Dal laboratorio al cantiere: la nuova linea di Mapei per la nautica
Gamma completa di prodotti dedicati a lucidatura, detergenza, protezione e sigillatura sviluppate sulle richieste dei cantieri

Düsseldorf (Germania) – Nel settore dello yachting professionale, dove tempi di lavorazione, qualità del risultato e sostenibilità operativa incidono sui costi, le soluzioni chimiche applicate a manutenzione e refit stanno diventando un fattore competitivo. Mapei ha trasferito l’approccio ingegneristico del settore edile anche nel mondo nautico, sviluppando una gamma dedicata di polish, detergenti, protettivi e sigillanti progettati sulle esigenze reali dei costruttori. SUPER YACHT 24 ne ha parlato con Giuseppe Briarava, yacht technical specialist che racconta filosofia, test sul campo e casi applicativi maturati a stretto contatto con gli operatori
Qual è il principale valore aggiunto dei prodotti Mapei per la nautica?
“Dimezzare i tempi di lavorazione. Non sono due o cinque euro al litro a fare la differenza, ma la tempistica. L’obiettivo è ridurre i tempi garantendo il massimo risultato. Prima di sviluppare i prodotti siamo andati nei cantieri a chiedere agli operatori quali fossero le criticità reali. Ci hanno parlato di prodotti che seccano e fanno polvere, dell’obbligo di rilavare la superficie tra uno step e l’altro, degli ologrammi che compiano sui colori scuri, dei problemi sui profili in gomma che sbiancano, della necessità di spruzzare acqua per evitare che il prodotto secchi e dell’odore dei prodotti a base petrolifera”.
E come avete risposto a queste problematiche?
“In laboratorio è stato sviluppato un prodotto che non secca mentre lavori, è profumato, non fa polvere, non spruzza dal platorello e risolve le criticità segnalate dai clienti. Questo perché Mapei lavora a fianco di chi opera: non inventiamo prodotti a tavolino, ma li costruiamo sulle esigenze reali. Cresciamo perché i clienti continuano a chiederci soluzioni nuove. A Milano Mapei ha un centro di ricerca con oltre 200 chimici: questo ci permette di rispondere al mercato”.
Avete effettuato test sul campo?
“Abbiamo fatto molti test in condizioni reali. Invece di dieci polish diversi ne abbiamo creati tre che coprono praticamente tutte le superfici. Abbiamo fatto dimostrazioni con carta vetrata grana 240 e, con un solo prodotto e un solo tampone, abbiamo ripristinato completamente la superficie senza micrograffi. Abbiamo dimostrato che saltando uno o due passaggi si riducono drasticamente i tempi, mantenendo gloss elevatissimi, comparabili a quelli di un’imbarcazione appena uscita dallo stampo”.
Com’è strutturata oggi la gamma dei polish?
“Abbiamo tre prodotti: uno più abrasivo per gelcoat molto degradati, uno intermedio adatto sia a gelcoat medio-opachi sia a vernici opache e un finitore che sui colori scuri permette di ottenere quei due o tre punti di gloss in più che il cliente richiede. Tutti i prodotti sono certificati hologram free. La nostra filosofia è evitare che il cliente debba lavare la barca ogni volta che esce. Per questo abbiamo sviluppato protettivi ceramici e nanotecnologici che rendono le superfici facili da pulire dopo il ripristino. Con i nostri polish lavoriamo anche su policarbonato e superfici plastiche trasparenti; stiamo finalizzando prodotti specifici per vetro e acciaio su richiesta dei cantieri”.
Parliamo della linea detergenza
“Abbiamo creato una linea quasi tutta a base acqua. C’è un prodotto Universal che copre il 90% delle esigenze: cucina, tessuti, moquette, frigorifero. Sono concentrati, diluibili, con costi molto contenuti. Poi abbiamo lo shampoo con cera integrata che, durante il lavaggio, lascia una patina protettiva. C’è un detergente più energico per fumi di scarico e linea di galleggiamento, il Super Wash, e un detergente specifico per vele e uno per motori che dà risultati eccezionali anche su superfici molto sporche, come i tubolari chiari dei gommoni”.
E per il teak?
“Abbiamo un detergente e uno sbiancante. La cosa importante è che non danneggiano i sigillanti e non creano ossidazioni. Lo sbiancante serve a rimuovere l’ingrigimento del legno senza carteggiare: per noi meno carteggio significa vita più lunga alla superficie”.
Avete anche soluzioni specifiche per parabordi e bottazzi?
“Sì, perché sono tra le superfici più difficili. Molti usano nitro o acetone che sbiancano ma poi lasciano la superficie appiccicosa. Il nostro prodotto, una miscela di solventi studiata ad hoc, rimuove lo sporco lasciando la superficie pulita e non appiccicosa”.
E per i vetri?
“Abbiamo un detergente con profumazione gradevole per gli interni. Per l’esterno abbiamo Super Wash Plus, che crea un’asciugatura a velo: lavi e il vetro si asciuga da solo, senza gocce e senza aloni. Non tutti i prodotti sono nanotecnologici: molti sono a base acqua, certificati e a basso impatto ambientale, perché lavoriamo anche nel settore cruiser oltre che nello yachting”.
Chi sono oggi i vostri principali clienti?
“Con questa linea lavoriamo molto con i cantieri di refitting, ma anche con il privato. L’idea è costruire una rete di rivenditori nei porti e nei negozi specializzati, garantendo sempre assistenza. Quando entriamo in un nuovo mercato andiamo di persona a fare dimostrazioni e formazione nei cantieri. Se c’è un problema, si va, si valuta insieme e si risolve. Questa è la filosofia: non fare prodotti tanto per farli, ma svilupparli sulle reali esigenze operative”.
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