Il tribunale di Francoforte sblocca il superyacht Dilbar: la sentenza e le ricadute per l’Italia
Accolto il ricorso di Lürssen grazie alla clausola di esclusione dal trust che fa decadere il congelamento del megayacht legato a Usmanov
La decisione con cui il Tribunale Amministrativo di Francoforte ha stabilito che il megayacht Dilbar – 156 metri realizzato nel 2016 dai cantieri tedeschi Lürssen – non debba essere considerato un bene soggetto a congelamento apre un precedente nel comparto dello yachting e del diritto marittimo internazionale. Come riportato da ilfattoquotidiano.it, la sentenza ha accolto il ricorso promosso direttamente dallo stesso cantiere costruttore Lürssen contro l’Autorità federale per il controllo delle esportazioni (Bafa), imponendo la revoca dei provvedimenti di blocco sull’unità.
Finora sui patrimoni sequestrati, come nel caso dei superyacht riconducibili a soggetti inseriti nelle black list europee, diverse autorità statali di vigilanza hanno tendenzialmente adottato un principio di massima cautela, presupponendo che le rinunce formali o le modifiche societarie potessero in realtà mascherare manovre volte a schermare i beni dalle sanzioni. Nel caso di Dilbar, il tribunale tedesco ha invece scelto un’interpretazione formale del contratto di trust e delle sue clausole che include la presenza di una specifica clausola di salvaguardia inserita nell’atto costitutivo del The Sister Trust, la struttura fiduciaria svizzero-cipriota a cui fa capo la proprietà della nave. La clausola citata prevedeva la sospensione automatica dei diritti di qualsiasi beneficiario colpito da sanzioni internazionali, privandolo di ogni potere decisionale e godimento economico dell’imbarcazione; e per questa ragione, insieme alle rinunce irrevocabili formalizzate dai due beneficiari (l’imprenditore Alisher Usmanov e la sorella Gulbakhor Ismailova), il tribunale ha ritenuto che la nave non possa essere considerata una risorsa economica controllata da soggetti sanzionati.
Un elemento nuovo e significativo della questione sta anche nella scelta del cantiere Lürssen di muoversi in prima persona sul piano legale, per fare chiarezza e cercare di sbloccare l’unità ferma presso le proprie strutture. Una situazione che per la cantieristica comporta bacini occupati, il blocco dei contratti di manutenzione e refitting e complicazioni operative ed economiche.
Come evidenziato dal quotidiano, presso il Tar del Lazio pendono diversi procedimenti legati a The Sister Trust. Per gli altri mega e superyacht congelati nei porti italiani potrebbero dunque aprirsi scenari di analisi dei contratti fiduciari per scoprire eventuali clausole di salvaguardia preesistenti alle sanzioni e, nel caso, vedere se i giudici amministrativi italiani condividano le decisioni dei colleghi tedeschi o preferiscano mantenere una linea più orientata a verificare l’eventuale permanenza di un ‘controllo di fatto’ da parte dei soggetti sanzionati. In questo senso la sentenza di Francoforte si pone come un precedente ancora da decifrare per il comparto italiano.
C.G.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA DI SUPER YACHT 24
SUPER YACHT 24 È ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
Foto Dilbar credit Worth Avenue Yachts
