Consegnato da Lürssen il nuovo megayacht di 114 metri firmato Marc Newson
Il cantiere tedesco ha concentrato nell’ex progetto Cosmos nuove soluzioni per l’architettura del vetro e la propulsione green

Il cantiere navale Lürssen ha annunciato la consegna di Nausicaä, un megayacht di 114,2 metri, sviluppato inizialmente come Project Cosmos, interamente progettato dal designer industriale australiano Marc Newson.
La consegna di questo megayacht, spiega una nota del cantiere, rappresenta un traguardo storico per la famiglia Lürssen, per l’ideale richiamo alla visione pioneristica del fondatore Friedrich Lürssen, che 140 anni fa contribuì alla nascita della nautica a motore con la costruzione della prima imbarcazione motorizzata di 6 metri della storia, poiché Nausicaä “ha aperto nuove strade all’innovazione”.
Il design del megayacht si distacca nettamente dagli standard tradizionali del settore, prediligendo forme fluide e organiche rispetto alle tradizionali superfici piane. La modellazione dello scafo e delle sovrastrutture ha richiesto un complesso lavoro di ingegneria creativa, in particolare per la realizzazione di ampie forme cilindriche in acciaio geometricamente speculari e precise, che caratterizzano le aree poppiere e i varchi di accesso principali. Nonostante la ricercatezza estetica, l’unità è stata strutturata per affrontare navigazioni a lungo raggio in ogni condizione climatica, potendo contare su uno scafo certificato in Ice Class 1D, idoneo alla navigazione sicura anche in presenza di ghiaccio leggero sia nelle acque polari che in quelle tropicali.
La trasparenza e l’integrazione del paesaggio circostante costituiscono il filo conduttore dell’intera architettura navale, dominata da un massiccio impiego di superfici vetrate strutturali. L’elemento di maggiore rilievo ingegneristico è rappresentato dallo Skydome, una cupola di vetro collocata nel punto più alto dell’imbarcazione e formata da sette grandi pannelli curvi a gravità, pesanti oltre una tonnellata ciascuno e spessi 62 millimetri. Proprio questa struttura ospita al suo interno l’ufficio privato dell’armatore, uno spazio di 56 metri quadrati dall’altezza interna che supera i tre metri, protetto da un sistema orbitante di persiane in bronzo per la regolazione della luce naturale e collegato a una terrazza privata ad uso esclusivo. Poco più in basso, una fascia continua di vetro avvolge l’intero ponte superiore creando l’effetto visivo di un nastro sospeso, che culmina a prua in un salone panoramico di 19 metri di larghezza situato direttamente sotto la pista di atterraggio per elicotteri. L’innovazione nel campo del vetro è un tratto distintivo del cantiere tedesco ormai da diverso tempo già con il Rising Sune, il Kismet ed ora con Nausicaä perché, come affermato da Peter Lürssen, l’obiettivo è di spingersi oltre la complessità strutturale per creare spazi scenografici dal punto di vista estetico, ma nello stesso tempo funzionali per clienti.
Anche la gestione degli spazi esterni e della sezione poppiera di Nausicaä introduce soluzioni innovative. Il ponte di poppa, che sfrutta l’intera larghezza massima di 18 metri, si sviluppa attorno a una grande piscina idonea al nuoto e ai tuffi, mentre l’estremità inferiore ospita un bacino di carenaggio asciutto per un tender da pesca sportiva di oltre dodici metri. Quest’ultimo viene movimentato tramite un sistema a slitta capace di gestire carichi fino a 16 tonnellate; una volta varato il mezzo, i binari si ritraggono e l’area si trasforma in un salone riparato interamente rivestito in teak.
Gli interni rompono ulteriormente gli schemi tradizionali rinunciando al salone principale per fare spazio a un atrio a doppia altezza concepito come una galleria d’arte permanente, arricchita da sculture e pezzi unici. Il livello superiore dell’atrio è invece dedicato all’intrattenimento, con un sushi bar, un’area ricreativa e sedute personalizzate integrate nella struttura.
Sotto il profilo tecnico, Nausicaä adotta un moderno impianto di propulsione diesel-elettrico composto da cinque motori complessivi, due primari e tre ausiliari, collegati a pod azimutali completamente elettrici. Il sistema è supportato da un pacco batterie da 2 megawatt, in grado di alimentare tutti i servizi di bordo nei momenti di picco e operare silenziosamente, a zero emissioni locali, per periodi prolungati. In ottica futura, il cantiere ha già predisposto l’integrazione di un sistema a celle di combustibile a metanolo per la generazione di idrogeno a bordo, con la convinzione che questa sia una tecnologia emergente che diventerà realtà, e permetterà al megayacht di azzerare l’impiego dei carburanti fossili tradizionali durante i lunghi trasferimenti.
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