel mondo nautico?
“Semplice: qualità e durabilità. I nostri arredi non sono pensati solo per essere belli, ma per resistere davvero nel tempo. Parliamo di prodotti che devono affrontare sole, salsedine, vento, sbalzi termici… condizioni estreme. Tutto viene progettato per garantire la massima resistenza agli agenti atmosferici, senza rinunciare a leggerezza, comfort e design. E questo è esattamente quello che cercano sia gli armatori privati sia i grandi cantieri: la certezza di avere a bordo un prodotto affidabile, che non sia solo una scelta estetica, ma una vera garanzia di durata nel tempo. Inoltre, come suggerisce il nostro nome, ci circondiamo di “talenti” sia dal punto di vista della progettazione che della realizzazione. Nomi come Ludovica Serafini e Roberto Palomba, Marco Acerbis, Jean Philippe Nuel, Carlo Colombo, Ramon Esteve o Christophe Pillet, sono una garanzia di creatività e bellezza”.
Cosa rende apprezzata tra armatori ed equipaggi la regista Riviera?
“Credo che il suo successo derivi dall’unione di eleganza e funzionalità. A bordo di uno yacht ogni dettaglio deve essere studiato per ottimizzare gli spazi senza rinunciare al comfort, e la regista Riviera incarna perfettamente questa filosofia. È leggera, maneggevole, facile da riporre, ma al tempo stesso ha una presenza estetica che impreziosisce il ponte o il pozzetto. È un pezzo di design estremamente semplice nelle linee, e proprio questa purezza formale la rende versatile e senza tempo. Allo stesso tempo, i dettagli in pelle, cuciti con grande cura artigianale, aggiungono un tocco di esclusività e raffinatezza che non passa inosservato. Inoltre, la qualità dei materiali la rende resistente alla vita in mare, un aspetto fondamentale che gli armatori apprezzano moltissimo”.
Quali altre collezioni sono apprezzate e quali materiali fanno la differenza in un contesto marino?
“Riscuotono un grande successo i lettini e i divani delle collezioni Venice e Argo firmate da Ludovica Serafini + Roberto Palomba. La ragione è semplice: uniscono il massimo del comfort a un design raffinato, ma soprattutto impiegano materiali capaci di garantire prestazioni eccellenti in ambiente nautico. Un esempio è il legno Accoya, un’essenza che ha rivoluzionato il settore outdoor e che oggi trova un’applicazione ideale anche a bordo. L’Accoya nasce da un processo innovativo di acetilazione del legno che ne modifica la struttura a livello molecolare, rendendolo incredibilmente resistente all’umidità, all’acqua salata e agli agenti atmosferici. Questo significa che, anche in un contesto marino estremamente esigente, non si deforma, non si fessura e mantiene nel tempo le sue qualità estetiche e strutturali. Un altro grande vantaggio è la bassa manutenzione: rispetto ad altri legni, l’Accoya richiede pochissime attenzioni e conserva la sua bellezza senza bisogno di trattamenti costanti, un aspetto che armatori ed equipaggi apprezzano moltissimo. In più, è un materiale sostenibile, certificato e proveniente da foreste gestite responsabilmente, perfettamente in linea con una sensibilità green sempre più diffusa anche nel settore della nautica di lusso. Ecco perché prodotti come questi diventano non solo arredi eleganti e confortevoli, ma veri e propri investimenti di lunga durata per chi vive la barca come una seconda casa sul mare”.
Come vede il futuro dell’arredo outdoor nella nautica?
“Credo che il futuro sarà sempre più orientato alla sostenibilità, alla ricerca di materiali innovativi, performanti ma anche ecologici. Allo stesso tempo vedo una crescente richiesta di essenzialità, di design pulito, senza però rinunciare alla tecnologia che semplifica la vita a bordo. Il lusso oggi non è più ostentazione, ma qualità autentica, benessere e comfort”.
Ha un sogno nautico ancora nel cassetto?
“Sempre. Credo che chi ama il mare abbia sempre un sogno legato a una rotta da fare, a una barca da costruire, a un’esperienza diversa. Mi piacerebbe un giorno progettare uno yacht che sia la sintesi perfetta tra la mia visione di imprenditore dell’outdoor e la mia passione per il mare. Un progetto mio, sartoriale, cucito addosso come un abito su misura”.
Ha un itinerario del cuore?
“Sì, ho diversi luoghi dove torno sempre volentieri. Le Isole Baleari sicuramente, ma anche la Sardegna e le isole Pontine. Però più che il luogo, è il modo in cui vivi il mare che fa la differenza. Anche una rada dietro casa può diventare il posto più bello del mondo se la vivi con le persone giuste e nel modo giusto”.
Quali sono le sue esigenze quando si trova in porto?
“Per me è fondamentale trovare marina ben organizzate, sicure, con servizi di qualità, e con la possibilità di ricevere assistenza tecnica in tempi rapidi. Ma anche la privacy è molto importante. Non cerco il lusso ostentato, ma la qualità vera, quella che si percepisce nei dettagli e nella professionalità delle persone che ci lavorano”.
Cosa pensa della nostra industria?
“L’industria nautica italiana è una delle eccellenze assolute del nostro Paese. Abbiamo cantieri straordinari, artigiani, designer, ingegneri che ci invidiano in tutto il mondo. Dobbiamo essere orgogliosi di questo e continuare a investire in qualità, innovazione e bellezza. Il mare è un patrimonio incredibile, e chi ha la fortuna di viverlo ha anche la responsabilità di rispettarlo e valorizzarlo”.
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