Amer Yachts presenta quattro nuovi progetti dai 28 ai 42 metri
Disegnati da Aoumm e Antonio Luxardo, i nuovi modelli sono concepiti rispettivamente in vetroresina e in alluminio, tutti orientati verso l’innovazione sostenibile
Amer Yachts ha presentato quattro nuovi progetti che tracciano due percorsi costruttivi distinti e complementari, incentrati rispettivamente sull’evoluzione del composito e sull’introduzione del metallo. Queste due traiettorie progettuali, informa una nota del cantiere, sono state elaborate con la collaborazione di due studi di progettazione diversi, capaci di interpretare la vita a bordo secondo canoni di efficienza, comfort e vicinanza al mare, mantenendo intatta l’identità storica e la ricerca tecnologica del marchio.
La nuova linea in composito è sviluppata in sinergia con lo studio milanese Aoumm e prevede tre modelli, Amer 9, Amer 10 e Amer 12, caratterizzati da proporzioni e da una gestione degli spazi differenti rispetto ai precedenti percorsi progettuali del cantiere.
Il ventotto metri Amer 9, sviluppato sul collaudato scafo 4.0 prodotto nel cantiere di Sanremo, introduce geometrie rigorose e ampie vetrate che amplificano il contatto visivo e fisico con l’acqua. L’organizzazione fluida dei ponti e del beach club garantisce passaggi agevoli e una netta separazione tra le aree private dedicate agli ospiti e quelle riservate al servizio e all’equipaggio. Sono previste su questo modello due postazioni di pilotaggio, una interna e l’altra esterna, pensate per una guida isolata o in continuità con le attività del main deck.
Con l’Amer 10 il percorso si evolve attraverso un approccio architettonico applicato alla tradizione. Si tratta dell’evoluzione del precedente modello Amer 100, che unisce le caratteristiche della navetta a quelle dell’explorer per estendere la vivibilità dello yacht a tutte le stagioni. Il progetto favorisce la massima luminosità interna, riducendo gli ostacoli visivi e dilatando gli ambienti del salone principale e del sun deck. Il centro di questo equilibrio strutturale è rappresentato dalla scala centrale, elemento scenografico integrato nel design dello yacht che collega tutti i livelli in una connessione continua e permeabile.
Su una scala ancora più ampia si colloca l’Amer 12, sempre su tre ponti, che sfrutta le maggiori dimensioni per offrire una flessibilità distributiva declinata in tre diverse configurazioni denominate Classic, Charter e Luxury. La versione Classic, in particolare, risponde alle esigenze dell’armatore tradizionale del cantiere, con spazi esclusivi sul ponte principale e quattro cabine sul ponte inferiore, organizzando i flussi di bordo per assicurare massima privacy e funzionalità.
Sul fronte della costruzione in metallo, l’Amer 42A rappresenta un’importante evoluzione nella collaborazione tra il cantiere e l’architetto Antonio Luxardo dello studio Optima Design. In questo modello di 42 metri, la lettera A indica l’impiego dell’alluminio sia per lo scafo sia per tutte le sovrastrutture. Questa scelta consente una significativa riduzione dei pesi complessivi e si traduce in una maggiore efficienza idrodinamica, attriti ridotti e prestazioni superiori, conferendo alla nave un assetto sportivo, dinamico e ribassato. Gli spazi interni uniscono la ricerca tecnica con il comfort contemporaneo, offrendo una suite armatoriale a tutta larghezza sul ponte principale, cabine ospiti sul ponte inferiore e ampie aree relax sul sun deck.
Tutti i nuovi progetti condividono una visione orientata all’innovazione sostenibile che accompagna da sempre la ricerca del cantiere ed è testimoniata dall’adozione dei sistemi di propulsione Volvo Penta Ips. Questa tecnologia fa parte di un percorso che Amer Yachts ha avviato oltre dieci anni fa per realizzare imbarcazioni più efficienti, performanti e consapevoli. L’approccio industriale si arricchisce inoltre grazie agli strumenti metodologici sviluppati dai progettisti, come il playbook per la materioteca ideato da Aoumm per valutare l’impatto ambientale, la durata e il ciclo di vita di ogni materiale, e l’esperienza multidisciplinare di Optima Design, che unisce competenze derivate dal design industriale e dall’automotive, supportando lo sviluppo dei nuovi modelli anche in relazione alla nuova linea produttiva in acciaio del cantiere.
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