Tisg: la concessione demaniale al 2072 vincolata all’occupazione e a 10 milioni di investimenti
Il vertice in Regione Toscana fissa le condizioni per la ristrutturazione del gruppo cantieristico. Slitta a fine ottobre la definizione delle offerte sul bando competitivo

Un vertice per fare il punto sulla crisi aziendale di The Italian Sea Group si è tenuto oggi nella sede della Regione Toscana alla presenza del consigliere per le crisi d’impresa Valerio Fabiani, dei commissari giudiziali nominati dal Tribunale, delle istituzioni locali e dei rappresentanti sindacali di Fim, Fiom e Uilm.
Nel corso dell’incontro l’Autorità di Sistema Portuale ha confermato un elemento determinante per qualsiasi investitore intenzionato a rilevare il cantiere: la proroga della concessione demaniale sulle banchine di Marina di Carrara fino al 2072 rimane vincolata al mantenimento della forza lavoro registrata al momento della proroga e alla realizzazione di un piano di investimenti aggiuntivo da circa 10 milioni di euro. Un’eventuale riduzione del personale farebbe infatti decadere le condizioni del titolo demaniale, creando un ostacolo insuperabile nella stesura dei futuri piani industriali e nella capacità produttiva del cantiere per le grandi dimensioni.
Sulla procedura concorsuale, Tisg si trova nella fase di ammissione al concordato in bianco e chiederà al Tribunale una proroga di 60 giorni delle misure protettive. Lo slittamento permetterà agli advisor finanziari di gestire la pressione del mercato attraverso la procedura competitiva — articolata tra le opzioni di Asset Deal e Share Deal — rinviando indicativamente a fine ottobre 2026 la definizione del quadro delle offerte e della sostenibilità del rilancio aziendale.
Durante il confronto le autorità locali e i sindacati hanno ribadito la necessità di preservare l’unitarietà del complesso produttivo, escludendo lo spezzettamento degli asset e quella di porre al centro la salvaguardia dei dipendenti diretti e degli oltre 1.500 addetti della filiera della subfornitura. La selezione dei concorrenti dovrà quindi vertere su un soggetto industriale credibile rispetto a soluzioni di matrice prevalentemente finanziaria, accompagnandosi a un netto cambio di passo nella governance della società.
Niente ferie forzate, infine, per compensare i rallentamenti della produzione: la trattativa è stata orientata sull’attivazione degli ammortizzatori sociali con l’anticipazione delle competenze a carico dell’azienda e il saldo regolare delle spettanze di fine rapporto. Il tavolo di monitoraggio in Regione è stato aggiornato al 4 settembre, data entro la quale dovranno essere definiti gli strumenti di sostegno al reddito in attesa degli sviluppi del bando competitivo.
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