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Fraternale (Wider): “Vi racconto come riparte il cantiere in vista del trasferimento a Fano”

Il cantiere marchigiano prepara il rilancio con il nuovo catamarano Widercat 92 e l’insediamento sulle aree portuali già individuate

di Riccardo Masnata
19 Maggio 2022
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A che punto è il rilancio di Wider? Quando rivedremo in acqua la sua prosssima barca, molto attesa?

Per capirlo SUPER YACHT 24 è andato direttamente in loco, presso la sede di Ancona, per un incontro col management che si è lanciato nella sfida di tornare a produrre superyacht e catamarani col marchio di un brand che, in pochi anni di attività, aveva saputo imporsi a livello internazionale per la sua spiccata vocazione all’innovazione e alla tecnologia.

La sfida è impegnativa ma tutt’altro che incosciente, dal momento che le basi poste per questa nuova fase della storia di Wider, acquisito dalla nuova proprietà, sembrano ben solide. Lo conferma anche la notizia dell’avvio della costruzione del superyacht Moonflower 72 , un progetto congiunto con Nauta Design, appena annunciato.

L’amministratore delegato Fabio Fraternale, manager con esperienze importanti in Pershing e Itama, è tanto informale e cortese nei modi quanto deciso e concreto nell’approccio, e il colloquio con lui non fa che confermare l’impressione di un percorso molto ambizioso appena avviato.

Poche e ben chiare idee, impostazione industriale, competenze indiscusse, visione già sul medio-lungo periodo e spalle ben coperte finanziariamente grazie al supporto del gruppo lussemburghese W-Fin: alla base di tutto c’è sempre la grande passione per questo settore, che traspare in maniera evidente.

Partiamo da una fotografia della situazione attuale di Wider?

“Stiamo procedendo bene nel nostro piano di rilancio. Diciamo che siamo già decollati, quando sono arrivato eravamo in pochi ma abbiamo fatto nuove assunzioni, raddoppiando il numero delle persone negli ultimi sei mesi: in particolare sono arrivati i project manager che seguiranno le nuove barche in costruzione. Con la proprietà (Marcello Maggi, ex CRN e Isa, e il proprio socio), l’intesa è ottima. La vasta esperienza sia commerciale che imprenditoriale di Maggi, unitamente alla mia in campo manageriale, e la stima reciproca che ci accomuna da tanti anni, fanno sì che ci completiamo sia per competenze che per carattere. Negli ultimi mesi abbiamo riorganizzato la direzione commerciale, l’engineering e la comunicazione, stiamo continuando a lavorare sottotraccia, senza troppi proclami ma in modo serio e costante”

Wider aveva un’identità ben precisa, di brand da cui ci si aspettavano sempre prodotti e idee molto innovative, quasi rivoluzionarie. Manterrete questa impostazione?

“Sì, cercheremo di mantenere questo gap a nostro favore, in particolare per il progetto del nuovo catamarano Widecat 92 di 28 metri, una barca disegnata da Luca Dini e dal nostro Centro Stile su cui puntiamo molto soprattutto per gli anni a venire, essendo seriale: i primi riscontri avuti da potenziali clienti, broker e addetti ai lavori sono molto positivi. Per la parte di superyacht, con progetti ‘one off’, la filosofia è ovviamente diversa ma vogliamo offrire ai clienti la migliore qualità e la più recente tecnologia disponibile”.

Quando vedremo in acqua il primo Widercat 92?

“A maggio dell’anno prossimo, attualmente stiamo completando lo stampo. Per la sua costruzione sono già stati prenotati gli slot con i subcontractor, che conosciamo bene e ci danno le garanzie di affidabilità che cerchiamo.”

Quali sono le caratteristiche principali di questo catamarano?

“Una notevole larghezza, pari a 12 metri, la grande stabilità, il totale silenzio in cui navigherà, le emissioni ridottissime grazie alla propulsione ibrida e la possibilità di navigare in Zero emission mode. L’uso di 170 mq di pannelli solari e l’uso di batterie al litio ferro fosfato sono altre dotazioni di rilievo. Gli armatori di Widercat 92 potranno tagliare in modo drastico i costi di gestione dello yacht, riducendo l’equipaggio e godranno di spazi ancora maggiori a bordo, con un beach club di 67 mq e una deck area superiore ai 100”.

Parliamo dei siti produttivi. Dove operate e dove opererete?

“Per ora lavoreremo ad Ancona nel capannone dove ci troviamo attualmente ma l’obiettivo è poi di spostarci a Fano, nell’area portuale che si trova fra il porto antico pescherecci e la Marina dei Cesari. Parliamo di un investimento importante per uno spazio di 11 mila mq fronte mare, con un’ampia banchina, dove realizzare uno stabilimento coperto, composto da quattro ampie campate di quasi 100 metri di lunghezza”.

E’ un progetto ambizioso, cosa vi manca per spostarvi a Fano?

“In pratica una variante. Con il Comune stiamo dialogando bene, hanno capito l’importanza del nostro piano, l’obiettivo è avere almeno il primo stralcio entro la fine dell’anno”.

Il marchio creato da Tilli Antonelli nel 2010 ha oggi trovato in Marcello Maggi e nel suo team un gruppo di lavoro molto motivato e affiatato, che gli permetterà di entrare nella sua nuova era, sempre più green.

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