Marina del Gargano punta sul service: “I comandanti ci considerano tra i migliori dell’Adriatico”
Il direttore Andrea Zullo racconta i punti di forza del porto, gli investimenti e le strategie per attrarre yacht fino a 50 metri
Sicurezza, assistenza tecnica, accoglienza e un legame stretto con il territorio. Sono questi gli elementi su cui Marina del Gargano ha costruito la propria identità, affiancando ai servizi portuali un cantiere interno e una gamma di attività pensate per armatori, comandanti ed equipaggi. In questa intervista Andrea Zullo, direttore del Marina del Gargano, illustra le caratteristiche dello scalo di Manfredonia, le prospettive di sviluppo e la visione con cui la struttura guarda al mercato dei grandi yacht.
Quali sono oggi i principali punti di forza che distinguono Marina del Gargano nel panorama dei porti turistici dell’Adriatico?
“Per sintesi sarebbe meglio citare le debolezze, ammesso che ce ne siano. Certamente, tra i punti di forza annoveriamo la sicurezza. A tal proposito, mi piace ricordare quella citazione che recita: ‘Una nave in porto è al sicuro, ma non è per questo che le navi sono costruite? Una frase che darebbe per scontata la sicurezza di un porto, ma la realtà ha tristemente rappresentato scenari diversi. Altre peculiarità da evidenziare ritengo siano il cantiere attrezzato di nostra gestione, una comoda banchina per il carburante, la vicinanza al centro urbano, i pontili con i finger, i fondali alti, le due gallerie commerciali, la costa limitrofa, la facilità di raggiungerci via terra e il fatto che sia un porto d’ingresso per chi proviene da Paesi extra Ue. Non trascurerei poi gli aspetti umani legati all’accoglienza del territorio, una dote che prescinde dalla struttura”.
Il porto può ospitare yacht fino a 50 metri. Che tipo di clientela rappresenta oggi questo segmento e quali sono le sue esigenze più frequenti?
“È un mercato al quale guardiamo da sempre con interesse. Purtroppo il versante dell’Adriatico occidentale è meno attrattivo per i grandi yacht e per i loro comandanti. Sono del parere che, per ottenere risultati, sia necessaria una rivoluzione culturale che parta dalle scuole nautiche per far crescere una generazione di operatori del settore futuri portatori d’interesse del territorio. Le esigenze più frequenti della clientela sono legate alla risoluzione di aspetti tecnici. Ciò che invece incuriosisce maggiormente è l’aspetto culturale e, soprattutto, culinario. Noi li coccoliamo e loro apprezzano”.
Negli ultimi anni avete registrato un’evoluzione nella tipologia di imbarcazioni o di armatori che scelgono Marina del Gargano?
“Il Marina è nato nel momento peggiore della nautica. Il Governo Monti colpì il settore con reazioni a catena negative per l’intera filiera. Furono anni difficili per tutti i porti turistici italiani. A questi aspetti di depressione nazionale si unirono vicende negative interne, poi superate grazie all’intervento della famiglia Gelsomino nel 2018. Al netto di quanto detto, nel corso degli anni abbiamo registrato una crescita sia numerica sia delle dimensioni delle unità all’ormeggio. Analizzando invece le tipologie, credo che il fenomeno dei grandi gommoni e dei catamarani rappresenti una tendenza globale”.
Oltre all’ormeggio, quali servizi sono oggi più richiesti da comandanti, equipaggi e società di management durante la permanenza in porto?
“La risoluzione dei problemi tecnici, ai quali riusciamo sempre a trovare una soluzione. Oltre al marina gestiamo anche il cantiere al suo interno e questo ci permette di coordinarci in maniera rapida ed efficace. L’utente lo apprezza”.
Il cantiere interno rappresenta un valore aggiunto per il marina. Quali lavorazioni vengono richieste più spesso e quanto incide poter offrire assistenza tecnica direttamente in porto?
“È vero. Marina e cantiere devono lavorare insieme e la direzione comune rappresenta un vantaggio soprattutto per il diportista. Abbiamo investito molto nella struttura e continueremo a farlo. L’assistenza riguarda principalmente la manutenzione ordinaria, oltre ai servizi aggiuntivi che offriamo con falegnameria e carrozzeria. Ma ciò che tranquillizza maggiormente l’utente è la possibilità di alare velocemente la barca in caso di emergenza”.
