Vitelli (Azimut Benetti) critica l’azione legale avviata da Tisg dopo il Bayesian: “Inaudito”
Proseguono intanto le trattative per arrivare al passaggio di proprietà del cantiere ex Picchiotti di La Spezia

Giovanna Vitelli, presidente di Azimut Benetti, in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico “Financial Times” ha cercato di rassicurare i clienti dell’industria dei superyacht dopo la causa da 456 milioni di euro avviata da The Italian Sea Group (Tisg), proprietaria del marchio Perini Navi, contro l’asse ereditario di Mike Lynch e alcuni membri dell’equipaggio del Bayesian dopo il naufragio.
È “inaudito” secondo Vitelli che un costruttore di yacht intraprenda un’azione legale contro un cliente mentre è ancora in corso un’indagine; il caso è stato definito “molto specifico” in quanto legato a “un singolo cantiere”.
Il super yacht a vela Bayesian, costruito da Perini Navi, era affondato al largo della Sicilia nel 2024 causando la morte di sette persone, tra cui il magnate britannico della tecnologia Mike Lynch e sua figlia. Secondo Tisg il disastro ha provocato gravi danni reputazionali e commerciali al marchio, mentre i rappresentanti dell’asse ereditario di Lynch hanno definito la richiesta “cinica”.
Un rapporto preliminare della britannica Marine Accident Investigation Branch ha individuato alcune “vulnerabilità” strutturali che potrebbero aver contribuito alla tragedia, ma gli investigatori non hanno ancora stabilito se l’affondamento sia stato causato da errore umano o da un difetto di progettazione.
Il Financial Times nel suo articolo rileva come questa azione legale abbia messo in discussione consuetudini consolidate nel rapporto tra cantieri e armatori: alcuni clienti avrebbero chiesto ai broker chiarimenti su possibili coperture assicurative contro il rischio di cause da parte dei cantieri dopo incidenti gravi. Tisg ha dichiarato di non aver venduto alcuna imbarcazione a marchio Perini dopo il sinistro del Bayesian.
Vitelli nell’intervista ha sottolineato che l’industria italiana dei superyacht resta solida: i cantieri nazionali rappresentano circa il 56% degli ordini globali per volume e il settore nautico italiano ha generato oltre 5 miliardi di euro di ricavi nella cantieristica lo scorso anno. I ricavi di Azimut Benetti sono aumentati del 15% a 1,5 miliardi di euro nel 2025, con un portafoglio ordini di circa 2,6 miliardi e un patrimonio netto superiore a 500 milioni. “Considerando lo scenario peggiore tra dazi, guerra e sanzioni alla Russia, siamo soddisfatti della nostra performance” ha detto Vitelli, aggiungendo che i dazi statunitensi hanno avuto un impatto limitato sugli yacht più grandi, mentre il segmento delle imbarcazioni più piccole intorno ai 50 piedi ha registrato un rallentamento.
The Italian Sea Group nel frattempo ha confermato che sta valutando la valorizzazione del Cantiere di La Spezia (ex Picchiotti) nell’ambito del proprio piano di risanamento, con il supporto del financial advisor Meti Corporate Finance. La società, con una nota diffusa venerdì 24 luglio, ha spiegato che sono in corso interlocuzioni con possibili soggetti interessati, ma che non è stato sottoscritto alcun accordo vincolante né sono state avviate trattative in esclusiva, e che qualsiasi cessione sarà comunque subordinata all’autorizzazione dell’Autorità Giudiziaria, come previsto dalla procedura di concordato con riserva.
L’operazione allo studio valuterebbe Cantiere La Spezia tra i 20 e i 30 milioni di euro. Il compendio era stato acquisito da Tisg nel 2021 per 80 milioni, insieme agli altri asset di Perini Navi, aggiudicandosi l’asta indetta dal Tribunale di Lucca per il fallimento di Perini. Oltre ad Azimut Benetti, fra gli interessati ci sono anche Sanlorenzo, Baglietto e Fincantieri, mentre Ferretti starebbe pensando a un’offerta per l’intero gruppo Tisg.
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