Anche Gallazzi e Finvacchi manifestano l’interesse ad acquisire The Italian Sea Group
Dopo Sanlorenzo insieme ad altri partner, un’ulteriore cordata esce allo scoperto per rilevare l’intero cantiere

Si allarga il campo dei soggetti interessati al futuro di The Italian Sea Group. Sri Global Limited Holding (controllata al 52% da Giulio Gallazzi) e Finvacchi Srl (holding d’investimento che fa capo a Bernardo Vacchi con il 48%) hanno inviato al Consiglio di Amministrazione di Tisg e ai commissari giudiziali una manifestazione di interesse non vincolante per l’acquisizione dell’intero complesso aziendale del cantiere. L’iniziativa si inserisce nel quadro della procedura ex articolo 44 del Codice della Crisi d’Impresa aperta presso il Tribunale di Firenze.
L’operazione vede l’impegno diretto di Giulio Gallazzi e Bernardo Vacchi, affiancati in questa fase dagli advisor Angelo Bonissoni (studio Cba) e Maim Group. Con una capacità patrimoniale complessiva di circa 500 milioni di euro in asset gestiti, la cordata punta a un piano di turnaround industriale di lungo periodo: tra i punti qualificanti del progetto vi sono il mantenimento di tutti i marchi in portafoglio, la conservazione della sede decisionale e produttiva in Italia, la salvaguardia dei livelli occupazionali e la tutela della filiera dei fornitori. L’effettiva esecutività della proposta resta condizionata all’esito della due diligence e alla successiva stipula degli accordi vincolanti.
La manifestazione di interesse di Sri Global e Finvacchi si affianca alle altre opzioni già pervenute agli organi della procedura. Tra queste figura la proposta presentata a fine luglio dalla costituenda Polo Nautico Carrara S.r.l., promossa dall’advisor Riccardo Cima e sostenuta dal cantiere Sanlorenzo con una quota del 10% e il rilascio di una lettera di patronage (oltre all’interlocuzione avviata con altri cantieri internazionali per il restante 90%). Anche la proposta di Polo Nautico Carrara intende rilevare l’intero perimetro aziendale al netto dei debiti, per partecipare alla gara competitiva che sarà definita dal Tribunale per garantire la continuità produttiva dei siti di Carrara e Viareggio.
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