Test Azimut Fly 82: vola a oltre 32 nodi e porta l’IA in plancia
In navigazione emergono la risposta progressiva dei motori, la stabilità su onda formata e l’effetto del nuovo Deck2Deck, che ridisegna la zona di poppa e amplia l’uso degli spazi esterni

Questo servizio è stato pubblicato in anteprima sul numero 1-2026 del supplemento Yacht Upstream disponibile a questo link
Cannes (Francia) – Appena saliti a bordo del nuovo Azimut Fly 82 si viene accolti dal sistema Deck2Deck, uno dei più apprezzati accorgimenti proposti dal cantiere di Avigliana sulle sue ultime unità (per la prima volta su un modello della linea Fly), ovvero il prolungamento del cockpit di poppa che, a riposo, è la porta del garage; se alzato, permette di creare una terrazza sul mare che estende lo spazio per pranzare all’aperto prima di entrare nell’ampio salone dove a colpire è il baglio. La zona di poppa è configurabile come palestra o solarium. Interessante anche il flybridge dove, oltre alla seconda timoneria, ci sono spazi e arredi, al sole e protetti dall’hard top, per consentire a ognuno di godersi al meglio la navigazione, secondo i propri gusti. Proviamo Azimut Fly 82 in occasione del suo debutto mondiale al Cannes Yachting Festival, con la motorizzazione più potente tra le due disponibili, ovvero la tripletta di Volvo Penta D13 1350 da 1.000 cv ciascuno, con un carico notevole: 14 persone, il pieno di acqua (1.100 litri) e 3.750 litri di carburante, ma raggiungiamo (e superiamo) senza problemi i 32 nodi di velocità massima dichiarati dal cantiere. La navigazione si rivela molto piacevole con le manette reattive quanto basta, in grado di sprigionare la giusta accelerazione per un’unità che supera i 24 metri fuori tutto. Per raggiungere la planata, partendo da fermi, impieghiamo 10 secondi, mentre dopo 36 secondi siamo alla massima. Il minimo di planata, a calare, si registra a 1.500 rpm, a 14,5 nodi, con un consumo di 179 l/h. La velocità di crociera è di 25 nodi, ovvero a circa 2000 rpm, con un consumo di poco più di 100 litri/ora a motore.
Azimut Fly 82 è la prima imbarcazione al mondo ad aver installato in plancia Watchit Eye, un software che integra radar, cartografia e Gps all’intelligenza artificiale per fornire allarmi su target su cui esiste un reale rischio di collisione, in base alla velocità e alla distanza, con un’esperienza ispirata dall’automotive. Mentre ci avviciniamo all’ormeggio, il sistema entra in modalità Marina e segnala kayak, boe, materassini e toys ormeggiati alle plance di poppa delle unità in rada, che potrebbero interferire con la nostra rotta, senza però “disturbare” la manovra con allarmi eccessivi e soprattutto inutili. Oltre alle buone sensazioni in plancia, è un piacere anche godersi la navigazione da passeggero, con spazi adeguati per tutti e facilità di movimento a bordo. Ottimi i materiali utilizzati.
L’Azimut Fly 82 introduce soluzioni tecniche pensate per aumentare funzionalità e vivibilità a bordo. Le linee esterne di Alberto Mancini seguono un’impostazione aerodinamica, con volumi scolpiti e sovrastruttura leggera che abbassa i pesi alti e migliora la stabilità. Il sistema Deck2Deck sfrutta il portellone di poppa basculante: una volta sollevato, si allinea al calpestio del pozzetto e crea una piattaforma continua che estende l’area di uso sociale. La soluzione non incide solo sulla fruibilità, ma anche sulla distribuzione dei flussi a bordo, perché sposta verso poppa il fulcro della vita all’aperto e lascia più spazio interno alla zona giorno. La coperta principale è organizzata con percorsi lineari e passavanti protetti, mentre la timoneria offre buona visibilità e una disposizione pulita degli strumenti. Il flybridge privilegia superfici libere, con arredi modulari che permettono configurazioni diverse a seconda dell’uso. Le murate alte proteggono gli spazi senza appesantire il profilo, grazie a inserti vetrati che aumentano luce e percezione del volume interno.
Gli interni, firmati da Fabio Fantolino, seguono un’impostazione razionale: materiali leggeri, geometrie semplici e una palette che facilita la lettura degli ambienti. Il salone ruota attorno al tavolo rotondo, elemento che semplifica la gestione dello spazio e lascia corridoi liberi verso prua e verso la cucina. La scelta cromatica introduce un tono arancio-bruno, utilizzato per dare ritmo visivo senza caricare le superfici. La combinazione tra legni chiari, pelli tecniche e arredi a geometria morbida contribuisce a contenere il peso, a favore di consumi e assetto. La zona notte mantiene una distribuzione classica con cabina armatoriale a centro barca, sfruttando la massima larghezza. Le cabine ospiti sono organizzate con armadiature integrate e bagni compatti. La zona equipaggio è separata e accessibile da poppa. L’insieme propone una gestione razionale degli spazi, con attenzione a ergonomia, manutenzione e facilità d’uso.
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