Anastassov (Ferretti) respinge i dubbi sul golden power
La replica alle contestazioni del socio ceco Kkcg dopo il cambio al vertice e lo scontro in assemblea con i cinesi di Weichai

Nel corso di un incontro con la stampa a Milano, secondo quanto riportato da Reuters, il neo amministratore delegato Stassi Anastassov ha respinto fermamente le contestazioni mosse dal fondo ceco Kkcg Maritime, relative a una presunta violazione della normativa nazionale sul golden power, lo scudo normativo che tutela gli asset industriali ritenuti strategici per il Paese.
Durante l’assemblea per il rinnovo del consiglio di amministrazione dello scorso mese, la maggioranza del capitale sociale si è allineata alla posizione del primo azionista, il gruppo cinese Weichai – titolare del 39,5% delle quote –, mettendo fine al mandato durato 12 anni dell’amministratore delegato Alberto Galassi a favore di Anastassov, ex manager di Procter & Gamble. Il nuovo assetto era stato contrastato da Kkcg Maritime, che aveva nel frattempo tentato di confermare Galassi e di creare nuovi equilibri in un consiglio oggi a maggioranza Weichai aumentando la propria partecipazione fino al 23%, ma senza riuscirci.
Da quanto scrive l’agenzia di stampa – che cita fonti governative – il governo italiano starebbe verificando se la compagine azionaria guidata da Weichai abbia omesso di dichiarare l’esatta entità delle proprie partecipazioni alle autorità di vigilanza. Anastassov, da parte sua, ha precisato che la società non ha ricevuto alcuna notifica formale in merito a eventuali accertamenti, ha dichiarato di essere pronto alla massima cooperazione per dimostrare la trasparenza delle procedure e ha rivendicato un’indipendenza operativa che ha definito “del tutto in linea con quella del suo predecessore”.
La questione sollevata da Kkcg ruota attorno alla presunta rilevanza strategica delle attività di Ferretti, legata alla presenza di una divisione dedicata al settore della difesa. Su questo punto Anastassov ha chiarito che il comparto difesa è stato ufficialmente dismesso nel 2024, in seguito a una delibera approvata all’unanimità dallo stesso precedente consiglio di amministrazione, e che l’operatività residua in questo campo si limita all’adempimento di vecchi contratti di manutenzione per pattugliatori già consegnati in passato, senza alcuna nuova acquisizione di ordini o gestione di tecnologie sensibili. Il manager ha inoltre precisato che l’attività manifatturiera del gruppo consiste in un processo incentrato prevalentemente sull’assemblaggio di prodotti che integrano tecnologie sviluppate e fornite da soggetti terzi.
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