Il mercato dei grandi yacht è sempre più orientato verso servizi personalizzati. Su quali aspetti state investendo maggiormente per migliorare l’esperienza di armatori ed equipaggi?
“Abbiamo un piano ormeggi che ci consente di ospitare yacht importanti. Il personale dell’ufficio, degli ormeggi e del cantiere è formato al meglio per accogliere unità di questo tipo. Ritengo che questo sia il miglior investimento e, non a caso, sta portando i suoi frutti. Da tempo diversi cantieri costruttori si affidano a noi per il service. I comandanti annoverano il nostro Marina tra i migliori dell’Adriatico”.
La concorrenza tra i marina del Mediterraneo è sempre più forte. Su quali elementi puntate per convincere un armatore a scegliere Manfredonia come home port o come tappa di una crociera?
“Non occorre convincerli, basta sostituire la congiunzione ‘o’ con la congiunzione ‘e’. Abbiamo le caratteristiche tecniche e i servizi per farli transitare e farli restare. Dicono che siamo belli e pure simpatici, col tempo ci stiamo credendo”.
Quanto stanno cambiando le aspettative degli armatori in termini di digitalizzazione, sostenibilità e qualità dei servizi portuali? Quali tendenze osservate più da vicino?
“Le aspettative crescono, soprattutto nella celere risoluzione dei problemi tecnici. In un marina attrezzato non basta limitarsi ai servizi portuali in senso stretto, ma bisogna pensare alla fruibilità a 360 gradi. Per dirne una, la più banale, offrire colonnine per la ricarica delle auto elettriche o il noleggio delle biciclette. Notiamo però anche una tendenza al ritorno delle cose semplici: chi va per mare, chi ama la barca, anche di notevoli dimensioni, si accontenta anche solo di un calice di vino vista mare”.
Guardando ai prossimi anni, quali saranno le priorità di sviluppo del Marina del Gargano? Ci sono investimenti o progetti che ritiene particolarmente strategici per rafforzarne il posizionamento?
“Siamo vulcanici. Stiamo pensando di investire ulteriormente nelle attrezzature e negli spazi dedicati all’assistenza, oltre a un progetto per un bellissimo solarium. Ma questa è solo una parte di ciò che intendiamo realizzare nei prossimi anni”.
Uno degli aspetti distintivi del marina è la possibilità di essere vissuto durante tutto l’anno. Come cambia l’attività del porto tra alta e bassa stagione e quali opportunità offre questa continuità operativa?
“Questo è uno dei punti di forza che, distrattamente, non ho annoverato nella risposta al primo quesito. Manfredonia è una città viva tutto l’anno, con un clima mite anche nei periodi invernali. Questo, unito alla già citata sicurezza, caratterizza Marina del Gargano come un porto per tutte le stagioni. Non a caso la maggior parte dei contratti di ormeggio sono stanziali. Simpaticamente potrei dire che ogni barca qui si sente a casa. Non è poi trascurabile l’attività culturale e sportiva proposta durante l’anno, con eventi velici, motoristici, artistici e musicali”.
Quanto conta oggi il legame con il territorio? In che modo il marina contribuisce a promuovere il Gargano come destinazione nautica oltre che turistica?
“Il legame con il territorio rappresenta il cuore del Marina. Il porto ha caratteristiche tecniche ineccepibili, merito di ingegneri, progettisti e costruttori. Ma, come spesso accade, è la passione di chi lavora a fare la differenza. Il nostro personale ama il lavoro che svolge e questo viene percepito dall’utenza. Il connubio con la nostra terra si esprime anche con piccoli gesti. Da anni doniamo agli armatori delle barche in transito un kit di benvenuto contenente prodotti tipici del posto. Un’iniziativa apprezzata che caratterizza la nostra identità e la nostra ospitalità”.
La vostra posizione vi colloca al centro delle rotte verso Croazia, Montenegro e Grecia. Quanto pesa questo fattore nella scelta degli armatori che decidono di fare base a Manfredonia?
“Direi che è fondamentale. Marina del Gargano è l’unico porto in Adriatico a coniugare la comodità della vicinanza alle mete di crociera estive con il piacere delle uscite domenicali sul Gargano. Il tratto da Manfredonia a Peschici è certamente il più interessante del nostro versante. Da anni, però, stiamo lavorando con altri marina limitrofi per realizzare un percorso di tappe pugliesi a vantaggio del territorio, in particolare, e dell’interesse nazionale in generale”.
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