La stazione galleggiante di Geico per pulire scafi dai taxi ai superyacht (VIDEO)
Al Salone Nautico ha debuttato Anahid, sistema robotizzato per manutenzione subacquea senza alaggio destinato a marina, cantieri e operatori professionali
Venezia – Il Salone Nautico di Venezia 2026 è stato il palcoscenico scelto da Geico per presentare il prototipo di Anahid, una piattaforma galleggiante sviluppata per la pulizia e la sterilizzazione subacquea degli scafi senza la necessità di mettere in secco le imbarcazioni. Per l’azienda lombarda, nota a livello internazionale per gli impianti automatizzati destinati all’industria automobilistica, si tratta dell’ingresso ufficiale nel comparto nautico e offshore con una tecnologia che punta a intercettare una delle esigenze più sentite da armatori, marina e operatori della manutenzione. Fondata oltre 60 anni fa e con sede a Cinisello Balsamo (Milano), Geico è specializzata nella progettazione e realizzazione di impianti automatizzati chiavi in mano per la verniciatura delle scocche automobilistiche. Tra i suoi clienti figurano alcuni dei principali costruttori mondiali del settore automotive. Nel 2023 l’azienda ha raggiunto un portafoglio ordini di 500 milioni di euro nel business auto.
Il progetto Anahid rappresenta il trasferimento di competenze sviluppate nell’automazione industriale verso il settore marittimo. La piattaforma opera direttamente in acqua e utilizza una combinazione di robotica, intelligenza artificiale e sistemi di monitoraggio per intervenire sulle superfici immerse degli scafi. Il principio di funzionamento prevede l’impiego di luce Led Uv-C per la sterilizzazione delle superfici. Durante le operazioni una rete di telecamere controlla costantemente lo stato dello scafo, mentre algoritmi di analisi elaborano in tempo reale i dati raccolti, fornendo indicazioni sul livello di pulizia e sulle condizioni della carena. L’obiettivo è contrastare il biofouling, ovvero l’accumulo di organismi marini sulle superfici immerse, fenomeno che incide negativamente sulle prestazioni, aumenta i consumi di carburante e comporta maggiori costi di manutenzione. Per marina e porti turistici una soluzione di questo tipo potrebbe consentire interventi programmati direttamente in banchina, riducendo il ricorso agli alaggi e limitando i tempi di fermo delle unità.
Anahid nasce nell’ambito del Clarum Seas Project (Save Energy, Anchor Sustainability), sviluppato da Geico insieme a Greensailor, azienda italiana specializzata in rivestimenti foul release ecocompatibili privi di solventi, rame e biocidi. Il progetto abbina quindi sistemi di prevenzione e monitoraggio a nuove tecnologie per la protezione delle superfici subacquee. La fase sperimentale, avviata circa un anno fa, si è svolta con il supporto logistico del cantiere navale della principale società di trasporto della Laguna di Venezia. L’esposizione del prototipo al Salone rappresenta il primo confronto pubblico con il mercato nautico.
“Con la presentazione del prototipo della prima stazione galleggiante per la pulizia subacquea degli scafi – dice Daryush Arabnia, amministratore delegato e presidente di Geico – abbiamo compiuto un passo decisivo nel proprio percorso di diversificazione industriale. Mettiamo a frutto oltre 60 anni di esperienza nella progettazione di sistemi automatizzati complessi, maturata nel mondo dell’automotive, applicandola oggi a un settore strategico come quello della nautica, dove sostenibilità, efficienza operativa e tutela dell’ambiente marino sono sfide centrali. Le logiche di investimento sostenibile e di crescita a lungo termine sono i fattori che ci accompagnano anche nell’attuale fase di sviluppo di nuove aree di business, in particolare nel comparto della nautica. Alle iniziative sporadiche abbiamo, infatti, da sempre preferito la sfida di opportunità strategiche coerenti con le linee guida della nostra storia”.
Per il settore dei marina la proposta si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso la riduzione dell’impatto ambientale delle attività di manutenzione e verso la ricerca di servizi a valore aggiunto per gli armatori. L’obiettivo dell’azienda è di arrivare a creare strutture in grado di accogliere scafi fino a 40 metri di lunghezza. Un’app, inoltre, segnalerà le marine in cui è disponibile il servizio, in modo da sottoporsi al trattamento in caso di necessità e di ricevere un alert quando, in base all’acqua e alla tipologia di scafo, il sistema ritiene che sia bene illuminare lo scafo per prevenire il depositarsi di vegetazione.
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